11 gennaio, 2025

Il nazismo esiste ancora - Terza Parte (3/3)

 

Il nazismo esiste ancora

Terza Parte (3/3)

 I mostri possono ritornare

Dagli amici mi guardi Dio,

chè dai nemici mi guardo io.

Il problema più grave ed insidioso per la Chiesa di oggi non è quello dei nemici aperti, i nemici dichiarati, che la perseguitano con la violenza e le calunnie, ma è quello dei degli ipocriti e dei farisei, dei falsi cristiani e dei falsi cattolici, dei falsi progressisti che in realtà sono modernisti, dei falsi sostenitori della Tradizione che in realtà sono indietristi, dei falsi cristi, dei falsi profeti e dei falsi veggenti.

La Chiesa nella sua storia ha sempre avuto i principali nemici dall’esterno, che l’hanno perseguitata fisicamente con azioni distruttive aperte a cominciare da dichiarazioni di illegalità, alla proibizione della pratica religiosa, alle sanzioni penali, alla schiavizzazione, alla soppressione di istituti religiosi, fino a giungere alle uccisioni e alle stragi. 

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Troppo facilmente certi cattolici credono che la normalità della vita cristiana si esaurisca nelle opere esterne, nella regolarità delle azioni esterne, nell’assenza di delitti o atti criminosi esterni.  Invece non danno importanza a ciò che avviene o si compie nei cuori e nelle menti, nel mondo del pensiero, della coscienza, delle dottrine e delle idee.

A conclusione del mio articolo, voglio dire che al di là del profondo contrasto che abbiamo visto fra nazismo e cristianesimo, nulla ci impedisce di chiederci: è possibile un confronto fra dottrina cristiana e dottrina nazista? Ciò è qualcosa di simile al confronto fra realismo e idealismo, fra teismo e panteismo, fra totalitarismo e democrazia, fra egocentrismo e teocentrismo, fra volontà di obbedienza e volontà di potenza, fra servizio a un solo padrone e servizio a due padroni, tra chi vuole la vita libera dalla morte e chi la vuole con la morte, tra chi vuole solo il vero e chi lo vuole col falso, tra chi vuole solo il bene chi lo vuole misto al male.


È evidente come dall’idealismo si può ricavare anche il materialismo e come il panteismo vada di braccetto con l’ateismo. Se infatti l’essere si distingue in essere spirituale ed essere materiale e se il pensiero coincide con l’essere, non avremo solo la riduzione della materia a pensiero (Berkeley), ma anche la riduzione del pensiero a materia (Locke). E se Dio è il mondo (Hegel), e quindi tutto è Dio, sarà vero anche che il mondo è Dio (Spinoza) e quindi non occorre un creatore del mondo.

Siamo grati alla cultura tedesca per l’esempio che ci dà di serietà e di laboriosità, per il servizio che ci rende in tanti campi del sapere e dell’agire, gli stimoli che offre alla ricerca e al progresso culturale, ma è anche nostro dovere essere vigilanti e non lasciaci ingannare dal luccichìo di una falsa libertà o di una illusoria sapienza. Guardiamoci dai falsi cristi e dai falsi profeti.

Immagini da Internet:
- Biblioteca Trinity College Dublin
- Biblioteca Vaticano

10 gennaio, 2025

Il nazismo esiste ancora - Seconda Parte (2/3)

 

Il nazismo esiste ancora

Seconda Parte (2/3)

 Il carattere demoniaco del regime hitleriano

Ma veniamo adesso a ricordare che cosa è stato il regime hitleriano sotto il profilo della cultura e dell’influsso sulle anime. Il regime nazista costituì l’acme ossessivo di una progressiva autoesaltazione del popolo tedesco, che trovò in Hitler l’espressione più compiuta della sua viziosa tendenza all’autostima, della quale ho già parlato (Deutschland über Alles) e la conseguente volontà di dominio sull’intera umanità.

