13 agosto, 2024

Continua la discussione sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI

 

Continua la discussione 

sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI

Mi stanno giungendo numerosi messaggi di commento alle tesi del Dott. Andrea Cionci e alle mie posizioni che da tempo vado esponendo.

La questione è complessa e presenta molti aspetti. Io sono grato anche ad alcuni Lettori che mi hanno aiutato a chiarire aspetti ai quali non avevo fatto attenzione, in modo tale che io stesso ho approfondito questo tema meraviglioso del Papato Emerito, che sembra essere il culmine dottrinale dell’insegnamento di un grande Papa che oltre a ciò è stato anche un santo.

Stando così le cose, ho pensato di presentare anche qui ai Lettori una serie di interventi, accompagnati dalle mie rispettive risposte, che sono reperibili sulla mia Pagina Facebook: “Chiarimenti circa la Dichiarazione di dimissioni di Benedetto XVI”, pubblicato il 9 agosto scorso.

Faccio presente che i Lettori sono liberi di continuare a scrivermi, però avverto che se tornano su temi ai quali ho già risposto, mi riservo a mia volta di non rispondere.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/continua-la-discussione-sulle.html


 
 
Immagine da Internet:
- Benedetto XVI Papa Emerito e Papa Francesco I
 
 

09 agosto, 2024

Chiarimenti circa la Dichiarazione di dimissioni di Benedetto XVI

 

Chiarimenti

circa la Dichiarazione di dimissioni di Benedetto XVI

Dato che continua la discussione circa la validità delle dimissioni di Papa Benedetto XVI con la conseguente tesi che Benedetto avrebbe comunque continuato ad esercitare in modo criptico il potere papale, per cui Papa Francesco sarebbe un Papa abusivo e illegittimo, insomma sarebbe un antipapa, ho pensato di presentare ai Lettori per una questione tanto grave che attira l’attenzione di molti, alcuni chiarimenti circa quanto effettivamente dice Benedetto nella sua Dichiarazione di dimissioni, chiarimenti dai quali si comprende che Benedetto non ha voluto mantenere sia pur cripticamente, quasi per mezzo di un linguaggio cifrato, il ministerium pontificio, ossia il potere di governare la Chiesa, ma dichiara di restare Papa nel senso di mantenere il munus pontificio, il semplice essere Papa senza l’agere del Papa, un concetto del tutto nuovo che illumina così la Chiesa su di un aspetto del papato fino ad allora sconosciuto ed assente quindi dall’attuale Diritto Canonico: la figura e il titolo di «Papa emerito».

Dice Benedetto: «Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/chiarimenti-circa-la-dichiarazione-di.html 


 



 Immanigine da Internet:
- Papa Emerito Benedetto XVI e Papa Francesco I

08 agosto, 2024

Risposta a un Lettore e ad Andrea Cionci a proposito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI

 

Risposta a un Lettore e ad Andrea Cionci

a proposito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI

Ho ricevuto da un Lettore[1] un messaggio col quale egli mi informa di un secondo video del giornalista Andrea Cionci, in data 7 agosto 2024.

 A titolo di documentazione riporto il testo esatto del Lettore:

https://youtu.be/Fjmf5pEgq6E?si=CSzjrhBvUAAoQuKS

 

Caro Dott. Andrea Cionci,

ho ascoltato la risposta che lei ha dato[2] al mio commento a quanto lei ha dichiarato circa la sede impedita, nella speranza di poter avere il mio appoggio nel sostenere questa sua tesi.

In breve potrei dirle che ho risposto a tutte le sue obiezioni e al riguardo la rimando ai miei articoli pubblicati sul mio blog in questi ultimi anni.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/risposta-un-lettore-e-ad-andrea-cionci.html


 Immagine da Internet: Papa Emerito Benedetto XVI e Papa Francesco I

07 agosto, 2024

A proposito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI

 

A proposito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI

 

Ho ricevuto da un Lettore un messaggio col quale egli mi chiede se accetto l’interpretazione che il giornalista Andrea Cionci fa del contesto e dei motivi che indussero Papa Benedetto alle dimissioni.

Il Cionci pretenderebbe di dedurre dalle mie parole una consonanza con la sua tesi, secondo la quale, con le dimissioni, il Papa avrebbe provocato lo status di sede impedita in modo tale che l’elezione successiva di Papa Francesco si presenterebbe come illegittima, in quanto pretesa di occupare una sede già appartenente a Papa Benedetto XVI, sede che sarebbe stata impedita da una manovra dei nemici della Chiesa, allo scopo di rendere inefficiente il Papato e succube delle forze moderniste-massoniche-sioniste. 

