domenica 23 giugno 2019

Antichi e Moderni. Per una giusta lettura degli scritti di Tomas Tyn. In particolare la sua dottrina della Giustificazione



Antichi e Moderni.
Per una giusta lettura degli scritti di Tomas Tyn.
In particolare la sua dottrina della Giustificazione
Chi ha dimestichezza con gli scritti del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, si sarà certamente accorto di come egli, soprattutto nelle sue opere di filosofia e teologia, faccia frequente uso di due categorie largamente adoperate dai tomisti preconciliari e non solo da loro, ma dallo stesso Magistero della Chiesa: gli «Antichi» e i «Moderni», guardando con ammirazione ed approvazione agli Antichi, e invece con disapprovazione e rifiuto ai «Moderni».  Che cosa intende dire esattamente Padre Tyn con questi appellativi? Occorre fare attenzione, perché c’è il rischio dell’equivoco, che intendo appunto dissipare in questo articolo.
Se qualcuno interpretasse questo linguaggio di Padre Tomas come se  fosse un segno di arretratezza o conservatorismo, sbaglierebbe di grosso e dimostrerebbe di fraintenderlo gravemente. Se infatti osserviamo attentante, nel contesto tyniano, a chi precisamente Tyn si riferisce, vedremo facilmente che gli Antichi sono i massimi filosofi greci, Socrate, Platone ed Aristotele, mentre i Moderni si assommano in quella che i discepoli di Cartesio hanno chiamato con tanta sicumera, insistenza e purtroppo capacità persuasiva «filosofia moderna» il sistema del loro maestro, sicchè sono riusciti ad imporre questa denominazione agli stessi storici della filosofia, spesso cartesiani essi stessi, sicchè oggi come oggi anche storici non cartesiani chiamano «filosofia moderna» il cartesianismo.
 
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La Scuola di Atene. Affresco di Raffaello Sanzio, databile al 1509-1511. E' situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro "Stanze Vaticane", poste all'interno dei Palazzi Apostolici.
(immagine da internet)

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