Ciò che al riguardo colpisce gli storici delle origini del nazismo è la sintesi che esso creò fra quattro fondamentali fattori o  princìpi ispiratori dello spirito tedesco: primo, la riesumazione dell’antica mitologia precristiana nel culto delle rune; secondo, la letteratura filosofica idealistico-panteista; terzo, l’interesse superstizioso per i fenomeni occulti, per lo spiritismo, la divinazione, l’astrologia, il misticismo indiano, la teosofia, l’esoterismo massonico e cabalistico e per la magia; quarto, un’immaginaria antichissima origine della razza ariana, fatta passare per scienza storica.

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Aristotele dice che l’uomo può compiere azioni malvage molto più dannose di quelle che può compiere l’animale, perchè l’uomo, nel fare il male, può impiegare la sua ragione in modo perverso. Ora, il potere della ragione, che coglie l’universale – osserva Aristotele – è molto maggiore del senso, che si ferma al particolare.  Da qui il maggior danno prodotto dall’azione che ha principio nella ragione pervertita, rispetto a quello che ha principio nel senso, al quale è limitato il potere delle bestie.

Si pensi alla quantità di mezzi tecnici, di trasporto e di costruzione che saranno stati impiegati nell’impresa e si potrà avere una pallida idea di quanto Aristotele aveva ragione.

Per questo, chi si limita a qualificare come bestiale la condotta dei nazisti, non dice a sufficienza quanto malvagia è stata la loro condotta, la quale, viceversa, dev’essere senz’altro qualificata come diabolica nel senso rigorosamente teologico della parola. Infatti, il diavolo è un soggetto che concepisce intellettualmente il male e lo vuole con la volontà. E questo è esattamente ciò che hanno fatto i nazisti, dando prova di una convinzione, un’ostinazione, una potenza ed efficacia di azione, tali da lasciar trasparire la presenza di una forza intellettuale e volitiva superiore a quella umana.


Dai discorsi di Hitler su ciò che egli pensava di sé stesso e della sua missione è evidente in lui la volontà e la pretesa folle di sostituirsi a Cristo nella sua convinzione di essere strumento di Dio, del fato, del destino o di entità superiori nella promozione della salvezza e della grandezza del popolo tedesco e, con esso e per suo tramite, dell’intera umanità. E la cosa stupefacente è come e quanto egli fu ingenuamente e facilmente creduto e accolto dai Tedeschi, un popolo di antica fede cristiana, di grandi doni intellettuali e morali, di forte spiritualità, civile, progredito e colto.

 
Immagini da Internet

09 gennaio, 2025

Il nazismo esiste ancora - Prima Parte (1/3)

 

Il nazismo esiste ancora

Prima Parte (1/3)

Nella famiglia dei popoli ogni popolo ha la sua identità

Egli sarà arbitro fra molti popoli

Is 2,4

Dio dona a ciascun popolo caratteristiche proprie e una missione propria a beneficio degli altri popoli, nonchè limiti propri, che devono indurlo ad imparare dagli altri popoli ciò che ad esso manca. Qualcosa di simile Egli fa nei singoli individui. Nel contempo, ogni popolo è infetto dal peccato originale, che provoca in lui uno specifico difetto o vizio dominante, col quale danneggia sé stesso e gli altri popoli.

È interessante come queste caratteristiche positive e negative permangono nei secoli e nei millenni, quanto è lunga la durata di quel popolo. Il popolo tedesco non fa eccezione a questi dati generali. Dico allora che il nazismo, inteso non come fatto storico del secolo scorso, ma come categoria dello spirito, non è altro che la tendenza viziosa del popolo tedesco, segnalata già dagli antichi storici come Erodoto e Tacito. 

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La Germania conobbe una splendida fioritura di cristianesimo nel Medioevo a seguito dell’evangelizzazione operata da San Bonifacio ed altri Santi. Essa mostrò speciali frutti col diffondersi degli Ordini religiosi, soprattutto Benedettini, Francescani e Domenicani.

Ma il ricordo delle antiche divinità pagane in Germania non è mai scomparso del tutto. È rimasto un concetto politeistico che comporta il conflitto tra gli dèi o all’interno della stessa divinità, un concetto di Dio non creatore, ma soggetto del mondo e relativo al mondo, quindi un Dio che nasce, muta, soffre e muore, per rinascere sempre di nuovo.

