È possibile che esistano altri soggetti umani in altri pianeti?

 

È possibile che esistano altri soggetti umani in altri pianeti?

 

Che cosa dice la ragione

Quando ci poniamo la questione se una data cosa è possibile, dobbiamo tener presente che esistono due tipi di possibilità: la possibilità ideale o concepibilità, che riguarda l’essenza della cosa e la possibilità reale, che riguarda l’esistenza, ossia se la cosa può effettivamente esistere. E poi bisogna aver chiarito di che cosa stiamo parlando, cioè occorre dare una definizione della cosa della cui possibilità ci stiamo occupando.

Così, quando si parla di «extraterrestri» o di «alieni» a che cosa pensiamo? Che idea ce ne facciamo? Facciamo un discorso razionale, scientifico o filosofico o lavoriamo con la fantasia o la mitologia, pensiamo ai personaggi dei film di fantascienza americani?

Se non vogliamo dar corpo alle fantasie, non confondere l’essere con l’essere pensato, raggiungere la verità e addirittura sapere che cosa Dio può fare o ha fatto, è chiaro che occorre usare rigorosamente l’esperienza e la ragione e lasciar da parte i film americani o i mirabolanti racconti televisivi per ragazzi. Possono essere simpatici, avere un valore simbolico e anche educativo, ma nulla hanno a che vedere con la scienza.

Il problema allora è quello di chiarire che cosa intendiamo quando parliamo dell’uomo, perché è presupposto che l’extraterrestre è evidentemente concepito come un personaggio o un vivente che se non è l’uomo, dovrebbe assomigliare all’uomo magari in meglio. 

Ci accorgeremo infatti che una volta chiarito il concetto di uomo, il concetto di extraterrestre come personaggio simile o magari superiore all’uomo, ma che non è uomo, risulta un concetto contradditorio, un parto di una fantasia incontrollata, avulsa dalla realtà, denotante una confusione di piani diversi della vita o modi dell’essere, per cui non può essere assolutamente oggetto di considerazione scientifica, la quale evita di considerare cose assurde o contradditorie, ma non si accontenta neppure della possibilità ideale, e invece esige la possibilità reale.

Per un qualcosa di confusionario come l’extraterrestre, negato che sia un uomo, non solo non esiste una possibilità di esistenza reale, ma neppure ideale o immaginaria, come esiste per Babbo Natale o Topolino, perché è un concetto contradditorio ed inintellegibile.

Cominciamo allora col ricordare che la ragione ci dice che l’uomo è l’animale ragionevole, è sostanza composta di spirito e corpo, corpo vivificato da uno spirito, materia informata da un’anima razionale, soggetto fisico intelligente, soggetto personale. Dovunque esiste o possa esistere un ente di questa specie, questo è l’uomo.

L’esperienza ci dice però anche che l’uomo è egoista, fragile e peccatore, quindi bisognoso di salvezza, che non è capace di procurarsi da sé, se Dio non lo soccorre. L’esperienza ci parla anche dell’esistenza dei credenti in Cristo, i quali con la loro vita danno prova della possibilità dell’uomo di liberarsi dal male e di raggiungere livelli di virtù ai quali non arrivano i non-credenti.

Dal punto di vista filosofico, nel risolvere questa questione, si deve escludere la possibilità di una nozione analogica, non univoca, dell’uomo o dell’animale ragionevole, nozione qui fuori luogo, perché in tal caso crea confusione, discriminazioni ed equivoci.

L’extraterrestrista, anziché far uso delle categorie dell’identità della natura umana, identica in tutti gli individui umani, fra di loro diversi, nel comune possesso della ragione, comune a tutti gli individui della specie umana, anziché tener presente l’uguaglianza e l’universalità della natura o essenza o della specie umana o del genere umano, fa un uso improprio e fuori luogo delle categorie della pluralità, della somiglianza e della diversità. come se potessero esistere non solo diversi individui umani o diverse misure di essere umano o diverse razze della stessa specie umana identica in tutti gli individui per quanto diversi fra di loro, ma come se si potesse ammettere l’esistenza di soggetti fisici intelligenti non uomini o ma simili all’uomo. Questa è un’idea assurda e Dio non può assolutamente creare una mostruosità del genere.