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/a-proposito-delle-dimissioni-di-papa.htmlChiesa.

 


 

 

https://youtu.be/BciuuNvOfj4 



05 agosto, 2024

Idealismo e castità - La superbia conduce alla lussuria

 

Idealismo e castità

La superbia conduce alla lussuria

Molto fumo e poco arrosto È interessante come gli storici dell’idealismo tedesco che ha i suoi fondatori in Lutero e Cartesio e passa per Berkeley, Böhme, Kant, Fichte, Schelling, Hegel, fino ad Husserl, Gentile, Heidegger, Rahner, Severino e Bontadini, presentano i loro eroi come geni dello spirito, della coscienza, della libertà, dell’io trascendentale, del pensiero, araldi della verità, maestri della scienza rigorosa, di dialettica e dell’acume critico, filosofi dell’identità, della certezza, dell’universale, dell’assoluto e dell’infinito, rivelazioni e apparizioni di Dio, dell’essere e dell’eterno e sorvolano sistematicamente sulle vicende della loro condotta morale con particolare riferimento alla loro considerazione della castità e soprattutto alle conseguenze pratiche dei loro princìpi riguardo alla pratica della castità.

L’idealismo tedesco è distinto da quello platonico, abbracciato dai Padri della Chiesa e da Sant’Agostino ed apprezzato con riserva da San Tommaso. Infatti nell’idealismo platonico l’idea è visione interiore e rivelazione beata della verità divina, al di là delle vane, fuggevoli ed ingannevoli apparenze e delle opinioni, è modello, paradigma, esemplare divino, assoluto trascendente, spirituale ed immutabile, regola e fine del nostro essere, pensare ed agire. Accogliere ed accettare l’ideale nella nostra vita è segno di umiltà, sincerità e saggezza, sorgente di salvezza, di perfezione, di libertà e di felicità.

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/idealismo-e-castita-la-superbia-conduce.html

Tommaso è ben lontano da ignorare che di fatto, a seguito del peccato originale, l’uomo, all’occasione, deve saper rinunciare alla carne per salvare lo spirito, e tuttavia Tommaso non accetta assolutamente l’opposizione dualistica platonica anima-corpo, che richiede addirittura l’abbandono del corpo per salvare l’anima, ma sceglie invece la concezione aristotelica, conforme all’antropologia biblica, dell’anima forma sostanziale del corpo, dottrina che sarà dogmatizzata dalla Chiesa nel Concilio di Vienne del 1312. Egli sa bene che volontà di Dio per l’uomo animale ragionevole è la congiunzione della felicità spirituale con la felicità sessuale.

L’idealista tedesco, nonostante le sue roboanti affermazioni, non ha in realtà affatto l’idea del puro spirito, ma per lui lo spirito non è in fin dei conti, per sua stessa dichiarazione, altro che lo «spirito del mondo». Non è, per usare il linguaggio di San Paolo, altro che il «dio di questo mondo», un «dio», che, «senza il mondo», per dirla con Hegel, «non è Dio».

La vera spiritualità e la vera nostra grandezza, e per conseguenza la vera affermazione della dignità dell’uomo, si raggiungono con l’umile consapevolezza dei limiti della natura umana e in particolare della nostra animalità 

e la necessità pertanto che abbiamo di trarre le nostre idee, anche le più elevate, da un’adeguata e intelligente elaborazione di ciò che ci danno i sensi, governando le passioni con la buona volontà, comprendendo la dignità della distinzione e congiunzione tra uomo e donna voluta da Dio, realizzata nell’eden, perduta col peccato, riconquistata con la grazia di Cristo mediante il sacrificio e l’astinenza, pregustata come primizia dello Spirito nella vita presente, destinata a pienezza nella futura vita  della risurrezione gloriosa.

Immagine da Internet: Resurrezione dei morti, Victor Mottez

03 agosto, 2024

Basta con la Terza Roma - Seconda Parte (2/2)

 

Basta con la Terza Roma

La guerra in Ucraina cesserà

quando Mosca si assoggetterà a Roma

 

Seconda Parte (2/2) 

Una successione apostolica senza la guida di Pietro

Un fatto che non cessa di sorprenderci nella Chiesa ortodossa è l’esistenza di un episcopato senza il Papa. Ci sono i successori degli apostoli, ma non ci sono i successori di Pietro. Questo fatto, se da una parte consente la presenza dei sacramenti, per cui è possibile la vita ecclesiale, la fede, la vita di grazia e la santità, dall’altra è sorgente di un’infinità di divisioni, controversie, reciproche accuse e condanne, scomuniche, esclusioni, divisioni, litigi, disobbedienze, scismi ed eresie. È evidente che manca quel fattore di unità, di reciprocità, di comunione, di dialogo, di concordia e di pace che è il Papa.