Ecco quindi un concetto della vita che si alterna senza fine alla morte, senza che mai la vita riesca a prevalere definitivamente. Dunque non l’essere, ma il divenire eterno.  Da qui il simbolo della svastica, che i nazisti trovarono nelle antichissime sculture indiane a rappresentare la Dea Sciva, madre della vita e della morte, la natura che nutre e distrugge.

 Immagini da Internet:
- immagine del IX secolo raffigurante Cristo nei panni di guerriero eroico (Salterio di Stoccarda)
- Svastica nell'Induismo

06 gennaio, 2025

Una testimonianza dalla Germania A favore del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

 

A favore del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

Proprio in questi giorni, nei quali è ricorso il 1° gennaio scorso il 35° anniversario della morte di P. Tyn, mi è giunto via mail da parte di Hans Jakob Bürger, il link di un suo scritto, che delinea in pochi tratti efficaci la bella personalità del Servo di Dio.

Riporto in parte la mail:

Reverendo Padre Giovanni Cavalcoli OP,

oggi è il 35° anniversario della morte del tuo confratello P. Tomáš Týn.

In suo onore, affinché non venga dimenticato; - e soprattutto per i lettori tedeschi, ho scritto un articolo. Questo articolo è stato pubblicato oggi (CNA-Deutsch, un'agenzia di stampa tedesca del Gruppo ACI, Service EWTN) - https://de.catholicnewsagency.com/news/18101/auf-dem-weg-zur-seligsprechung-wer-ist-der-mit-39-jahren-verstorbene-dominikaner-tomas-tyn

L’articolo di Bürger traccia un breve profilo della vita di P. Tomas e si ferma in modo particolare sulla questione della Liturgia, toccando il tema delicato del confronto tra me Messa VO e quella NO. P. Tomas, pur accogliendo volentieri il NO, esprime la sua ammirazione per il VO.

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

05 gennaio, 2025

Il mondo è finito o infinito? Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies "Dio la scienza le prove" - Terza Parte (3/3)

 

Il mondo è finito o infinito?

Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies Dio la scienza le prove

Terza Parte (3/3)

  E che dire della fine del mondo?

Ci troviamo invece delusi circa i preannunci dati dagli Autori, in base alle attuali teorie fisiche, circa l’esito finale dell’universo, che pare abbandonato da Dio ad una sorte squallida e sconfortante, indegna di quella che invece gli riserva e promette un vero Dio provvidente e promotore della vita, del progresso e della perfezione dell’universo e dell’uomo.

La tesi avanzata dagli Autori della finale stasi o dissolvimento eterna del mondo che avrebbe esaurito le sue energie, sembra essere irragionevolmente influenzata da quello che è il corso della vita del vivente, che, raggiunta l’età adulta, va soggetto ad un declino che porta alla morte. Dove va a finire tutta l’evoluzione ascendente promossa dal Dio dell’inizio del mondo? Forse che Dio a un certo punto esaurisce le forze e non ce la fa più? Ridicolo!

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Gli Autori, col riconoscere Dio come Spirito assoluto intelligente e volente, organizzatore e legislatore provvidente, il quale spiega la causalità efficiente e il sorgere dei gradi della vita al di sopra della materia chimica, fanno bene, ma non si capisce che cosa è che li trattiene dal vedere nell’agente l’intenzione del fine, giacchè la stessa causa efficiente non agirebbe, se non ci fosse il fine che l’attrae.

La cosa che sorprende è che hanno capito che Dio è la causa prima ed hanno trascurato di considerare che Dio è anche sommo bene e fine ultimo di ogni ente agente, dal bosone al fotone al neutrone all’atomo alla molecola al microrganismo alla pianta all’animale all’uomo all’angelo: ogni ente. E qui si vede purtroppo la carenza di sapere metafisico, indispensabile in questioni quali quelle che stiamo esaminando.

