10 gennaio, 2026

Il Dio Trinitario. Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia - Quarta Parte (4/7)

 

Il Dio Trinitario

Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia

Quarta Parte (4/7) 

  

Seconda parte - Determinazioni ontologiche

 

La problematica che sorge dai due dogmi

Che Dio sia uno non fa troppa difficoltà davanti alla ragione. Non è difficile confutare il politeismo o l’idolatria. Ma quello che ci fa difficoltà è come sia possibile che Dio o la persona divina ontologica o monadica (la singularis substantia della quale parla il Concilio Vaticano I, Denz. 3001) sia una sola natura divina in tre persone oggetto di rivelazione divina.

Il che vuol dire che quello stesso Dio, che, come insegna il Decreto Nostra aetate del Concilio Vaticano II, noi cristiani adoriamo insieme agli ebrei e a musulmani è Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dio-trinitario-il-dogma-di-nicea-e_10.html

 


Come distinguere fra loro le Persone se sono un medesimo Dio? Se posseggono tutte e tre la medesima natura divina? Una risposta che potrebbe venire spontanea è quella di paragonarle a tre individui della stessa specie divina. Senonchè Dio non è una specie che abbia sotto di sé degli individui, ma è Egli stesso un individuo: «una singularis substantia», come insegna il Concilio Vaticano I.

La Chiesa allora, nel Concilio di Firenze del 1442, ha pensato di distinguerle non in base alla sostanza, perché altrimenti verrebbero fuori tre sostanze, ossia tre dèi, ma in base alle relazioni che intercorrono fra di loro, accorgendosi che ogni Persona non ha una relazione con l’altra, ma è una relazione sussistente. Il Padre è una Paternità sussistente. Il concreto coincide con l’astratto. Ciò è evidentemente impossibile in noi, perché ognuno di noi non è l’umanità, ma semplicemente un individuo umano, un individuo della specie. 

Ma la prima cosa che la Chiesa ha sentito il dovere di fare riguardo ai dati della fede, prima ancora di come distinguere le Persone fra loro, è stata quella di definire l’identità di Cristo. Così è avvenuto che il Concilio di Nicea del 325 ha definito la divinità del Figlio e del Padre.  Il Concilio di Costantinopoli del 381 ha definito la divinità anche dello Spirito Santo. Tale Concilio elabora il Credo o Simbolo Niceno-Costantinopolitano che tuttora proclamiamo nelle Messe festive. Nel 1014 Benedetto VIII introdusse il Filioque.

Immagini da Internet:

- Il primo concilio di Nicea in una icona ortodossa
- Il Concilio di Nicea, manoscritto dell'Archivio capitolare di Vercelli (IX secolo)

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