Manca il progresso dogmatico

I nostri fratelli ortodossi, si tratti della Seconda o della Terza Roma, sono rimasti fermi al 1054. Hanno una mentalità simile a quella dei lefevriani, fermi al 1959, data di inizio di quel nefasto evento, a loro dire, che fu il Concilio Vaticano II. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/basta-con-la-terza-roma-seconda-parte-22.html

Il mondo ortodosso, per stabilire la verità di fede, mancando del riferimento al Papa, principio dell’unità universale della Chiesa e garante delle verità di fede, ricorre alla fede pre 1054. È fermo alle dottrine di fede precedenti il 1054 come salvaguardia e ad un tempo espressione della propria identità nazionale.

Il Russo, per esempio, considera la dottrina della fede ortodossa precedente il 1054 come salvaguardia dell’identità e dell’esistenza del popolo russo.  Accettare il cattolicesimo, per l’ortodosso russo, sarebbe come negare l’identità del popolo russo.

L’ortodosso non comprende che il cristianesimo non è fatto per fondare o garantire l’identità dei vari popoli, e quindi non può pretendere di trovare nella rivelazione una missione eccellente per il popolo russo, benché naturalmente non si esclude che ogni popolo possa avere ricevuto da Dio una speciale missione. Si pensi solo al popolo ebraico. La coscienza della propria identità nazionale è cosa certamente importante; ma essa ha una base semplicemente storica; non si fonda sulla rivelazione cristiana.

Invece l’ortodosso russo conserva la fede pre 1054 come garanzia e difesa dell’identità del popolo russo, considerando, come già faceva Costantinopoli, tale fede come superiore a quella cattolica sviluppatasi dopo il 1054. Ne viene che l’ortodosso russo considera il cattolicesimo come nemico della sua identità nazionale.

Immagini da Internet:
- Cattedrale di San Basilio, Mosca
- Basilica di San Pietro, Roma

02 agosto, 2024

Basta con la Terza Roma - Prima Parte (1/2)

 

Basta con la Terza Roma

La guerra in Ucraina cesserà

quando Mosca si assoggetterà a Roma

Prima Parte (1/2)

 

Quae sunt Caesaris, Caesari;

           quae sunt Dei, Deo

 Le origini del Concetto di Mosca Terza Roma

Come sappiamo dalla storia, il monaco russo Filofej di Pskov della fine del 15° sec. e principio del 16° sec., fu il creatore della dottrina, formulata in un messaggio inviato al gran duca di Moscovia Basilio III, di "Mosca terza Roma" quale centro di un impero cristiano, cioè della successione russa a Bisanzio. Secondo questa dottrina la Roma dei Papi, chiamata da Filofej «prima Roma», la quale, decaduta a causa della fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 454, era stata sostituita e sorpassata dalla «seconda Roma», Costantinopoli.  

Ma caduta anche questa a causa del crollo dell’Impero d’Oriente nel 1453 sotto il dominio ottomano, ecco sorgere una Terza Roma, la Chiesa di Mosca, a raccogliere l’eredità della Prima Roma e portarla a definitiva perfezione, sicchè il Patriarcato di Mosca si presenta come luce e guida di tutti i discepoli di Cristo in tutto il mondo fino alla fine dei secoli.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/basta-con-la-terza-roma-prima-parte-12.html

 

Ivan IV, nipote di Ivan III, proclamò durante la sua incoronazione a zar di Russia: Due Rome sono cadute ma non Mosca! E non vi sarà una quarta Roma!

È sbalorditivo come l’idea balzana di Filofej abbia avuto tanto successo nella storia della Chiesa Ortodossa moscovita fino ai nostri giorni. Infatti il carisma di Pietro vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa è stato voluto da Cristo stesso. Ma l’idea di Filofej non solo non ha alcun fondamento biblico, ma contraddice apertamente alla volontà di Cristo che tutti da 2000 anni conoscono.

