sabato 8 giugno 2019

Il rapporto tra natura e grazia: distinzione senza separazione. Un testo di Tomas Tyn.

Il rapporto tra natura e grazia: distinzione senza separazione[1]
Un testo di Tomas Tyn
Mia introduzione
a) I termini del problema
Il rapporto tra natura e grazia corrisponde a quello che con la teologia scolastica medievale si cominciò a chiamare rapporto fra «ordine naturale» ed «ordine soprannaturale», sebbene l’espressione «soprannaturale» non si trovi nella Scrittura. Ma chiarissimo e importantissimo è il concetto espresso da quel termine: il mondo della grazia e dei «magnalia Dei», le opere del Signore, superiore al livello ontologico della creatura naturale, mondo misterioso, sconfinato e meraviglioso appartenente all’ambito del divino, che trascende la natura umana e le sue più alte aspirazioni naturali.
Il rapporto fra natura e grazia è simile altresì al rapporto fra la grazia e il libero arbitrio, in quanto potere della volontà, che è facoltà della natura umana. Al rapporto grazia-libero arbitrio potrebbe fare da pendant il rapporto rivelazione divina-ragione umana, sicchè, come l’azione della grazia sul libero arbitrio premuove la volontà dallo stato di peccato alla carità nell’opera della giustificazione, così similmente l’azione illuminante della grazia fa passare l’intelletto dall’incredulità alla fede, dalle tenebre alla luce, per usare un linguaggio giovanneo, sempre nell’opera della giustificazione.
La dinamica del rapporto della grazia con la natura è illustrata con chiarezza e  potenza espressiva nelle sue varie forme e modalità dalla teologia di S.Paolo, il quale mostra ...
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Battistero neoniano
Ravenna

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