Per risolvere questa questione occorre avere allora una giusta considerazione della dignità dell’uomo e dei suoi limiti e difetti: non esagerare calcando troppo sullo spirito, sull’io e sulla coscienza, fino a identificare l’uomo con l’essere, con l’assoluto o con Dio o col Tutto., e non degradare la sua dignità spirituale sotto pretesto della sua animalità.

D’altra parte, definire che cosa è l’uomo in base alla semplice autocoscienza senza guardare fuori le cose esterne materiali che ci circondano e quell’essere materiale corporeo che noi stessi siamo, vuol dire avere la stessa saggezza di quell’asinello che voleva sollevarsi in alto prendendosi per la coda.

Ma non bisogna neanche avere una concezione troppo bassa, empirista, positivista o materialista dell’uomo, riducendolo alle dimensioni dell’animale o addirittura di un composto chimico. Per sapere che cosa è l’uomo non basta la chimica, la fisica o la biologia o la zoologia, ma occorre un concetto dello spirito; occorre cioè l’antropologia filosofica, che conosce sì il corpo, ma anche lo spirito.

E ci mettiamo dal punto di vista dell’uno e dell’altro caso. l’ipotesi di uomini in altri pianeti è del tutto plausibile, perchè l’uomo non è concepito come creato da Dio, corpo animato da uno spirito simile a Dio, ma come prodotto del cosmo nel caso del materialismo e teofania come apparizione divina nell’idealismo panteista.

Inoltre noi non sappiamo fino a che punto ed entro quali limiti l’anima umana accetti di informare un data corpo. Non sappiamo quali siano le condizioni-limite sotto le quali soltanto e non oltre le quali un corpo può essere informato dall’anima.  Noi sappiamo che di fatto informa il nostro corpo, ma non sappiamo se potrebbe animarne uno con tre occhi, 42 denti, sei dita alle mani e ai piedi ed alto quattro metri.

Quindi un soggetto fisicamente molto diverso da noi e intelligente anche più o meno di noi necessariamente manca della natura dell’essere umano. Quando furono scoperti gli abitanti delle Americhe nacque il dubbio se essi avessero un’anima razionale, tanto diversi apparivano da noi Europei. Ma nessun uomo sensato pensò che non erano uomini, ma solo soggetti simili a noi uomini europei. Quello che è impossibile è un soggetto fisico intelligente che non è un uomo, perchè sarebbe come dire un uomo che non è un uomo.

Considerando d’altra parte l’onnipotenza divina, la ragione ci dice che Dio, se vuole o se avesse voluto, può o potrebbe creare o potrebbe aver creato una molteplicità di umanità ovvero di individui umani in differenti pianeti. Questa è una possibilità ideale, che però non autorizza il dedurre una possibilità reale.

La cosa può essere tollerata negli scienziati non-credenti, perché solo dalla rivelazione sappiamo che l’umanità ha avuto origine da una coppia su questa terra, così da escludere il poligenismo. Per questo la Specola Vaticana non sbaglia nel riconoscere agli scienziati non credenti il diritto, secondo la loro coscienza, di essere aperti a tentare di accogliere o di inviare nello spazio cosmico eventuali messaggi intellegibili da una vita intelligente da noi decifrabile.  Se invece c’interroghiamo in base alla ragione su ciò che di fatto Dio ha creato, noi constatiamo l’esistenza dell’umanità su questa terra e sappiamo che gli uomini si moltiplicano ed aumentano per generazione.

Ponendosi sempre dal punto di vista dei non-credenti, allo stato attuale delle nostre conoscenze dell’universo, a prescindere dalla fede, non siamo in grado di sapere se in altri pianeti ci sono altri soggetti umani o creati là da Dio o pervenuti là partendo dalla terra. L’ipotesi che vi siano giunti partendo dalla terra appare tuttavia insostenibile, considerando il fatto che allo scopo sarebbe stato necessario l’uso di una tecnologia e di conoscenze astronomiche immensamente superiori a quelli che possediamo oggi preceduti da un’evoluzione che arretra sino allo stadio di civiltà immensamente inferiore a quello attuale.