San Tommaso, dal canto suo, in pieno secolo XIII, quando il Papato dominava non solo spiritualmente, ma anche politicamente su tutta l’Europa cattolica, fedele alla distinzione evangelica fra potere politico e potere religioso, sosteneva che il principe secolare o capo dello Stato non è vicarius Christi, ma vicem gerens multitudinis e in tal modo anticipò di sette secoli la dottrina della democrazia, che del resto riprendeva da Aristotele, mentre evitò quel difetto della Chiesa ortodossa di essere troppo ossequente al potere politico lasciandogli in mano un potere sacrale, che non appartiene all’imperatore, ma al Vescovo  e al Papa.

Quando infatti l’imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, non intese la sua autorità in senso meramente temporale, ma prese spunto dai precedenti imperatori romani, i quali consideravano sé stessi non semplicemente come sovrani temporali, ma come rappresentanti di Dio, mediatori fra Dio e il popolo. Non dimentichiamo che il titolo di summus pontifex deriva dal pontifex optimus maximus dell’imperatore romano.

 Immagini da Internet:
- Ivan IV di Russia
- Costantino, Imperatore Romano

01 agosto, 2024

È bene che esista il male - Il mistero della bontà divina

 

 È bene che esista il male

Il mistero della bontà divina

 

Vedrai il castigo degli empi

Sal 91,8

Se ne andranno, questi, al supplizio eterno

Mt 25,46

Le decisioni divine sono insondabili

Riflettendo sulla bontà divina, saremmo portati a credere che Dio nella sua onnipotenza un giorno eliminerà ogni male e che quindi non esisteranno per nessuno delle pene eterne. Era questa l’opinione di Origene, che però fu condannata dalla Chiesa. Ciò infatti non corrisponde a quanto Cristo ci dice, cosa che però non deve mettere in crisi il nostro concetto di un Dio buono, onnipotente, giusto e misericordioso. Dio è veramente così. Il problema è quello di chiarire come è così.

Dio, se avesse voluto, avrebbe potuto creare sin dall’inizio un mondo felice secondo quelle stesse condizioni finali del piano divino della provvidenza rivelatoci da Cristo, ossia un’umanità pienamente perfetta fruente della beata visione di Dio. In tal modo Dio ci avrebbe risparmiato il seguito ininterrotto, straziante, spaventoso, interminabile di ingiustizie, delitti, peccati, cattiverie, miserie, dolori, sciagure e sventure che hanno segnato e segnano la storia infelice della nostra vita sulla terra, né alcuna creatura umana o angelica sarebbe finita nell’inferno.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/e-bene-che-esista-il-male-il-mistero.html

Grande opera della divina misericordia è la trasformazione della sofferenza e del castigo in principio e causa di redenzione e di salvezza mediante la croce di Cristo. Così la sofferenza diventa amabile non certo in sé stessa, ma perché assunta da Cristo per amor nostro per liberarci dal peccato e dalla sofferenza. È questo un fatto apparentemente paradossale proprio del cristianesimo: la sofferenza che libera dalla sofferenza!

Ricordiamo altresì che Dio, a seguito del peccato originale, avrebbe potuto lasciare l’umanità nella miseria nella quale per sua colpa era caduta. Invece ha avuto pietà di noi e mediante Cristo ci ha posti in una condizione di vita superiore, quella dei figli di Dio, che non era contemplata nello stato edenico.

Cosa importante da ritenere è che Dio non vuole il male di colpa, il peccato, ma può volere il male di pena, il castigo, perchè il giusto castigo è atto di giustizia. 


Immagine da Internet:
- Adamo ed Eva, Tiziano

29 luglio, 2024

Esperienza trascendentale ed esperienza sessuale - La mistica di Rahner - Seconda Parte (2/2)

 

Esperienza trascendentale ed esperienza sessuale

La mistica di Rahner

 
Seconda Parte (2/2)

Dobbiamo osservare che quando la mistica abbandona il concetto e il giudizio, e quindi la distinzione fra il vero e il falso, viene meno la possibilità di distinguere il bene dal male, per cui la volontà, fuori della regola della verità, comincia a far da padrona, incurante della verità e bramosa solo di affermare sé stessa.

Si capisce allora che scompare ogni innocenza, ogni onestà. ogni obbedienza, ogni umiltà, ogni pietà, ogni umanità ed ogni misericordia, e si affaccia l’affermazione assoluta dell’egoismo, il cosiddetto «io puro» degli idealisti, della superbia, del narcisismo, della menzogna, dell’odio e della violenza. Ecco allora apparire la mistica di Nietzsche e del nazismo

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/esperienza-trascendentale-ed-esperienza_28.html

 

Nella cosiddetta rahneriana «esperienza trascendentale», pretesa esperienza atematica e preconcettuale dell’io, dell’essere e di Dio, il concetto è sostituito dall’immagine e la volontà dall’emozione. Occorre inoltre tener presente che in essa la volontà gioca il ruolo decisivo al posto dell’intelletto.

