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31 gennaio, 2026

Ancora sulla Corredentrice - Il dono della grazia e la distribuzione delle grazie

 

Ancora sulla Corredentrice

Il dono della grazia e la distribuzione delle grazie

 

 Il sacerdote e Maria nella promozione della vita di grazia

Il teologo Maurizio Gronchi, della Pontificia Università Urbaniana sul n.2 di febbraio di quest’anno di Vita pastorale pubblica un articolo intitolato La centralità di Cristo, nel quale riprende la discussione che è nata dopo la pubblicazione della Nota del DDF che tratta del tema della Corredentrice.

L’articolista sembra mosso dalla preoccupazione che il titolo di corredentrice possa recar ombra o misconoscere la centralità di Cristo nell’opera della salvezza.  L‘immagine di Cristo come «centro» della realtà e della storia è una ben nota metafora indubbiamente significativa dell’opera divina di Cristo, che si irradia in tutta la vastità dell’umanità e dell’universo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/ancora-sulla-corredentrice-il-dono.html


 

 

Privilegi esclusivi di Maria sono solo la pienezza di grazia, la maternità divina, l’immacolata concezione, la verginità prima durante e dopo il parto e l’assunzione in cielo anima e corpo.

 

Immagine da Internet: Madonna del Belvedere, Raffaello

19 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Quinta Parte (5/5)

 

Lo spirito e il sesso

Quinta Parte (5/5)

  

Seconda parte - Che cosa ci dice la fede

 Gli insegnamenti della Chiesa

Che l’uomo sia composto di spirito e corpo, oltre ad essere verità di ragione è verità di fede, insegnata dal Concilio Lateranense IV del 1215. Il successivo Concilio di Vienne precisa che questa unione avviene in quanto l’anima è forma sostanziale del corpo. Nel 1336 Benedetto XII proclama il dogma della visione beatifica dell’essenza divina in paradiso.

Il Concilio Lateranense V insegna che l’anima umana spirituale è immortale. La proclamazione del dogma dell’assunzione della Beata Vergine Maria in cielo anima e corpo fatta da Pio XII nel 1950 comporta che in paradiso esisterà oltre al corpo maschile, rappresentato come primizia di quello di Cristo, anche il corpo femminile.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lo-spirito-e-il-sesso-quinta-parte-55.html

Il primo Papa che ha confutato l’antico pregiudizio della superiorità dell’uomo sulla donna è stato Pio XII … San Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris del 1963 notò come uno dei fenomeni sociali di maggior rilievo del nostro tempo è l’ingresso della donna nella vita pubblica …Importantissimo è il contributo alla comprensione della parità, unione e reciprocità uomo-donna nella Chiesa e nella società è stato quello di San Giovanni Paolo II. 

Ci vorrà attorno al sec. XIII l’ingresso di Aristotele nelle scuole teologiche della Chiesa perché essa comprendesse meglio quale dev’essere nel piano di Dio il rapporto dello spirito col sesso.

Circa la questione di determinare la reciproca complementarità fra uomo e donna in rapporto con la convenienza del sesso maschile col sacerdozio ministeriale, nonché la questione di chiarire il ruolo della donna nella Chiesa e le qualità proprie della donna, preziose indicazioni ci vengono dalla Lettera Apostolica Mulieris dignitatem di San Giovanni Paolo II del 15 agosto 1988.

Basandomi su questi insegnamenti del Papa ho scritto un libro, La coppia consacrata, nel quale, commentando gli insegnamenti pontifici ed aggiungendo contributi di alcuni filosofi come il Maritain ed Edith Stein, ho cercato di sviluppare ulteriormente il pensiero del Papa. La nozione di coppia consacrata non fa riferimento di per sé né al matrimonio né alla vita religiosa. Vuol significare invece che per la Scrittura la coppia umana come tale è sempre cosa sacra, si tratti del matrimonio o si tratti del rapporto sacerdote-donna o del rapporto religioso-religiosa o generalmente laico-laica di qualunque età, stato o condizione di vita.

 

La chiarificazione delle qualità proprie della donna è necessaria anche per vagliare la possibilità che oggi si profila di consentire alla donna di essere investita del diaconato istituito, mentre resta riservato al maschio il diaconato ordinato, primo grado del sacramento dell’Ordine. 

Ma nel contempo la chiara conoscenza delle qualità proprie del maschio è indispensabile per determinare i motivi di convenienza del sesso maschile come materia del sacramento dell’Ordine. 

 Immagini da Internet:

- Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/1/14/udienza-generale.html 

17 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Terza Parte (3/5)

 

Lo spirito e il sesso

Terza Parte (3/5)

 

Materia e spirito in Gentile

Il tema dello spirito è uno degli interessi fondamentali della filosofia di Gentile[1], il quale però riprendendo la concezione hegeliana, crede di portarla al più alto grado di perfezione mediante il concetto dell’atto, come vertice della realtà. Il concetto dell’atto viceversa è assente dalla filosofia hegeliana, la quale ha il suo punto di forza nella dialettica, nella quale il moto dello spirito è un ritorno all’inizio. Gentile accetta la dialettica hegeliana come interpretazione della vita, della storia e del divenire dello spirito.

Ma vuol condurre a termine il passaggio dalla trascendenza all’immanenza iniziato da Cartesio, dall’oggetto verso il soggetto, dal Tu all’Io, dall’essere all’apparire; il che poi verrà a dire dal teismo all’ateismo, dall’umanesimo al panteismo, dal cristianesimo al nichilismo, dalla democrazia al totalitarismo, dalla prima alla seconda guerra mondiale. Insistere con Gentile, come alcuni fanno, vuol dire rischiare lo scoppio della terza ed ultima guerra mondiale.