In conclusione, chiedersi se possono esistere gli extraterrestri é una domanda male impostata, perché basata su di un concetto bastardo e contradditorio. Già in base alla ragione che forma un sano concetto di uomo, sappiamo che l’extraterrestre, così come l’ho definito, non esiste e non può esistere. Non è invece contrario alla scienza chiedersi se possono esistere esseri umani, anche se in base alla fede la risposta è negativa.

Il parere del Direttore della Specola Vaticana

Ne L'Osservatore Romano del 14 maggio 2008[1] Salvatore Valiante intervista il Padre Funes, Direttore della Specola Vaticana rivolgendogli, tra le altre, le seguenti domande:

Nella Genesi si parla della terra, degli animali, dell'uomo e della donna. Questo esclude la possibilità dell'esistenza di altri mondi o esseri viventi nell'universo?

A mio giudizio questa possibilità esiste. Gli astronomi ritengono che l'universo sia formato da cento miliardi di galassie, ciascuna delle quali è composta da cento miliardi di stelle. Molte di queste, o quasi tutte, potrebbero avere dei pianeti. Come si può escludere che la vita si sia sviluppata anche altrove? C'è un ramo dell'astronomia, l'astrobiologia, che studia proprio questo aspetto e che ha fatto molti progressi negli ultimi anni. Esaminando gli spettri della luce che viene dalle stelle e dai pianeti, presto si potranno individuare gli elementi delle loro atmosfere - i cosiddetti biomakers - e capire se ci sono le condizioni per la nascita e lo sviluppo della vita. Del resto, forme di vita potrebbero esistere in teoria perfino senza ossigeno o idrogeno.

Si riferisce anche ad esseri simili a noi o più evoluti?

È possibile. Finora non abbiamo nessuna prova. Ma certamente in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi.

Osservo che se fossi stato Padre Funes avrei chiesto all’intervistatore: che cosa intende per «esseri simili a noi o più evoluti»? Esseri umani? Esseri umani diversi da noi? Esseri non umani ma simili a noi uomini? Bisogna distinguere. Ipotizzare l’esistenza in altri pianeti di altri esseri umani simili a noi, di razze o conformazioni o dimensioni diverse è un’ipotesi concettualmente intellegibile, restando in sospeso se c’è o no ragione di porla.

Chiedersi invece se possono esistere esseri simili a noi uomini, ma che non sono uomini, è un’ipotesi assurda perché sarebbe come chiedersi se può esistere un altro triangolo equilatero ad esso simile, ma che non sia equilatero. Ora se parliamo di specie fisiche sperimentali, vale certamente il principio dell’analogia: il gatto assomiglia al gattopardo.

Ma se entriamo nel campo delle specie intellegibili, ontologiche ovvero nei gradi dell’essere categoriale, entriamo nel campo dell’univocità, come in matematica. L’analogia viceversa funziona tra le nozioni trascendentali. E per questo Aristotele diceva che le specie categoriali sono come i numeri: cambiano con l’aggiunta o la sottrazione di una unità.

Non c’è qui spazio per la somiglianza. Non diciamo che 2+2 assomiglia 4, ma che è 4.  Ora la nozione di uomo non è analogica: l’ente uomo o è uomo o non è uomo. Non ci sono sfumature, gradi o forme intermedi, passaggi senza soluzione di continuità fra l’uomo e il non uomo, come credeva Darwin.

Non esistono gradazioni dell’essere uomo come nelle realtà analogiche, per esempio nella vita, nel pensiero, nella luce, nell’amore, nella bontà, nella virtù e così via.  La specie umana non ha sopra o sotto di sé una forma simile, ma una specie semplicemente differente: al di sopra, l’angelo; al di sotto, la bestia.  Si toglie un’unità - la ragione - ed otteniamo la bestia. Si aggiunge un’unità – l’intuito - e si ottiene l’angelo.

E questo non sarebbe un problema per la nostra fede?

