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22 luglio, 2026

La Messa valida e la Messa lecita

 

La Messa valida e la Messa lecita

 

La perenne questione del farisaismo

Ai tempi di Cristo lo spettacolo del fariseo che prega in piedi alla vista di tutti suscitava l’ammirazione della gente. Oggi il vedere un prete che dice la Messa interessa il 5% della popolazione. Ma il farisaismo, se con questo termine intendiamo l’arte di farsi ammirare basata sulla finzione, è oggi più che mai fiorente, miete un enorme successo, ed ha diverse forme. Esse sono fondamentalmente due: il lefevrismo e il modernismo. 

Restando nel campo della liturgia, il modernista suscita ammirazione per le stranezze e l’originalità delle sue invenzioni; il lefevriano suscita ammirazione per l’esecuzione esattissima delle rubriche della Messa di San Pio V, da lui considerata la «Messa di sempre» nel senso che la Messa nata dalla riforma promossa dal Concilio Vaticano II non è più la Messa di sempre, ma una Messa mutata, falsata e corrotta dal luteranesimo.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-messa-valida-e-la-messa-lecita.html 


Il cammino della Chiesa nella storia è simile ad una scolaresca che sta facendo sotto la guida della maestra una gita in un sentiero di montagna non privo di pericoli. 

Come sempre accade, c’è il grosso della scolaresca che cammina tranquillo, normalmente. Ma ci sono due gruppetti di ragazzi, uno che và troppo avanti col rischio di precipitare per la scarpata, e un altro che si ferma a parlottare, per cui resta indietro.

Immagine da Internet

 

09 luglio, 2026

Mons. Pozzo a proposito delle ordinazioni lefevriane.

 

Mons. Pozzo a proposito delle ordinazioni lefevriane.

 

Presento una intervista a Mons. Pozzo, ex segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, per il dialogo con i lefevriani, pubblicata da La Nuova Bussola Quotidiana il 7 luglio scorso, Mons. Pozzo: nel 2018 fu la Fraternità a rifiutare l’accordo, di Stefano Chiappalone.

Riporto alcuni brani tratti da questa intervista:

https://lanuovabq.it/it/mons-pozzo-nel-2018-fu-la-fraternita-a-rifiutare-laccordo?

In essa il lettore potrà trovare utili chiarimenti circa questa drammatica vicenda, che impegna noi tutti cattolici a cercare più che mai la concordia tra di noi nella comunione al Vicario di Cristo.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/mons-pozzo-proposito-delle-ordinazioni.html


  

La comunione con il Romano Pontefice è la condizione assolutamente necessaria per essere membro della Chiesa cattolica. Ciò vale a maggior ragione per il sacerdozio cattolico.

 

Immagine da Internet: Mons. Guido Pozzo

04 luglio, 2026

Osservazioni alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Osservazioni

alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Credo di fare cosa utile ai lettori commentare alcuni passi di questa lettera di Don Pagliarani per mostrare ciò che può essere accettabile e ciò che può essere respinto.

Assumo pertanto soltanto alcune sue proposizioni, che ritengo che abbiano bisogno di tale discernimento.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/osservazioni-alla-lettera-del-3-luglio.html


 

 
 
 
 

02 luglio, 2026

Un mio commento al provvedimento del DDF nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Un mio commento al provvedimento del DDF

nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Il Card. Fernandez, nel Decreto e nella Nota esplicativa in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.

Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-mio-commento-al-provvedimento-del.html

 


La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

01 luglio, 2026

Il mio commento alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Il mio commento

alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Credo di far piacere ai miei lettori presentare un mio commento a questa lettera di Don Pagliarani al Papa, del 30 giugno scorso[1]. Toccherò solamente alcuni punti, riferendomi a singole affermazioni di Don Pagliarani.


Dice Don Pagliarani:

“Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico.” ... 

Se in tutto ciò Pagliarani ha ragione, con ciò non intendo assolutamente giustificare gli argomenti di questa lettera nei confronti del Papa.

Anzi dobbiamo ricordare il severo avvertimento del Santo Padre:

“lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” ...

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mio-commento-alla-risposta-di-don.html




Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/29/pietro-e-paolo.html

30 giugno, 2026

Un commento alle parole accorate del Santo Padre a Don Pagliarani

 

Un commento alle parole* accorate del Santo Padre

a Don Pagliarani 

 

Il Santo Padre, appena due giorni prima delle progettate ordinazioni episcopali della Fraternità San Pio X, ha avuto il cuore di padre di esortare fermamente i lefevriani:

“vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!”.

 

A così breve distanza di tempo è possibile sperare un simile gesto di umiltà e di obbedienza? Evidentemente il Papa ha questa speranza. Egli sa che lo Spirito Santo può cambiare i cuori. Ma questi fratelli ascolteranno la voce dello Spirito Santo? Non lo sappiamo. Non sappiamo che cosa succederà domani.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-commento-alle-parole-accorate-del.html

Lettera del Santo Padre al Rev.do Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X - Dal Vaticano, 29 giugno 2026 Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260629-lettera-fraternita-sanpiox.html


 
 
 
 
Da: Santi Pietro e Paolo, apostoli – Santa Messa con la benedizione e l’imposizione dei Palli ai nuovi Arcivescovi Metropoliti
 
 

26 giugno, 2026

De Mattei interviene sulla questione delle prossime ordinazioni lefevriane

 

De Mattei interviene

sulla questione delle prossime ordinazioni lefevriane

 

Il Prof. De Mattei ha espresso di recente nel suo sito un parere circa le prossime consacrazioni episcopali programmate dalla Fraternità San Pio X.

