La questione del valore dell’episcopato
Penso di fare
cosa gradita ai Lettori, pubblicare la mia conferenza Episcopato e
angeli: quale relazione?, che tenni nel 2012 ad un Convegno teologico organizzato da Don Marcello
Stanzioni, noto esperto di angelologia.
Questa
conferenza può aiutarci a comprendere che l’iniziativa dei Lefevriani di
ordinare nuovi Vescovi da una parte denota in loro l’apprezzamento di quello
che è il potere del Vescovo nell’ordine della grazia per la salvezza delle
anime. Quindi viene alla luce in modo particolare quella che è la dignità del
carisma episcopale. Però, detto questo, i Lefevriani dimostrano di non sapere
apprezzare quella che è la giurisdizione del Vescovo.
...
Il dono
gerarchico
Come
dice il Concilio Vaticano II, lo Spirito Santo provvede la Chiesa di diversi
doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi
frutti (cf Ef 4,11-12; I Cor 12,4; Gal 5,22) (LG, 4). Si tratta qui, come
insegna San Paolo, di doni di servizio
o ministeri, ossia doni finalizzati
al bene del prossimo e all’edificazione della Chiesa (I Cor 12). Tra tutti i
doni dello Spirito, come sempre insegna l’Apostolo, il più grande è il dono
santificante della carità (c.13). ...
Continua a leggere:
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-questione-del-valore-dellepiscopato.html

L’angelo, per la Scrittura, è un’entità
personale, dotata di intelletto e volontà, in grado di intendere i misteri
divini, i pensieri e l’agire dell’uomo e i segreti dell’universo. Questo è
tanto vero che alcuni angeli nella Scrittura sono chiamati con un loro nome
proprio, come Michele, Gabriele e Raffaele.
Dalla Bibbia risulta altresì che gli
angeli, oltre a costituire la corte celeste attorno al trono di Dio, sono
radunati in schiere (shèbaoth) alle
dipendenze di Dio, sicchè Dio è il Dio delle schiere, espressione spesso
tradotta con Dio degli eserciti,
Come osserva l’Aquinate (q.109, a.1),
non solo la città celeste ma anche quella infernale è soggetta al governo
divino. Mentre la prima è il regno della beatitudine e il trionfo della
misericordia, nella seconda si attua la giustizia punitrice, benchè anche lì
non manchi la misericordia.
Secondo l’Apocalisse il Vescovo è
l’angelo della propria Chiesa. Per questo Giovanni all’inizio dell’Apocalisse
invia pace e grazia alle sette Chiese di Asia da parte di Cristo e dei “sette
spiriti che stanno davanti al trono di Dio”. Ciò non vuol dire che il trono
divino sia circondato solo da sette spiriti, ma con ogni probabilità quei sette
spiriti sono gli angeli protettori delle sette chiese e in particolare sono gli
angeli guida o protettori dei rispettivi sette vescovi, i quali pure sono detti
“angeli” della loro Chiesa.
Il pericolo o l’equivoco di oggi è quello di una
concezione troppo umana e secolaristica del vescovo, la cui autorità gerarchica
rischia di svilirsi ed appiattirsi in un falso egualitarismo.
Immagini da Internet:
- San Michele Arcangelo, di Guido Reni
- San Carlo Borromeo, del Guercino