Io ritengo di no. Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con san Francesco, se consideriamo le creature terrene come "fratello" e "sorella", perché non potremmo parlare anche di un "fratello extraterrestre"? Farebbe parte comunque della creazione.

Osservo che la fede ci dice che l’unica umanità esistente è quella che risiede su questa terra, a meno che in tempi passati – cosa estremamente improbabile - qualcuno da questa terra non sia andato a colonizzare un altro pianeta. Ma la fede ci dice anche l’umanità ha avuto origine da una sola coppia e quindi è escluso il poligenismo, cioè il fatto che Dio abbi creato altre umanità in altri pianeti, benchè se avesse voluto, avrebbe potuto farlo.

Inoltre la fede ci insegna che la colpa originale si trasmette per generazione, cosa che richiede il monogenismo, perché diversamente sarebbe impossibile la trasmissione della colpa originale.

 E per quanto riguarda la redenzione?

 Prendiamo in prestito l'immagine evangelica della pecora smarrita. Il pastore lascia le novantanove nell'ovile per andare a cercare quella che si è persa. Pensiamo che in questo universo possano esserci cento pecore, corrispondenti a diverse forme di creature. Noi che apparteniamo al genere umano potremmo essere proprio la pecora smarrita, i peccatori che hanno bisogno del pastore. Dio si è fatto uomo in Gesù per salvarci. Così, se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell'amicizia piena con il loro Creatore.

Osservo che c’è da notare come il Padre Funes non ragiona in base a quella nozione filosofica univoca dell’uomo, alla quale mi sono riferito sopra, nozione confermata dal dogma[2], ma fa piuttosto pensare che si ispiri a modelli stravaganti e fantastici inventati e forniti dalla produzione cinematografica fantascientifica americana.

Notiamo infatti l’ambiguità del suo modo di esprimersi. Egli parla di «diverse forme di creature». Che cosa sono? Animali ragionevoli? Angeli corporei? Spiriti materializzati? Soggetti fisici intelligenti? Enti personali fisici? Sono o non sono  sono esseri umani?

Non esistono nel creato, né possono esistere forme miste o intermedie tra l’uomo e la bestia e tra l’uomo e l’angelo. Se l’anima è sensitiva e non spirituale abbiamo la bestia. Se lo spirito vive come natura completa senza corpo, abbiamo l’angelo. Dove il vivente conoscente non è l’uomo, abbiamo o l’angelo o la bestia. Non si scappa.

Funes parla altresì di «esseri intelligenti». Esseri corporei intelligenti? Se hanno corpo, sono esseri umani. Si direbbe che Funes non abbia chiara la differenza fra la bestia, l’uomo e l’angelo.

La prova che Padre Funes lavorando di fantasia e non ragiona scientificamente o filosoficamente e quindi neppure il dogma antrropologico, è data dal fatto che distingue questi esseri da «noi che apparteniamo al genere umano», come se questi esseri non fossero uomini, ma qualcosa di simile. Ma che cosa sono? Se sono esseri fisici intelligenti, per quanto fisicamente diversi da noi, sono uomini! Anche i pigmei e gli aborigeni australiani sono uomini. Padre Funes si mette nei guai con le sue stesse mani.

Insisto: se invece fossero peccatori, sarebbe possibile una redenzione anche per loro?

Gesù si è incarnato una volta per tutte. L'incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini.

Osservo che qui Funes arriva bensì a liberarsi dal suo concetto spurio di extraterrestre e parla chiaramente di uomini anche per gli altri pianeti, ma ciò non basta a salvare il suo discorso dall’eterodossia, perché ipotizza come possibile l’esistenza di altri esseri umani feriti dal peccato originale in altri pianti, uomini non giunti dalla terra, ma creati da Dio sul luogo secondo il principio del poligenismo, che, come abbiamo visto, contrasta con la fede.