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Gentile confonde l’atto del pensare con l’atto d’essere, confonde il pensare con l’agire e col produrre. ... Hegel riconosce come Aristotele che all’inizio del pensare nell’intelletto non c’è nulla. ... La Chiesa distingue la persona umana dalla natura umana. 

L’etica aristotelica propone all’uomo delle mire più modeste e rinuncia al volo di Icaro di Platone. Infatti mentre nel platonismo si rischia la nevrosi o l’ipocrisia, Aristotele ci guida a trovare una visione sintetica di sesso e spirito e per questo la Chiesa, dopo alcune incertezze nei Padri, ha assunto senza esitazione con San Tommaso l’etica di Aristotele.

La distinzione cartesiana fra spirito e corpo è del tutto insufficiente a spiegare le differenti relazioni metafisiche tra le due sostanze, anche se può avere un aggancio al dogma del Concilio Lateranense IV (visibilia et invisibilia). Tuttavia il successivo Concilio di Vienne del 1312 precisò che l’anima non è una sostanza completa, non è una res, ma la forma di una sostanza.

Il Concilio suppone la distinzione fra la forma e l’essenza. Non ogni forma è un’essenza, ma ci può essere un’essenza composta di materia e forma. Il che lascia spazio ad anime inferiori, come quella vegetativa e quella sensitiva, che non sono immortali, in quanto non sono sostanze complete, non sono forme sussistenti, ossia spirituali. La sostanza completa, invece, la res è solo il composto di anima e corpo.

L’attività sessuale appartiene propriamente alle funzioni della vita vegetativa e per questo l’abbiamo in comune con gli animali e con le piante. ... La vita fisica dipende dall’anima spirituale e abbraccia i due livelli inferiori di vita, quella psichica e quella vegetativa. Essa si manifesta anche nei moti e nelle alterazioni del corpo, volontari ed involontari. ... Il sesso umano è un composto organico biopsicospirituale di elementi ontologici e dinamici che coinvolge la totalità della persona, perché è presente in modo diverso e graduale in tutte le componenti della natura e della persona: spirituale, psichico, vegetativa e corporea.

Immagini da Internet: 

19 dicembre, 2025

Considerazioni sul diaconato femminile. Il ministero della donna nella Chiesa.

 

Considerazioni sul diaconato femminile

Il ministero della donna nella Chiesa

 

Non è bene che l’uomo sia solo

Il Vescovo ha da Cristo, in forza della partecipazione del suo potere sacerdotale, il potere di rendere partecipi del suo potere sacerdotale altri membri del Popolo di Dio i quali mostrino attitudini o disponibilità a partecipare della grazia di stato, della quale il Vescovo in quanto tale è rivestito. In forza di questo potere il Vescovo ha la virtù soprannaturale di comunicare ad altri, opportunamente disposti e disponibili, sia la propria grazia ministeriale di stato, sia parte di questa grazia. 

Il Vescovo, quando comunica con un apposito rito liturgico la grazia di stato che possiede come Vescovo, ordina altri come Vescovi, come Presbiteri e come Diaconi. Quando invece, sempre con un apposito rito liturgico, comunica la sua grazia ministeriale ad un livello inferiore a quello del sacramento dell’Ordine, istituisce non per volontà di Cristo, ma per volontà della Chiesa, in forza del potere delle chiavi che Cristo ha concesso alla Chiesa, i ministeri laicali, propri del sacerdozio comune dei fedeli, uomini e donne. Tra questi ministeri abbiamo il diaconato istituito, ovvero il diaconato femminile. 

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La chiarificazione del ruolo della donna nella Chiesa condurrà pertanto la Chiesa a capire meglio che cosa Dio ha voluto fare quando ha creato l’uomo e la donna, quando ha detto che non è bene che l’uomo sia solo, quando ha voluto fargli un aiuto simile a lui, ha condotto Adamo a vedere in Eva l’osso delle sue ossa e la carne della sua carne, quando ha comandato loro di essere una sola carne, quando li ha resi generatori della vita e quando ha comandato di non dividere ciò che Egli ha unito: evidentemente non si riferiva solo alla reciprocità fisica nel generare in senso fisico, ma più profondamente si riferiva alla reciprocità spirituale nel generare i figli di Dio.


Immagini da Internet: Creazione dell'uomo e della donna, Duomo di Monreale

18 dicembre, 2025

Lezioni di Padre Tomas Tyn sulla grazia - Parte 1/14

 

Lezioni di Padre Tomas Tyn sulla grazia

Parte 1/14

La recente Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, Mater Populi Fidelis, ha dato occasione tra l’altro ad una discussione concernente la grazia della corredenzione e in particolare la grazia eminentissima ricevuta da Maria nel compimento dell’altissima missione che Dio le ha affidato in collaborazione con Cristo per la salvezza dell’umanità.

Ho pensato allora di poter rendere un utile servizio pubblicare alcune lezioni di P. Tomas Tyn sulla grazia, il Corso di 14 Lezioni, considerando la grande sapienza con la quale ne ha trattato alla scuola del Dottore Angelico.

Aggiungo altre trattazioni sulla grazia, redatte da me e da Padre Alberto Galli, sempre nell’intento di offrire materiale abbondante concernente questo tema fondamentale della fede cristiana.

P. Giovanni Cavalcoli, OP

Fontanellato, 18 dicembre 2025

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Immagine da Internet:
Monogramma di Cristo, 
Catacombe di San Callisto