lunedì 17 agosto 2020

Sul concetto coranico di Dio (Seconda ed ultima Parte)

Sul concetto coranico di Dio[1]



[1] Ho usato la Traduzione interpretativa in italiano a cura di Hamza Piccardo, con la revisione e controllo dottrinale dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia – UCOII. 

 

Seconda ed Ultima Parte

L’intervento storico di Papa Benedetto

Papa Benedetto toccò con interessanti, utili e decisive osservazioni il difficile problema del volontarismo islamico nella lezione che tenne all’Università di Ratisbona il 12 settembre 2006. In quell’occasione accennò ad un aspetto della concezione coranica di Dio riferendo circa un dialogo fra l’imperatore Emanuele Paleologo e un dotto musulmano tenutosi a Costantinopoli durante l’assedio della città fra il 1394 e il 1402.

In questo dialogo l’imperatore rimprovera alla concezione islamica di Dio di presentare un Dio che agisce per pura volontà senza dar ragione di quello che fa. Ora, osserva l’imperatore, agire senza ragione o senza motivo razionale per pura volontà vuol dire agire con violenza, commettere violenza. La violenza, infatti, si definisce appunto come azione irragionevole o irrazionale, contro ragione. Ma ciò equivale a volere il male, a commettere il male. Che cosa è infatti il bene se non ciò che è conforme a ragione? 

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