Io ho pensato di commentare per punti questo interessante intervento dal titolo “Di fronte alle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026”.

Ho diviso il testo per punti, a ciascuno dei quali presento le mie osservazioni.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/de-mattei-interviene-sulla-questione.html


Padre Giovanni Cavalcoli

25 giugno 2026

 

 
 

21 maggio, 2026

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci in relazione a due suoi articoli sulla questione dei Lefevriani

 

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci

in relazione a due suoi articoli

 sulla questione dei Lefevriani 

 

Caro Marcarucci, ho molto apprezzato il suo sforzo di comprendere con animo benevolo e critico il dramma che come cattolici stiamo vivendo nell’imminenza della progettata ordinazione dei Vescovi lefevriani.

Avrei però da fare alcune osservazioni.

Innanzitutto non concordo sul giudizio positivo che lei dà circa la critica fatta da Mons. Lefebvre alle nuove dottrine del Concilio.

Per quanto riguarda infatti la Tradizione non è il Concilio che si sia allontanato dalla Tradizione, ma è Lefebvre, che, come gli rimproverò San Paolo VI, cadde in un falso concetto di tradizione.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lettera-aperta-amerigo-mascarucci-in.html

 

Fontanellato, 20 maggio 2026

 


Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.

Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa. 

 
Immagine da Internet: Madonna in trono con il Bambino, Spoleto 

20 maggio, 2026

Nota valutativa della Dichiarazione di fede di Don Pagliarani rivolta a Papa Leone XIV

 

Nota valutativa della Dichiarazione di fede

di Don Pagliarani

rivolta a Papa Leone XIV

 

Questa Dichiarazione di fede contiene certamente molte verità di fede della Tradizione, così come esse erano intese all’epoca di Pio XII, per cui la Dichiarazione non tiene conto degli sviluppi e degli approfondimenti apportati dal Concilio Vaticano II.

Anzi troviamo nelle parole di Don Pagliarani una accusa fatta al Magistero postconciliare di avere deviato dalle verità della Tradizione, seguendo supposti errori del Concilio Vaticano II. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nota-valutativa-della-dichiarazione-di.html


La qualifica di “cattolico” non può essere soltanto una etichetta, ma è il vanto nobilissimo di quel cristiano che si pone in comunione col Pastore Universale della Chiesa. 
 
 
 
 
Immagine da Internet:
 

26 marzo, 2026

La questione del valore dell’episcopato

 

La questione del valore dell’episcopato

 

Penso di fare cosa gradita ai Lettori, pubblicare la mia conferenza Episcopato e angeli: quale relazione?, che tenni nel 2012 ad un Convegno teologico organizzato da Don Marcello Stanzioni, noto esperto di angelologia.

Questa conferenza può aiutarci a comprendere che l’iniziativa dei Lefevriani di ordinare nuovi Vescovi da una parte denota in loro l’apprezzamento di quello che è il potere del Vescovo nell’ordine della grazia per la salvezza delle anime. Quindi viene alla luce in modo particolare quella che è la dignità del carisma episcopale. Però, detto questo, i Lefevriani dimostrano di non sapere apprezzare quella che è la giurisdizione del Vescovo. 

...

Il dono gerarchico

          Come dice il Concilio Vaticano II, lo Spirito Santo provvede la Chiesa di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cf Ef 4,11-12; I Cor 12,4; Gal 5,22) (LG, 4). Si tratta qui, come insegna San Paolo, di doni di servizio o ministeri, ossia doni finalizzati al bene del prossimo e all’edificazione della Chiesa (I Cor 12). Tra tutti i doni dello Spirito, come sempre insegna l’Apostolo, il più grande è il dono santificante della carità (c.13). ...

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-questione-del-valore-dellepiscopato.html

 

L’angelo, per la Scrittura, è un’entità personale, dotata di intelletto e volontà, in grado di intendere i misteri divini, i pensieri e l’agire dell’uomo e i segreti dell’universo. Questo è tanto vero che alcuni angeli nella Scrittura sono chiamati con un loro nome proprio, come Michele, Gabriele e Raffaele. 

Dalla Bibbia risulta altresì che gli angeli, oltre a costituire la corte celeste attorno al trono di Dio, sono radunati in schiere (shèbaoth) alle dipendenze di Dio, sicchè Dio è il Dio delle schiere, espressione spesso tradotta con Dio degli eserciti,

Come osserva l’Aquinate (q.109, a.1), non solo la città celeste ma anche quella infernale è soggetta al governo divino. Mentre la prima è il regno della beatitudine e il trionfo della misericordia, nella seconda si attua la giustizia punitrice, benchè anche lì non manchi la misericordia.

Secondo l’Apocalisse il Vescovo è l’angelo della propria Chiesa. Per questo Giovanni all’inizio dell’Apocalisse invia pace e grazia alle sette Chiese di Asia da parte di Cristo e dei “sette spiriti che stanno davanti al trono di Dio”. Ciò non vuol dire che il trono divino sia circondato solo da sette spiriti, ma con ogni probabilità quei sette spiriti sono gli angeli protettori delle sette chiese e in particolare sono gli angeli guida o protettori dei rispettivi sette vescovi, i quali pure sono detti “angeli” della loro Chiesa.

Il pericolo o l’equivoco di oggi è quello di una concezione troppo umana e secolaristica del vescovo, la cui autorità gerarchica rischia di svilirsi ed appiattirsi in un falso egualitarismo. 

Immagini da Internet:
- San Michele Arcangelo, di Guido Reni
- San Carlo Borromeo, del Guercino