26 marzo, 2026

La questione del valore dell’episcopato

 

La questione del valore dell’episcopato

 

Penso di fare cosa gradita ai Lettori, pubblicare la mia conferenza Episcopato e angeli: quale relazione?, che tenni nel 2012 ad un Convegno teologico organizzato da Don Marcello Stanzioni, noto esperto di angelologia.

Questa conferenza può aiutarci a comprendere che l’iniziativa dei Lefevriani di ordinare nuovi Vescovi da una parte denota in loro l’apprezzamento di quello che è il potere del Vescovo nell’ordine della grazia per la salvezza delle anime. Quindi viene alla luce in modo particolare quella che è la dignità del carisma episcopale. Però, detto questo, i Lefevriani dimostrano di non sapere apprezzare quella che è la giurisdizione del Vescovo. 

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Il dono gerarchico

          Come dice il Concilio Vaticano II, lo Spirito Santo provvede la Chiesa di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cf Ef 4,11-12; I Cor 12,4; Gal 5,22) (LG, 4). Si tratta qui, come insegna San Paolo, di doni di servizio o ministeri, ossia doni finalizzati al bene del prossimo e all’edificazione della Chiesa (I Cor 12). Tra tutti i doni dello Spirito, come sempre insegna l’Apostolo, il più grande è il dono santificante della carità (c.13). ...

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L’angelo, per la Scrittura, è un’entità personale, dotata di intelletto e volontà, in grado di intendere i misteri divini, i pensieri e l’agire dell’uomo e i segreti dell’universo. Questo è tanto vero che alcuni angeli nella Scrittura sono chiamati con un loro nome proprio, come Michele, Gabriele e Raffaele. 

Dalla Bibbia risulta altresì che gli angeli, oltre a costituire la corte celeste attorno al trono di Dio, sono radunati in schiere (shèbaoth) alle dipendenze di Dio, sicchè Dio è il Dio delle schiere, espressione spesso tradotta con Dio degli eserciti,

Come osserva l’Aquinate (q.109, a.1), non solo la città celeste ma anche quella infernale è soggetta al governo divino. Mentre la prima è il regno della beatitudine e il trionfo della misericordia, nella seconda si attua la giustizia punitrice, benchè anche lì non manchi la misericordia.

Secondo l’Apocalisse il Vescovo è l’angelo della propria Chiesa. Per questo Giovanni all’inizio dell’Apocalisse invia pace e grazia alle sette Chiese di Asia da parte di Cristo e dei “sette spiriti che stanno davanti al trono di Dio”. Ciò non vuol dire che il trono divino sia circondato solo da sette spiriti, ma con ogni probabilità quei sette spiriti sono gli angeli protettori delle sette chiese e in particolare sono gli angeli guida o protettori dei rispettivi sette vescovi, i quali pure sono detti “angeli” della loro Chiesa.

Il pericolo o l’equivoco di oggi è quello di una concezione troppo umana e secolaristica del vescovo, la cui autorità gerarchica rischia di svilirsi ed appiattirsi in un falso egualitarismo. 

Immagini da Internet:
- San Michele Arcangelo, di Guido Reni
- San Carlo Borromeo, del Guercino 

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