Occorre dire allora con dispiacere, ma con franchezza che queste idee sugli extraterrestri, una volta che fossero messe in pratica,   condurrebbero  ad ogni forma di arbitrio, abuso, disuguaglianza, classismo, razzismo, favoritismo, discriminazione, tirannide, oppressione dell’uomo sull’uomo e  nazionalismo, in aperto contrasto con l’incessante appello di Papa Francesco alla fratellanza, alla mutua collaborazione, all’uguaglianza, alla solidarietà, alla comune figliolanza divina, pur nella legittima varietà delle scelte e delle culture, in perfetta continuità con la più pura tradizione evangelica e cristiana.

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 18 agosto 2025

 

Non c’è qui spazio per la somiglianza. Non diciamo che 2+2 assomiglia 4, ma che è 4. Ora la nozione di uomo non è analogica: l’ente uomo o è uomo o non è uomo. Non ci sono sfumature, gradi o forme intermedi, passaggi senza soluzione di continuità fra l’uomo e il non uomo, come credeva Darwin.

Non esistono gradazioni dell’essere uomo come nelle realtà analogiche, per esempio nella vita, nel pensiero, nella luce, nell’amore, nella bontà, nella virtù e così via.  La specie umana non ha sopra o sotto di sé una forma simile, ma una specie semplicemente differente: al di sopra, l’angelo; al di sotto, la bestia.  Si toglie un’unità - la ragione - ed otteniamo la bestia. Si aggiunge un’unità – l’intuito - e si ottiene l’angelo.

Immagine da Internet
 

[1] https://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2008/112q08a1.html

Il rapporto tra astronomia e fede in un'intervista a padre Funes, direttore della Specola Vaticana - L'extraterrestre è mio fratello, di Francesco M. Valiante

[2] Vedi la definizione della natura umana composta di spirito e corpo nel Concilio Lateranense IV del 1215 e dell’anima come forma sostanziale del corpo nel Concilio di Viennes del 1312.

14 commenti:

  1. E' un tema per specialisti. Padre Funes é un gesuita, con tutto quello che oggi implica il termine, mi pare. Pare che in certi gesuiti non importi più il dogma ma il libero interpretare ed il libero pensare anche in materia di fede. Forse Papa Leone dovrebbe chiarire anche questo punto come indirettamente ha già fatto sulle idee che circolavano durante il Sinodo per l'Amazonia (la natura non é superiore all'uomo, il peccato originale ha colpito anche gli indigeni, e niente Pachamama, Cristo é Salvatore anche per loro).

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    1. Caro Anonimo,
      sappiamo ormai da decenni qual è la situazione della Chiesa a seguito dell’influsso modernistico. E’ giunto il momento in cui occorre più che mai che noi cattolici, in comunione col Papa, lo aiutiamo a trovare le vie della conciliazione, perché questa divisione tra di noi è una controtestimonianza, che fa sì che la Chiesa non sia credibile come annunciatrice e fautrice di pace, quando oggi più che mai il mondo ha bisogno di pace.

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    2. Grazie Padre, mi scuso per l'anonimato involontario, sono Alessandro, ma non riesco a farmi conoscere nonostante abbia provato a collegarmi al mio conto Google prima di scrvere. (Forse é un problema tecnico del sito')

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    3. Caro Alessandro,
      la ringrazio per il suo messaggio. Tuttavia non riesco ad identificarla. Le sarei pertanto grato se mi desse alcuni ragguagli sulla sua identità.

      Ultimamente anch’io, prima di pubblicare il mio testo, devo cliccare sulla freccina a destra di “commenta come” e scelgo “Account Google”.

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  2. Caro Padre, stando alle ultime ricerche la vita che deriva dal caso risulta praticamente impossibile, la vecchia frase "ci sono 100 miliardi di galassie con 100 miliardi di stelle con relativi pianeti, è probabile che ci sia vita su uno di essi" no ha senso. Alcuni studiosi hanno calcolato la possibilità che la cellula più semplice conosciuta si possa generere per caso; la probabilità è risultata di 1 diviso 10 elevato a 300, ovvero un 1 con 300 zeri dietro, (consideriamo che 100 miliardi x 100 miliardi fa 10 elevato a 22), praticemente impossibile. A conferma che gli scienziat atei questo lo sanno, è il tentativo di elaborare nuove teorie come quella del multiverso (che ipotizza infiniti universi) che non sono empiricamente dimostrabili, al contrario del Big Bang, per spiegare la comparsa della vita. Qundi ciò che ha detto il direttore della Specula non è solo contro la dottrina, ma anche contro la scienza.