Come per il cogito cartesiano, la verità non è qui data dall’intelletto, ma dalla volontà. Pensare vuol dire semplicemente dubitare, per cui l’affermazione non si basa sulla realtà, ma sulla propria volontà.

Rahner si rende conto che i concetti bisogna pur sempre usarli nel pensiero e nella comunicazione umana, si tratta per lui di assegnare al concetto non più una funzione rappresentativa, ma fabulatrice e imbonitrice, che non mostra la verità ma, col pretesto della mistica, la nasconde e la sostituisce con la favola.

Tommaso, dal canto suo, fa notare che non esiste un sentire fisico dell’anima. San Tommaso non nega che si possa parlare di sensi spirituali, ma si tratta solo di metafore per esprimere atti dell’intelletto e della volontà.

Le cose di Dio sono oggetto dell’intelletto e della volontà mediante il concetto e non dei sensi o degli appetiti, perché Dio è puramente intellegibile e purissimo spirito. Quindi anche l’esperienza mistica è un intelligere, non una sensazione fisica o uno stato psicoemotivo, anche se può essere espressa con la metafora del sentire o dell’emozione, perché essa vuole esprimere il contatto immediato, concreto e affettivo con Dio e il mistico nella sua carità ardente ha come l’impressone di un’unione immediata e sponsale con Dio.

Immagine da Internet: La vanità, Tiziano


28 luglio, 2024

Esperienza trascendentale ed esperienza sessuale - La mistica di Rahner - Prima Parte (1/2)

 

Esperienza trascendentale ed esperienza sessuale

La mistica di Rahner

Prima parte (1/2)

 La spiritualità platonica ci dà garanzie di autenticità

come quella aristotelica?

Che cosa s’intende per «mistica»? La mistica è un’unione affettiva e o pratica con Dio inesprimibile a parole, ineffabile ed indicibile. La mistica o quella che si suppone tale è oggi molto di moda. Si pretende di spaziare in tutte mistiche, non solo quella cattolica, ma anche quella ebraica (kabbala), islamica (sufi), ortodossa (Dionigi l’Areopagita, Gregorio Palamas), protestante (Böhme, Swedenborg), panteista (brahmanesimo), buddista, taoista, new-age.

Oggi si dà del mistico con estrema facilità, ma spesso senza alcun criterio. Schelling è un mistico, Aleksandr Dugin è un mistico, Heidegger è un mistico, Rahner è un mistico, Severino è un mistico, Cacciari è un mistico, Nietzsche è un mistico, Gianni Vattimo è un mistico, Piero Coda è un mistico, Jean-Luc Marion è un mistico, Federico Faggin è un mistico, Paolo Gamberini è un mistico, Luigino Bruni è un mistico, Fritjof Capra è un mistico. La massoneria è una gnosi mistica. La filosofia teoretica e speculativa e la metafisica aristotelico-scolastica sono finite e sono sostituite dalla MISTICA. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/esperienza-trascendentale-ed-esperienza.html


Occorre quindi urgentemente chiarire o ricordare che cosa è la mistica, onde avere il criterio per distinguere quella vera da quella falsa. Al riguardo occorre innanzitutto controllare quale concetto dello spirito sta alla base di una data mistica, perché la mistica è un’esperienza spirituale. Che sia naturale o soprannaturale, questa è una distinzione da fare quando si confronta la mistica cristiana, soprannaturale, con le mistiche delle altre religioni, che sono di carattere naturale o puramente filosofico. La prima cosa da fare è trovare il concetto giusto dello spirito nei suoi rapporti con la materia.

La mistica in generale è, come dice Dionigi, il patire le cose divine. Il mistico è uno strumento di Dio. La sua volontà è la volontà di Dio. Acceso da un fuoco divino, accende nei cuori il fuoco dello Spirito Santo. Ma se questa volontà non è la volontà di un Dio pensato nel concetto o nel dogma, dove finisce il criterio per distinguere la buona dalla cattiva volontà? La giustizia dal peccato? Il patire il male dal fare il male?

Immagine da Internet: Teresa d'Avila, François Gérard, Parigi