Per San Tommaso, anche nell’ipotesi che Dio crei da sempre, il numero delle creature sarebbe finito. Il che non vuol dire che da infinito tempo esse non siano sempre aumentate di numero, ma che in ogni momento del tempo esse siano un numero determinato.

È vero che il materialismo sostiene che l’universo esiste da sempre e durerà per sempre. Ma per confutare il materialismo e l’ateismo che ne conseguono non è sufficiente dimostrare che il mondo iniziò ad esistere un certo numero di anni fa, ma bisogna dimostrare che l’essere dell’universo non è fondato su sé stesso, ma è causato. Basta dimostrare questo.

 
Immagine da Internet

04 gennaio, 2025

Il mondo è finito o infinito? Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies "Dio la scienza le prove" - Seconda Parte (2/3)

 

Il mondo è finito o infinito?

Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies Dio la scienza le prove

Seconda Parte (2/3)

 Finito e infinito

Per introdurci alla comprensione della controversia fra i due Santi Dottori, è bene definire in anticipo che cosa possiamo intendere per «finito» e «infinito». Cominciamo col definire che cosa è il finito, cosa molto facile, perché esso cade immediatamente sotto la nostra esperienza ed è perfettamente comprensibile. È dalla constatazione del finito che noi ricaviamo l’idea dell’infinito. Che cosa è dunque il finito? Dobbiamo partire dalla distinzione fra il fine (o scopo) e la fine (o termine). 

Il finito è quell’ente, del quale abbiamo quotidiana esperienza e che costituisce anche l’oggetto della fisica, ente sensibile e mobile, spaziotemporale, generabile e corruttibile, ente che esiste, ma che potrebbe non esistere, ente dunque contingente, la cui essenza non è quella di essere, cioè non esiste per essenza o necessariamente, ma l’essenza è quella di essere solo qualcosa di definito e di limitato, questo e non quello.  

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mondo-e-finito-o-infinito_4.html


Il finito è il fine o bene appetibile dall’agente; è il bene al quale tende l’agente; è ciò che l’agente buono vuol fare o desidera secondo le sue forze, che sono a loro volta finite e limitate; il fine, si suppone buono, è ciò che è voluto o sperato o posseduto dalla volontà; è ciò per cui o a causa di cui l’agente agisce. La fine è il punto di arrivo del finito, il punto terminale insuperabile, col quale il finito finisce, ha fine, termina e non va oltre.

Diverso è l’Infinito divino. Esso non è un oltre successivamente superabile, che sempre di nuovo riappare ogni volta che facciamo una nuova scoperta, non è un oltre provvisorio e attingibile, che viene sostituito da un altro oltre, ma è un oltre fermo e stabile una volta per tutte e che qui, noi finiti non potremo mai comprendere o calcolare, ma un giorno potremo vedere e adorare tutto, ma non totalmente per sempre.  È questa la visione beatifica di Dio promessa dalla fede cristiana.

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03 gennaio, 2025

Il mondo è finito o infinito? Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies "Dio la scienza le prove" - Prima Parte (1/3)

 

Il mondo è finito o infinito?

Riflessioni sul libro di Bolloré e Bonnassies Dio la scienza le prove

Prima Parte (1/3)

 

Infiniti spazi nel pensier mi fingo

Leopardi

Le sue mani hanno plasmato la terra

Sal 95,5

La fisica quantistica ha riscoperto Dio

Il libro di questi fisici è molto interessante. Esso ha fatto molto piacere a me filosofo e teologo, che fin dalla mia giovinezza mi sono adoperato per sostenere, con la Chiesa cattolica, la dimostrabilità razionale dell’esistenza di Dio. In particolare mi ha fatto molto piacere l’affermazione che la ragione umana, mediante la fisica sperimentale, può dimostrare che Dio ha creato il mondo dal nulla. Il libro ci offre una buona ripresa in chiave di fisica moderna, della dimostrazione dell’esistenza di Dio, che Aristotele dette già nella sua Fisica e nel trattato Il cielo e il mondo.