    Un caro saluto,

    Giuseppe

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    1. Caro Giuseppe,
      la questione se può esistere una vita infraumana su altri pianeti, per essere trattata con rigore filosofico, deve supporre l’esistenza di un Dio creatore sapientissimo, provvidente ed ordinatore dell’universo. Ora, il concetto di caso è del tutto contrario a queste verità filosofiche incontrovertibili.
      Per questo motivo non è ragionevole ipotizzare una vita che deriva dal caso. La vita è creata da Dio ed ha delle finalità ben precise a seconda delle varie forme di vita.
      È vero che noi in certi giochi diciamo di agitare alcuni oggetti a caso, come per esempio i dadi. Ma in realtà anche il movimento dei dadi segue delle leggi fisiche ben precise.
      Per quanto riguarda la considerazione della cellula, per quanto essa possa essere semplice, si tratta pur sempre di un organismo vivente, la cui attività finalistica dimostra la direzione da parte di un’intelligenza, che evidentemente non è una intelligenza appartenente alla cellula, perché la cellula è guidata da quella intelligenza trascendente che l’ha creata.
      Per quanto riguarda il calcolo delle probabilità, lo so che esso ha una sua legittimità, ma esso si riferisce ad azioni compiute dall’uomo su materiali, che in ogni caso si muovono secondo leggi fisiche ben precise.
      Per questo la tesi della impossibilità della produzione casuale di una cellula vivente risulta del tutto inutile, perché non è fondata su di una cosmologia razionale, ma sulla fede nel caso, che non ha nulla di scientifico, perché la scienza per sua essenza cerca la causa, che è esattamente il contrario del caso.

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    2. Certo Padre, sono perfettamente d'accordo con Lei. La mia era una riflessione per dire che chi crede solo alla scienza, neanche messo di fronte all'evidenza scientifica si arrende. Giuseppe

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    3. Caro Giuseppe,
      la sua considerazione è molto interessante. Se ho ben capito, parlando di chi crede solo nella scienza, lei si riferisce a chi si fa della scienza un idolo, come se non esistesse alcun sapere superiore che proviene dalla divina rivelazione. Papa Francesco direbbe che questi sono degli gnostici.
      Per quale motivo dei soggetti di questo genere non si arrenderebbero davanti ad una evidenza scientifica, che non è di loro gusto? Appunto perché non sono dei veri scienziati. Se fossero vero scienziati si arrenderebbero sempre e comunque a qualunque dimostrazione scientifica.
      Il vero scienziato non è colui che crede solo alla scienza e si chiude alla fede, ma è precisamente colui che riconosce che la ragione è superata ed aiutata dalla fede, perché credere è sommamente ragionevole.
      Il credere nel caso, per esempio, non è cosa ragionevole; eppure chi fa della scienza un idolo è facilissimo che confonda il caso con la scienza.

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    4. Esattamente, padre, mi riferivo proprio a coloro che fanno della scienza un idolo. Giuseppe

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  3. Carissimo p. Giovanni sulla questione che lei tratta in questo articolo sulla possibilità dell’esistenza di esseri umani su altri pianeti nell’Universo, mi chiedo e le chiedo se sia corretto pensare, partendo dallo stato edenico dell’uomo, prima della caduta causata dal peccato originale che l’uomo, trovandosi in questo stato, avrebbe potuto con estrema facilità colonizzare l’intero Universo, superando degli spazi sconfinati, dominando energie gigantesche, secondo le parole del Signore che ordina alla coppia primitiva di moltiplicarsi e di dominare la terra. Che significa “terra”? io penso non solo il nostro pianeta ma tutto l’Universo, comprese le galassie, le stelle e i pianeti e tutte le realtà create dell’Universo.
    Infatti Adamo ed Eva erano dotati dei doni preternaturali della scienza infusa, dell’immortalità, dell’esenzione da ogni tipo di difetto fisico e morale, oltre che di un potere di dominio sull’Universo di tale forza che noi non immaginiamo neppure. In tal modo in breve tempo il genere umano avrebbe occupato tutti gli sconfinati spazi cosmici, utilizzando tutte le energie dell’universo, giungendo a coltivare tutti i pianeti predisposti per la vita e sparsi in tutto l’universo.
    Oltre a ciò, l’umanità avrebbe potuto diffondere tutte le forme della vita infra umana: animali e piante, nell’Universo.
    Penso quindi che sulla base di queste considerazioni non è da escludere la presenza di vita non solo in termini di micro-organismi su altri pianeti, ma anche di altri soggetti che devono avere certamente l’identità di natura umana così come è stata voluta e creata da Dio.
    Don Vincenzo

