17 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Terza Parte (3/5)

 

Lo spirito e il sesso

Terza Parte (3/5)

 

Materia e spirito in Gentile

Il tema dello spirito è uno degli interessi fondamentali della filosofia di Gentile[1], il quale però riprendendo la concezione hegeliana, crede di portarla al più alto grado di perfezione mediante il concetto dell’atto, come vertice della realtà. Il concetto dell’atto viceversa è assente dalla filosofia hegeliana, la quale ha il suo punto di forza nella dialettica, nella quale il moto dello spirito è un ritorno all’inizio. Gentile accetta la dialettica hegeliana come interpretazione della vita, della storia e del divenire dello spirito.

Ma vuol condurre a termine il passaggio dalla trascendenza all’immanenza iniziato da Cartesio, dall’oggetto verso il soggetto, dal Tu all’Io, dall’essere all’apparire; il che poi verrà a dire dal teismo all’ateismo, dall’umanesimo al panteismo, dal cristianesimo al nichilismo, dalla democrazia al totalitarismo, dalla prima alla seconda guerra mondiale. Insistere con Gentile, come alcuni fanno, vuol dire rischiare lo scoppio della terza ed ultima guerra mondiale.

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Gentile confonde l’atto del pensare con l’atto d’essere, confonde il pensare con l’agire e col produrre. ... Hegel riconosce come Aristotele che all’inizio del pensare nell’intelletto non c’è nulla. ... La Chiesa distingue la persona umana dalla natura umana. 

L’etica aristotelica propone all’uomo delle mire più modeste e rinuncia al volo di Icaro di Platone. Infatti mentre nel platonismo si rischia la nevrosi o l’ipocrisia, Aristotele ci guida a trovare una visione sintetica di sesso e spirito e per questo la Chiesa, dopo alcune incertezze nei Padri, ha assunto senza esitazione con San Tommaso l’etica di Aristotele.

La distinzione cartesiana fra spirito e corpo è del tutto insufficiente a spiegare le differenti relazioni metafisiche tra le due sostanze, anche se può avere un aggancio al dogma del Concilio Lateranense IV (visibilia et invisibilia). Tuttavia il successivo Concilio di Vienne del 1312 precisò che l’anima non è una sostanza completa, non è una res, ma la forma di una sostanza.

Il Concilio suppone la distinzione fra la forma e l’essenza. Non ogni forma è un’essenza, ma ci può essere un’essenza composta di materia e forma. Il che lascia spazio ad anime inferiori, come quella vegetativa e quella sensitiva, che non sono immortali, in quanto non sono sostanze complete, non sono forme sussistenti, ossia spirituali. La sostanza completa, invece, la res è solo il composto di anima e corpo.

L’attività sessuale appartiene propriamente alle funzioni della vita vegetativa e per questo l’abbiamo in comune con gli animali e con le piante. ... La vita fisica dipende dall’anima spirituale e abbraccia i due livelli inferiori di vita, quella psichica e quella vegetativa. Essa si manifesta anche nei moti e nelle alterazioni del corpo, volontari ed involontari. ... Il sesso umano è un composto organico biopsicospirituale di elementi ontologici e dinamici che coinvolge la totalità della persona, perché è presente in modo diverso e graduale in tutte le componenti della natura e della persona: spirituale, psichico, vegetativa e corporea.

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