Sono contento che quest’opera abbia avuto un grande successo di pubblico, segno della capacità degli Autori di saper parlare ai nostri contemporanei su di un tema così arduo come l’esistenza di Dio e del bisogno che sempre esiste nel cuore umano di scoprire il perché e lo scopo dell’universo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mondo-e-finito-o-infinito.html 


Certamente, non è possibile arrivare al concetto di creazione utilizzando solo la fisica sperimentale, ma bisogna passare dalla metafisica, perché l’oggetto della fisica sperimentale sono solo i fenomeni regolati dalle leggi di natura espresse in formule matematiche. Gli Autori non si fermano sull’argomentazione metafisica, della quale però ho visto che hanno rispetto. D’altra parte, il fatto che, partendo dall’esperienza fisica concludono nell’affermazione di Dio creatore, è segno che comunque sono passati dalla metafisica, anche se questo passaggio resta implicito nella loro esposizione. È un po’ come se incontrassimo un amico con i capelli tagliati dopo che l’avevamo visto con i capelli lunghi. Dev’essere stato necessariamente dal barbiere, anche se non lo abbiamo visto entrare nel suo negozio.

Immagine da Internet

01 gennaio, 2025

Un ricordo dell’offerta di sé del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

  

Un ricordo dell’offerta di sé 

del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

In occasione dell’anniversario della pia morte di Padre Tomas Tyn, il 1° Gennaio 1990, sono certo di fare cosa gradita ai Lettori presentare una interessantissima testimonianza di un monaco della stupenda e grandiosa abbazia cistercense austriaca Heiligenkreuz[1], il Padre Bernardo Vosicky.

 

Questa lettera[2], scritta nel 2011, testimonia del voto di vittima che Padre Tomas fece di sé stesso in occasione della sua ordinazione sacerdotale[3], per le mani di San Paolo VI, il 29 giugno 1975 a Roma.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 31 Dicembre 2024


 

P. Tomas Tyn nacque a Brno, in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca il 3 maggio 1950.

A Neckargemünd morì il 1° gennaio 1990, mentre nella sua patria avveniva il passaggio da un regime oppressore alla democrazia: i voti di Tomas si erano compiuti! Quivi si svolsero i funerali, il 5 gennaio 1990.

 
 


 
 
 
P. Tomas Tyn, OP
venne ordinato sacerdote
a Roma da San Paolo VI

31 dicembre, 2024

Dio agisce dentro di Lui e al di fuori di Lui - Generato, non creato - Un testo di Padre Tomas Tyn - Terza Parte (3/3)

 

Dio agisce dentro di Lui e al di fuori di Lui

Generato, non creato

Un testo di Padre Tomas Tyn

Terza Parte (3/3)

Dio è la causa prima dell’universo

Premetto che il discorso della creazione è relativamente nuovo nella storia del pensiero umano ed è un discorso assai delicato perché da un lato, di fatto, nella storia del pensiero, è legato inseparabilmente al cristianesimo. Infatti, i filosofi precristiani, pagani, della creazione non sapevano proprio nulla, anche se hanno, dall’altro lato, per così dire, gettato le basi di un discorso che poi condurrà appunto alla comprensione del mondo come creatura di Dio.

Però loro stessi, nemmeno le menti più metafisiche e quindi più eccelse - perché la sublimità della filosofia si manifesta soprattutto nella scienza dell'ente, cioè del reale in quanto semplicemente è - come lo stesso Platone o Aristotele, non sono giunti a comprendere il mondo come dipendente da una causa prima, influente l'essere, cioè una causa agente che desse l'essere alle cose. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-agisce-dentro-di-lui-e-al-di-fuori_30.html

Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

30 dicembre, 2024

Dio agisce dentro di Lui e al di fuori di Lui - Generato, non creato - Un testo di Padre Tomas Tyn - Seconda Parte (2/3)

 

Dio agisce dentro di Lui e al di fuori di Lui

Generato, non creato

Un testo di Padre Tomas Tyn

Seconda Parte (2/3)

 Il rischio del panteismo

 Bisogna distinguere in Dio, se volete, un duplice agire: un agire che è ad intra, dentro di Dio per così dire, che non pone degli effetti esterni. Notate che l'agire di Dio è sempre Dio stesso, l'abbiamo ben visto, se vi ricordate, però è importante tenerlo sempre presente alla mente per non pensare che il Signore agisca come noialtri, cioè in noi ovviamente l'agire è distinto dalla nostra sostanza. In Dio l'agire è il suo essere, è la sua sostanza, non è una attuazione della sostanza, un qualcosa di aggiunto.