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    1. Caro Don Vincenzo,
      questa conquista meravigliosa dell’universo sarebbe stata possibile all’uomo se non ci fosse stato il peccato originale.
      Indubbiamente la Scrittura, quando parla del cielo e della terra, è chiaro che si riferisce a quello sconfinato universo che solo noi oggi conosciamo.
      Tuttavia nelle attuali condizioni della natura decaduta, benchè redenta, come ho ripetuto e argomentato più volte, non è affatto ipotizzabile pensare che in altri pianeti si trovino altri esseri umani provenienti da questa terra.
      L’attuale universo è stato creato per l’umanità, destinata a popolarlo. Ma a causa delle conseguenze del peccato originale non abbiamo più i mezzi per realizzare quell’impresa che i nostri Progenitori avrebbero realizzato con la massima facilità, se non avessero peccato.
      Comunque tutto questo universo continua ad essere a nostra disposizione e quindi non è affatto proibito adoperarsi il più possibile per inventare mezzi per coprire le immense distanze che separano la nostra terra dagli altri pianeti.
      Ma solo alla fine dei tempi, l’umanità gloriosa avrà la possibilità di prendere pieno possesso di tutto il creato, che Dio ha fatto per l’uomo, e ciò avverrà grazie a Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo, ossia dei cieli e della terra nuovi.

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    2. Grazie come sempre p. Giovanni per le sue argomentate e chiare risposte.

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  4. Sistematicamente torna a galla questo non problema dei mondi cloni. I fautori di queste teorie cercano di screditare la Genesi e quello che segue a cascata sul piano dottrinale con lo scopo di smontare la Fede nostra nel Dio nostro uno e trino.
    Eppure e' talmente logico che da un Eden venissero scacciati un uomo con una donna, non x uomini e x donne.
    Poi, sempre seguendo la nostra umana logica, povera si', ma non nulla (tanto quanto e non di meno del suo collega libero arbitrio) se,
    Dio avesse creato piu' mondi simili al nostro, ce li avrebbe svelati da subito (ma allora la genesi ci sarebbe stata consegnata diversa).
    Concludendo, cari cattolici, stiamo molto alla larga da questi quattro frassoni cartesiani che ci propinano fin da fanciulli e da due secoli i racconti fantastici alla Verne, Star Wars. ecc. E impariamo a studiare questi falsari per raggiungere facilmente poi la Verita' (anche tra i rappresentanti della Chiesa: Dio va' rispettato anche cosi') LJC

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    1. Caro Fedele,
      se Dio avesse voluto, avrebbe potuto dare inizio al genere umano creando più coppie originarie su questa terra e su altri pianeti. Escludendo il fatto del peccato originale, effettivamente se ci fossero altri uomini in altri pianeti credo che Dio ce lo avrebbe detto, anche se non era obbligato a farlo.
      Ciò che proibisce di credere che effettivamente esistano altri esseri ragionevoli è il fatto del peccato originale commesso dalla prima coppia. La colpa di questo peccato si trasmette per generazione a tutta l’umanità. Se dovessimo ammettere il poligenismo o terrestre o extraterrestre saremmo obbligati ad ammettere un’altra umanità esente dal peccato originale, ma ciò è contro la fede, la quale dice che il peccato ha inquinato tutta l’umanità.

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