mercoledì 28 luglio 2021

I due significati della lex orandi

  I due significati della lex orandi

Un’espressione importante del documento del Santo Padre

Nel Motu proprio Traditionis Custodes il Santo Padre usa l’espressione «lex orandi» in un senso che necessita di essere specificato. Si tratta, come tutti ormai sanno, dell’Art. 1: «I libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformità ai decreti del Concilio Vaticano II, sono l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano».

Infatti la detta espressione può avere due significati diversi e qui occorre chiarire in quale dei due essa viene usata. In generale lex orandi vuol dire: legge del pregare. Il pregare può essere spontaneo, ma non può essere fatto a caso, senza discernimento, senza una regola, senz’ordine; non sarebbe gradito a Dio. 

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Papa Francesco può dire che oggi l’unica lex orandi è la Messa novus ordo, in rapporto cioè a quella lex orandi, che sta a lui, in quanto detentore del potere delle chiavi, di stabilire e mutare lungo il corso della storia. 

In questo senso si può dire che oggi la lex orandi non è più quella del vetus ordo, ma quella del novus ordo. Vediamo allora quanto è importante distinguere questi due sensi dell’espressione lex orandi.

Ed inoltre c’è da precisare che è solo nel primo senso che la lex orandi è lex credendi, in quanto legge di Cristo: mentre nel secondo senso la lex orandi, essendo solo legge della Chiesa, può mutare restando la stessa la lex orandi come lex credendi fondata da Gesù Cristo.


Quando il Papa esprime la sua volontà che tutti accettino il novus ordo come unica lex orandi, egli non esclude affatto, come appare evidente dal Motu proprio, la legittimità della celebrazione col vetus ordo.

Tuttavia il Papa ha tutti i diritti e anche il dovere di ordinare a tutti, devoti o non devoti del vetus ordo, di accogliere il novus ordo come unica lex orandi di oggi, lex orandi da intendersi qui non nel senso della legge essenziale della Messa, che è la stessa per il novus come per il vetus ordo, ma nel senso della legge che regolamenta la celebrazione della Messa, di competenza del Papa.

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