lunedì 7 settembre 2020

Papa Francesco non è un pragmatista senza ideali

 

 Papa Francesco non è un pragmatista senza ideali

Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam

Una questione impostata male

Ne La civiltà Cattolica del 5 settembre scorso il Padre Antonio Spadaro cerca di rispondere alla seguente domanda: Il governo di Francesco. È ancora attiva la spinta propulsiva del pontificato? Già la domanda è impostata male, in modo grossolano e assolutamente inadeguato a come occorre interrogarsi in modo decente circa la delicatissima questione dell’operato di un Pontefice. Spadaro sembra interrogarsi in base al ben noto principio di Nietzsche della volontà di potenza. La potenza di un Papa è un’altra.

Spadaro sa interpretare l’azione di Papa Francesco come io so interpretare i movimenti della nostra galassia. Non una parola sulla sua dottrina, sul dogma, sulla sua pastorale, sulla sua pietà religiosa, sul suo rapporto con Dio, sulle sue devozioni, sulla sua fede, sulle sue virtù, sui suoi difetti, sulle sue gioie, sulle sue sofferenze. Sì, è vero, cita Gesù Cristo, ma tutto si ferma lì. Come il Papa vive il suo rapporto con Cristo? Non lo dice. Insiste sulla spiritualità del Papa, fino a parlare di «mistica»; ma come la intende questa spiritualità? Non chiarisce. La interpreta in modo assolutamente ambiguo. Anche Hegel aveva sempre lo «Spirito» sulla bocca. Ma che Spirito era? E il demonio non è uno spirito?

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/papa-francesco-non-e-un-pragmatista.html

Immagine da internet
 

1 commento:

  1. Non essendo io una teologa, né un'esegeta, né una filosofa, ma solo una cattolica "dura e pura",credevo che l'intenzione di P. Spadaro fosse solo quella di compiacere "il suo padrone". Invece ora mi rendo conto che non gli ha reso affatto un buon servizio. Mi si perdoni il commento un po' "terra - terra".

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