 Se io sto fermo, ho un certo essere, ma, se poi mi muovo, ho un essere in più, cioè il muovermi, al di là del mio. In Dio non c'è questa possibilità di aggiungere qualche cosa al suo essere, l'agire di Dio è il suo essere. Solo che l'agire di Dio, che è il suo essere, può avere due effetti: uno in Dio stesso, e questo è ancora l’essenza di Dio. Oppure al di fuori di Dio e allora è un qualche cosa di distinto, di diverso da Dio. 

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

29 dicembre, 2024

Dio come identità di pensiero ed essere - Un testo del Servo di Dio Padre Tomas Tyn - Prima Parte (1/3)

In occasione dell’anniversario della morte del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, il 1° Gennaio 1990, ho pensato di fare piacere ai Lettore pubblicando alcuni suoi testi, tratti da registrazioni di conferenze.

 

Dio come identità di pensiero ed essere

Un testo del Servo di Dio Padre Tomas Tyn 

Prima Parte (1/3)

Dio è pensiero sussistente

 Notate bene che questa tesi secondo cui Dio è accessibile all'uomo con dei raziocini naturali, che consentano di arrivare all'essenza di Dio e alla sua unità, non è una opinione teologica, ma un dogma di fede. Il Concilio Vaticano I stabilisce proprio questa duplice conoscenza di Dio: una è la conoscenza naturale dell'esistenza del Signore, della sua essenza e soprattutto della sua unità.

Tuttavia Dio ovviamente esiste in quella pienezza di essere, in quell’oceano di essere, di cui abbiamo parlato, se vi ricordate bene. San Tommaso dice che questo Esse ipsum, ossia l'essenza di Dio, non è un’essenza restrittiva dell'essere, ma è un’essenza che è il suo essere; notate bene come è grande il Signore, cioè Egli è solamente essere.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-come-identita-di-pensiero-ed-essere.html

24 dicembre, 2024

Il passato e il futuro nel presente - Il mio messaggio natalizio

 

Il passato e il futuro nel presente

Il mio messaggio natalizio

 Cari Amici Lettori,

il Santo Natale che ci apprestiamo a celebrare e a festeggiare mi dà lo spunto per meditare con voi sulla bellezza di quel mistero per il quale il Dio eterno di Gesù Cristo, Dio al di sopra del tempo e dello spazio, eppur creatore del tempo e dello spazio, ha voluto, incarnandosi,  unirsi personalmente ad una porzione di tempo e di spazio, il bambino Gesù, per consentirci nella comunione sacramentale con Lui, di sentire presente il passato e il futuro della storia, cioè a dire l’intera umanità nella sua concretezza storica.

Così la nascita di Cristo 2000 anni fa è certo un fatto del passato, ma se Gesù è il Figlio di Dio incarnato, e il Figlio esiste ab aeterno e in eterno, Egli sovrasta e assume in sé tutto il corso del tempo e tutta l’ampiezza dello spazio. L’incontro con Cristo è l’incontro con il mondo da Lui creato, esteso nello spazio e fluente nel tempo. 

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 Immagine da Internet: Sacra Famiglia, Tiziano

21 dicembre, 2024

Insegnare la religione ai giovani - Un ottimo libro di Fabrizio Fabbri

 

Insegnare la religione ai giovani

Un ottimo libro di Fabrizio Fabbri

 La difficile arte dell’educatore

Sappiamo quanto il Papa insista sulla necessità e sull’importanza dell’educazione religiosa dei giovani. Essi vanno ascoltati per conoscere i loro bisogni e le loro possibilità affinchè, quindi, ascoltino i veri maestri e chi può rispondere alla loro radicale richiesta di senso, chi li può comprendere con amore e guidare con saggezza, con energia e dolcezza, verso il compimento delle loro aspirazioni e il raggiungimento della loro felicità.

