31 gennaio, 2026

Ancora sulla Corredentrice - Il dono della grazia e la distribuzione delle grazie

 

Ancora sulla Corredentrice

Il dono della grazia e la distribuzione delle grazie

 

 Il sacerdote e Maria nella promozione della vita di grazia

Il teologo Maurizio Gronchi, della Pontificia Università Urbaniana sul n.2 di febbraio di quest’anno di Vita pastorale pubblica un articolo intitolato La centralità di Cristo, nel quale riprende la discussione che è nata dopo la pubblicazione della Nota del DDF che tratta del tema della Corredentrice.

L’articolista sembra mosso dalla preoccupazione che il titolo di corredentrice possa recar ombra o misconoscere la centralità di Cristo nell’opera della salvezza.  L‘immagine di Cristo come «centro» della realtà e della storia è una ben nota metafora indubbiamente significativa dell’opera divina di Cristo, che si irradia in tutta la vastità dell’umanità e dell’universo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/ancora-sulla-corredentrice-il-dono.html


 

 

Privilegi esclusivi di Maria sono solo la pienezza di grazia, la maternità divina, l’immacolata concezione, la verginità prima durante e dopo il parto e l’assunzione in cielo anima e corpo.

 

Immagine da Internet: Madonna del Belvedere, Raffaello

2 commenti:

  1. Sull’argomento della corredenzione ritengo che possa interessare ai Lettori questa mia risposta ad una domanda che mi è giunta da un Lettore sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/giovanni.cavalcoli/posts/pfbid0auvoHatw6yLRF5C5kkr9tc6oR1HB4J3jW8uCTeVXRwepGp9TotQcWwRwkpDS9Anyl)

    “Salve padre Giovanni, il suo parlare della Vergine Maria, circa alcuni aspetti, suona tendenzialmente protestante. Ma forse il suo atteggiamento è solamente una presa di posizione minimalista. Gli argomenti usati hanno radice negli scritti biblici e patristici, e anche liturgici. Lei dice che non può essere gradito, eh sì me ne sono accorto anch'io, ma non avrei mai immaginato che tra quelli che disapprovano la massima venerazione dovuta alla Madonna ci fosse anche lei. Maria è la nuova Eva che restaura l’antica Eva. Difatti il Fiat dell’antica Eva alle “richieste” del Serpente Antico, è stato restaurato dal Fiat di Maria alle “richieste” dell’angelo Gabriele. La personale cooperazione attiva e immediata di Eva alla caduta di Adamo nella colpa originale, viene neutralizzata dalla cooperazione attiva e immediata di Maria alla Redenzione operata da Cristo. L’opera di Maria si differenzia anche in modo qualitativo, se teniamo conto di quali titoli è stata insignita e a quale dignità è stata elevata e della portata dei suoi interventi nella storia della chiesa. Lei dice :<< mentre noi partecipiamo allo stesso modo>>. Allo stesso modo di come ha fatto Maria??? eh no padre Giovanni, il ruolo e la missione che Maria ha avuto e ha ancora è assolutamente unico! L’esegesi moderna dice, eh. Una esegesi che a quanto pare sconfessa la Vulgata, più leggo le sue risposte e più credo che dovrei dare ragione a chi la taccia di modernismo. La Madonna non ha mai avuto un solo attimo di amicizia con il Maligno, cosa che non possiamo dire di nessuna altra creatura. La Madonna è la sola creatura immacolata, o vogliamo dubitare anche di questo? Certo potrebbe anche figurare la chiesa, che in virtù del potere di Cristo e della potente intercessione della Madonna, può vincere contro il Maligno. Tuttavia il riferimento immediato è alla Donna in senso letterale, dunque Maria. Ora le riporto il versetto genesiaco, che molti padri e dottori della chiesa hanno designato come “mariologico”. Lo cito qui come possiamo leggerlo nella Vulgata : <>

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    Caro Lettore,

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  2. Rispondo:
    Caro Lettore,
    prima di rispondere al suo intervento volevo tornare sul pensiero di Padre Roschini. Lei mi accusa di essere infedele alla concezione della corredenzione propria di Roschini. Ciò non è assolutamente vero. Le riporto la definizione che l’illustre mariologo dà della corredenzione. Egli dice che “la cooperazione all’opera della Redenzione non è una cooperazione di tipo collaterale quale sarebbe per esempio quella che si avrebbe nel lavoro di due o più uomini per sollevare un medesimo peso. Gesù infatti è l’unico Redentore. Egli solo è la propiziazione per i nostri peccati ed Egli solo è Colui che ha pagato il prezzo della Redenzione. La Beata Vergine ha cooperato alla grande opera della Redenzione insieme con Gesù e in un modo massimamente vero ed efficace, ma in modo del tutto dipendente da Lui e subordinatamente a Lui. Ad ogni modo Cristo, anche ammessa la cooperazione della Vergine, si deve dire l’unico Redentore” (Mariologia, vol. II, Ed Ancora, Milano, 1942, pp. 300-301).
    Riguardo al modo della nostra collaborazione all’opera di Cristo, non ho affatto detto che Maria partecipa nel nostro stesso modo, ma in un modo eccellentissimo, come risulta dalle mie parole che le cito: “Allora, dov’è la differenza tra noi e la Madonna? Sta semplicemente nel fatto che Maria partecipa alla Redenzione in modo attivo, oggettivo ed immediato ad un livello unico, eccellentissimo e inarrivabile, mentre noi partecipiamo allo stesso modo, ma in un grado inferiore, a seconda dei gradi di santità propri di ognuno di noi”.
    Per quanto riguarda la sua supposta mia somiglianza con Lutero, ciò è completamente falso. Infatti io, con la Chiesa Cattolica e con San Paolo, sostengo che tutti noi, compresa la Madonna, ricevuta la prima grazia o grazia preveniente che ci rende figli di Dio, possiamo collaborare con l’opera redentrice di Cristo, meritando de congruo ciò che Cristo merita de condigno. La differenza tra noi e Maria a questo riguardo è molto grande per il fatto che mentre noi quaggiù siamo peccatori, Maria è innocentissima, in quanto è stata preservata dal peccato originale dalla grazia di Cristo e ha risposto a tale grazia nel modo più perfetto.
    Questa risposta specialissima di Maria consiste il suo modo privilegiato di corredimere, un corredimere che, come ho già detto più volte, non è altro che l’attività cristiana di ognuno di noi.
    La posizione di Lutero è ben nota. Egli nega la collaborazione dell’uomo, non solo la nostra, ma anche quella della Madonna, sotto il pretesto che Cristo è l’unico Redentore. Egli quindi inutilmente parla di grazia, perché la grazia è proprio quella vita divina che ci rende collaboratori e capaci di meritare il paradiso.

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