La metafisica
in San Tommaso e nel Beato Giovanni Duns Scoto
Sesta Parte (6/6)
Ockham prepara Lutero
Gli errori di Ockham furono condannati nel 1328 da Giovanni XXII; ma ciò non impedì il permanere nella teologia scolastica, della scuola occamista, tollerati dalla Chiesa, tanto che nel sec. XV sorge in Germania un suo importante seguace, Gabriel Biel, che dichiarò apertamente di seguire in teologia Ockham pur mitigando gli errori ed avvicinandola alla dottrina della Chiesa. Biel, però, a differenza di Ockham, che accusò di eresia il Papa, fu in comunione col Papa, sicchè non fu mai condannato. Tuttavia ciò fu forse un’imprudenza perché svvenne che gli errori occamisti continuassero ad essere accolti nelle Università della Chiesa. Cosicchè Lutero assunse all’Università le idee occamiste, che lo portarono ad affermare esplicitamente di essere del partito di Ockham.
In tal modo gli errori di Ockham riappaiono in Lutero come la sua sfiducia nella ragione, il suo disprezzo per la metafisica di Aristotele e di San Tommaso, il suo concetto di un Dio spaventoso e ad un tempo connivente col peccato, col suo concetto anarchico e individualistico della libertà cristiana, il suo concetto di fede come esperienza immediata, il primato della salvezza sulla contemplazione, il rifiuto dell’analogia per l’equivocità, la concezione di Dio non come ipsum Esse, ma come il Dio-per-me.
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Francesco Suarez è sorto nel periodo della riforma tridentina, periodo nel quale il tomismo, che già da tempo era raccomandato dai Papi, dovette affrontare il confronto con Lutero, che filosoficamente, per sua stessa dichiarazione, era discepolo di Ockham.
Suarez affronta la questione luterana in modo diverso da quello che fu l’atteggiamento dei tomisti domenicani. … Il suo errore però, a quanto sembra, è stato quello di voler creare una sintesi superiore e più comprensiva di quella creata da Tommaso, che includesse anche scotisti ed occamisti. Nella famosa controversia De auxiliis tra Gesuiti e Domenicani della fine del ’500, i suareziani ebbero come loro campione Molina, mentre i Domenicani in quell’occasione ebbero Domingo Bañez. La cosa curiosa fu che in quell’occasione i Domenicani apparvero vicini a Lutero nel sostenere la causalità della grazia, i Gesuiti si avvicinarono a Pelagio esagerando la potenza del libero arbitrio.
Da Suarez deriva il disprezzo di Rahner per l’essenza vista da lui come semplice possibilità astratta, mentre la realtà per lui si esaurisce in ciò che con linguaggio heideggeriano chiama l’«esistenziale». In tal modo Rahner confonde la natura umana come tale con la natura umana nelle condizioni storico-esistenziali della vita presente conseguente al peccato originale, sicchè viene compromessa l’universalità ed immutabilità della legge morale e sembra che la vita soprannaturale sia la semplice attuazione delle possibilità insite nella pura natura.
Altro difetto che da Scoto passa a Suarez è il modo di impostare la questione dell’esistenza di Dio. … Certamente possiamo passare dal concetto del finito a quello dell’infinito. Ma questo non è ancora dimostrare che Dio esiste. Lo abbiamo dimostrato invece quando ci rendiamo conto che il mondo non può non avere una causa della sua esistenza. Allora certo ci renderemo conto che questa causa è un ente infinito, ma solo adesso e non prima di considerare che è causato. … La stessa cosa dicasi per la nozione dell’ente. Allora, se Dio non è il primo e sommo ente, che mi trascende e mi ha creato, Dio sono io.
Immagini da Internet: Lutero e Rahner

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