Il professor Fabrizio Fabbri è uno di questi. Filosofo cattolico, del quale ho avuto già modo di occuparmi nel 2020 su questo blog, da 24 anni insegna religione nelle scuole pubbliche ed ha fatto uscire quest’anno la terza edizione di un libro dal titolo Didattica della santità. Per un modo nuovo di insegnare la religione cattolica, per le edizioni il Cerchio di Rimini.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/insegnare-la-religione-ai-giovani-un.html

 

 

«La spinta decisiva, la conferma definitiva – dice Fabbri a p.32 – della validità di una didattica della santità, mi è arrivata da un brano di uno dei più bei documenti magisteriali di Giovanni Paolo II, la Lettera apostolica Novo millennio ineunte emanata il 6 gennaio 2001, in cui il Santo Pontefice fa un bilancio del grande Giubileo del 2000, allora appena concluso e in ogni settore indica la strada della Chiesa per il terzo millennio. Il brano, formante i paragrafi 30 e 31 del cap.3 (intitolato significativamente “A partire da Cristo”) così dice:
 
 “In primo luogo non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi il cammino pastorale è quello della santità. 
 
Immagine da Internet

20 dicembre, 2024

Il serpente mi ha ingannata - Il problema delle insidie del demonio - Seconda Parte (2/2)

 

Il serpente mi ha ingannata

Il problema delle insidie del demonio

 Seconda Parte (2/2)

 Il demonio è l’istigatore dei più grandi mali e sciagure dell’uomo

Il demonio ispira il nichilismo, il disfattismo, il pessimismo più tragico e la disperazione: essere e nulla sono la stessa cosa, l’essere è il non-essere, l’essere viene dal nulla e torna al nulla. Tutto finisce. Tutto è senza scopo. Tutto è vanità. La felicità è un’illusione. Non c’è niente da sperare. Non c’è nulla che sia a posto, niente che vada bene. Si vede il male dappertutto. Non c’è nessun rimedio al male. La vita non ha senso. Nulla ha senso. Il povero Leopardi è rimasto impigliato in questa tragedia.

Per Lutero, come sappiamo, il peccato è inevitabile e incancellabile. Siamo sempre e comunque in colpa. Si può solo coprire o nascondere, far finta che non ci sia. È impossibile obbedire ai comandamenti divini. L’uomo è totalmente corrotto. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-serpente-mi-ha-ingannata-il-problema_18.html

La tentazione fondamentale del demonio è la tentazione alla superbia, come appare evidente dalla narrazione biblica del peccato originale. Il demonio si propone lui come nostro vero Dio e promotore della nostra libertà e dignità. Egli vuol convincerci che adorare lui vuol dire adorare noi stessi, perché noi e lui siamo due persone divine, in un solo spirito, come il Figlio e il Padre celeste sono un solo Dio. Ma questa – ci dice Satana – è solo una figura della verità, che sta nel rapporto dell’uomo col demonio. Noi – ci dice Satana - noi siamo Dio ed anch’egli è Dio. Noi dobbiamo obbedirgli come figli al padre, perchè egli – come ci svela Gesù – si atteggia a nostro padre. Per questo il demonio si presenta come il Dio Padre, che ci insegna come affermare la nostra divinità di suoi figli. E per questo San Giovanni parla di «figli del diavolo».

Dunque per vincere la superbia occorre l’umiltà, ma quella vera, che è obbedienza e sottomissione alla verità su noi stessi, peccatori redenti, e su Dio nostro Signore e Salvatore.


Occorre onestà intellettuale, sapere ragionare bene, umiltà nell’adeguare il nostro intelletto al reale, alle cose come sono, al dato oggettivo, quale esso sia. Non confondere la cosa in sé con la nostra idea della cosa, non ridurre l’essere all’essere pensato, non accontentarsi delle apparenze; non essere attaccati al nostro parere.

