20 aprile, 2026

Maritain e Bontadini. Un confronto fra due maestri - Parte Seconda (2/7)

 

Maritain e Bontadini

Un confronto fra due maestri

Parte Seconda (2/7)

 

Il confronto con l’idealismo

 

Schiaccerai leoni e draghi

Sal 91,13

Tanto Maritain quanto Bontadini si sono confrontati col pensiero moderno nella volontà di valutarlo alla luce della ragione e della fede, per assumere il buono e respingere il cattivo ed in ciò hanno precorso il programma teologico proposto dal Concilio Vaticano II, che ha ribadito la necessità di prender come maestro, degno rappresentante di Cristo Maestro, San Tommaso.

Tuttavia bisogna notare che mentre Maritain seppe fornirsi saggiamente di un buon criterio di valutazione imparando da Tommaso e dalla sua scuola (la «filosofia scolastica» raccomandata dai Pontefici) fino a suoi giorni, stupisce come un Bontadini, pur formato in un’Università Cattolica e in seguito docente in essa, abbia di gran lunga preferito il dialogo con gli idealisti che non con i tomisti, impelagandosi in molti problemi, che avrebbe potuto facilmente risolvere, se avesse ascoltato i tomisti, come il suo stesso maestro Masnovo.

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Fra i grandi nemici della verità cristiana il Concilio nomina l’ateismo, il fenomenismo, il secolarismo, lo scientismo, l’antropocentrismo, l’individualismo, il liberalismo. Ma non nomina l’idealismo e la dottrina teologica che ne consegue, cioè il panteismo. Questo era già stato condannato dal Beato Pio IX nell’800, quello era stato condannato da Pio XII nell’enciclica Humani Generis del 1950, condanna ribadita anche da Papa Francesco assieme allo gnosticismo, stretto parente dell’idealismo. È interessante come Leone XIV abbia ribadito la condanna dello gnosticismo nel suo recente viaggio in Africa.

Che cosa intende Pio XII per «idealismo» in quanto errore da respingere? I filosofi cattolici lo avevano già mostrato con chiarezza. Essi hanno chiarito sulla base delle dichiarazioni degli stessi idealisti, l’assioma, la formula fondamentale e l’essenza dell’idealismo nell’affermazione dell’identità del pensiero con l’essere. Dobbiamo quindi pensare che Pio XII intenda per «idealismo» quanto dai suddetti teologi era stato chiarito. Esiste infatti in significato corrente del termine «idealismo», che non ha nulla di spregevole, in quanto significa amore per l’ideale. Non è certo questo l’idealismo condannato da Pio XII, ma è quello che in filosofia si chiama idealismo trascendentale o idealismo tedesco.

La condanna di Pio XII non colpisce neppure l’idealismo platonico, forma nobilissima di pensare adottata da Sant’Agostino, il quale, non conoscendo Aristotele, affermò che solo i platonici erano i veri filosofi. Perché questa ammirazione per Platone? Perché Agostino seppe vedere nelle idee platoniche niente meno che le stesse idee divine che sono i modelli e gli esemplari delle cose create, luci della mente, princìpi della conoscenza e della verità e regole supreme della condotta umana.  


Immagine da Internet: Statua di Amleto, nei Giardini Bancroft, Regno Unito

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