04 luglio, 2019

Proselitismo ed ecumenismo

Più volte il Papa ha condannato il proselitismo come contrario all’ecumenismo. Il termine però potrebbe essere frainteso, perché esso viene da “proselito”, dal greco prosèlytos, che, nel Nuovo Testamento, è il “convertito” (alla lettera: colui-che-si-è-avvicinato: Mt 23,15; At 2,11; 6,5; 8,27; 13,26; 13,43). L’origine della parola, quindi, non ha nulla di spregiativo o sconveniente. “Proselitismo” originariamente, vuol dire semplicemente “far proseliti”, il che è evidentemente un’opera buona.
Senonché già Cristo indica un modo sbagliato per far proseliti: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete la terra e il mare per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della geenna peggio di voi!” (Mt 23,15). 
Da qui nasce il senso negativo del proselitismo. Occorre quindi fare attenzione a come annunciamo il Vangelo, a come esortiamo gli uomini a convertirsi e ad avvicinarsi a Cristo e alla Chiesa, con quali mezzi, con quale metodo, con quale animo, per qual fine. 
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