Allora il demonio si terrà alla larga e non troverà in noi nulla a cui appigliarsi, perché egli ha orrore dell’umiltà, dell’amore alla verità, dell’onestà intellettuale e della sapienza nel giudicare. Potrebbe capitare altresì che cadiamo inavvertitamente o colpevolmente in un suo tranello. In tal caso, Dio ci insegnerebbe l’umiltà e come pentirci dei nostri peccati, cosa che Egli può volere anche nei Santi. Se questo capita, Dio ce ne libera in tempo, perchè non corriamo il rischio di ritrovarci con il demonio nell’inferno.

Immagini da Internet:
- Il ragno nel chiostro, demonio tentatore, Reina Calcedonio
- Gesù ed il Tentatore, Scuola Fiamminga del XVIII sec.

16 dicembre, 2024

Il serpente mi ha ingannata - Il problema delle insidie del demonio - Prima Parte (1/2)

 

Il serpente mi ha ingannata

Il problema delle insidie del demonio

 

Prima Parte (1/2)

 

È menzognero e padre della menzogna

Gv 8,44

 Da dove vengono le nostre idee?

 Le nostre azioni coscienti e volute e quanto noi coscientemente e volontariamente esprimiamo con le nostre opinioni e i nostri propositi provengono dal nostro intimo, dalla nostra mente, dalla nostra ragione, dalla nostra coscienza. Vengono sempre da una riflessione su noi stessi, sui nostri ricordi, su di un sapere precedente, vengono sempre dall’intimo di noi stessi, magari dall’inconscio o possono venire dal dialogo con un tu, un altro io presente e parlante a noi nel nostro intimo.

Le nuove idee, le nuove iniziative, i nuovi progetti o desideri da dove vengono? Sono conclusioni che abbiamo tratto noi o ci vengono da un tu nell’intimo del nostro io? È qualcuno che ci parla, ci suggerisce o ci propone o siamo noi che parliamo a noi stessi, con noi stessi? Per usare un linguaggio fichtiano, il non-io interiore che a volte mi appare e mi parla, me lo pongo io davanti a me, dipende da me o compare in me senza che io l’abbia concepito o voluto e forse l’ha posto un altro io?

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-serpente-mi-ha-ingannata-il-problema.html

 

Il permanere nei secoli di dottrine perverse che seducono le folle, ostinatamente contrarie all’insegnamento di Cristo, non fanno pensare ad un influsso del demonio? Del resto, come non temere o sospettare che scienziati, filosofi, uomini di cultura, intellettuali, letterati, artisti e addirittura teologi, che non credono all’esistenza del diavolo, non siano esposti a essere vittime dei suoi inganni o strumenti forse inconsapevoli della sua azione?

Da queste considerazioni appare quanto è importante formarsi un giusto concetto di Dio, che non sia inquinato da attributi propri di Satana. Il rischio infatti è quello che, se non abbiamo un concetto giusto di Dio, rischiamo di obbedire a Satana anziché a Dio.

Quelle teologie che si limitano a parlare di Dio e non ci dicono come e perché Satana può assumere ingannevoli sembianze divine, non aiutano a sufficienza ad essere soggetti al vero Dio e rischiano di renderci schiavi del demonio scambiato per Dio. E per questo San Paolo chiama il demonio «Dio di questo mondo» (II Cor 4,4), mentre Cristo lo chiama «principe del mondo» (Gv12, 30).

Come ci insegna Cristo, il demonio è omicida fin da principio e per principio. Odia l’uomo perché odia Dio suo creatore.

Per questo il demonio convince l’uomo di essere, per usare un’espressione di Heidegger, un «essere-per-la-morte», ispira all’uomo una volontà omicida, un istinto di morte, spegnere la ragione nell’assurdo, estinguere il pensiero nel dubbio, estinguere la volontà e il desiderio di vivere, trovare indifferente il vivere o il morire, provar ripugnanza per la verità, gusto nell’illudersi, nel soffrire e far soffrire, nel conflitto, nel contraddire, nel disobbedire, nel mentire, nella discordia, nella violenza, nella guerra, nella distruzione e nell’annientamento.

Immagini da Internet:  Adamo ed Eva, Cappella Sistina, Roma