La predicazione ecclesiale oggi - Seconda Parte (2/2)

 

La predicazione ecclesiale oggi

Seconda Parte (2/2)

 

Argomenti circa i quali attendiamo la parola del Papa

Faccio un elenco di domande o di argomenti circa i quali i comuni fedeli attendono da lui e solo da lui una risposta.

La fede è una conoscenza di cose vere, è assenso intellettuale ad un insieme di proposizioni o nozioni vere, è assenso a contenuti intellegibili astratti o è un incontro concreto, affettivo e personale con Cristo?

Le nozioni dogmatiche mutano o mantengono sempre il loro significato, pur facendoci conoscere sempre meglio la stessa verità rivelata? Il Papa può sbagliare o no quando insegna alla Chiesa in materia di fede come successore di Pietro, anche se non proclama un nuovo dogma?

Il mistero divino è tenebra totale o è luce del nostro intelletto illuminato alla Parola di Dio interpretata nei dogmi della Chiesa? Nell’esperienza mistica si usano i concetti o si escludono? Si può avere un’esperienza di Dio senza concetti? Possiamo avere un’esperienza della grazia? Dobbiamo pensare Dio nell’orizzonte dell’essere oppure in quello del bene? Dio è semplicemente l’essere o è l’ente supremo? In che cosa consiste la visione beatifica?  Esiste solo Dio o il mondo è fuori di Dio? Dire che Dio è tutto equivale a dire che tutto è Dio? Le parole di Es 3,14 significano semplicemente «Io sono» o vogliono dire «Io-sono-per-voi»?

Dio è immutabile e impassibile oppure muta, diviene e soffre? Esiste al di sopra della storia o esiste nella storia? Si è incarnato per sua natura o per sua libera scelta? Ha bisogno di diventare uomo per essere Dio o è Dio anche senza l’uomo?

La misericordia divina è un attributo della natura divina o dell’operare di Dio a favore dell’uomo? Dio incarnandosi si fa storia o resta comunque al di sopra della storia? Diventa uomo, un puro uomo o resta comunque trascendente rispetto all’uomo? La natura divina si muta nella natura umana o restano distinte? La Santissima Trinità opera nel mondo per sua essenza o per un atto di libera volontà?

Dio ha creato il mondo per sua essenza o per un libero atto di volontà? Il mondo è creato o prodotto interamente da Dio dal nulla o è l’apparizione di Dio? È contradditorio, come afferma Severino, ammettere una creazione dal nulla? Il mondo proviene semplicemente da Dio o proviene dal nulla per opera di Dio?

Come mettere d’accordo in Dio la giustizia con la misericordia?  La giustizia divina coincide con la sua misericordia? È vero o non è vero che Dio premia per le buone opere? È vero che Dio non castiga nessuno? È vero che la certezza di salvarci è una verità di fede?  Che differenza c’è tra la giustizia umana e la giustizia divina? Quando Dio ci giustifica copre solo i nostri peccati o li cancella? Possiamo sapere se siamo in grazia di Dio e se sì, come lo sappiamo? Come mettere d’accordo la confidenza in Dio col timor di Dio? Sappiamo vedere la sua bontà quando ci prova e castiga? Dio manda solo le gioie o anche le sofferenze?

La natura non ci è solo madre, ma anche matrigna: come mai? È falso dire che una calamità naturale è un castigo divino?  La Bibbia ci spiega il perché e l’origine del male o ci lascia nell’ignoranza? Il diavolo è una persona o è il simbolo del male? È falso dire che Dio in questa vita castiga i nostri peccati? Dio perdona tutti o solo quelli che si pentono? Ha misericordia per tutti o qualcuno li castiga? Salva tutti o solo gli eletti?  Esistono nell’inferno dei dannati sì o no? Esiste la predestinazione? Se esiste, che cos’è?

La persona umana è o non è una sostanza composta di anima spirituale e corpo, dotata della facoltà di intendere e di volere, ragione, intelletto, immaginazione, emozioni e sensi, fino alla vita vegetativa e al moto fisico, che le consentono di entrare, se vuole e se può, in relazione con se stessa, con Dio, col prossimo e con la natura, senza per questo essere sotto ogni aspetto infinita o esaurire il suo essere nell’autocoscienza o in una semplice relazione all’altro?

Noi abbiamo la libertà di manipolare come vogliamo la nostra natura materiale essendo essa indefinitamente plasmabile e senza strutture fisse, oppure essa ha da Dio certe inclinazioni ed è governata da certe leggi da Lui poste in essa, solo rispettando le quali noi possiamo determinare a nostro piacimento con l’arte e col lavoro ciò che la natura lascia di indeterminato?

È vero quello che dice Enzo Bianchi che il cristianesimo non sa dare una risposta all’origine e al perché del male? Che cosa è il male? Che differenza c’è tra il male di colpa e il male di pena? Tra la malizia e la fragilità? Che differenza c’è tra il masochismo e l’amore cristiano per la sofferenza? Il sacrificio è autolesionismo o atto salutare?

Il peccato originale è stato un atto di disobbedienza a Dio compiuto sotto istigazione del demonio da una coppia umana realmente esistita, dalla quale ha origine l’intera umanità, sicchè se vi sono altri esseri umani in altri pianeti, anche loro traggono origine da questa coppia, un atto la cui colpa si trasmette per generazione a tutta l’umanità, causando in lei uno stato di miseria e una tendenza a peccare, oppure questo peccato rappresenta la misteriosa tendenza al male che c’è in ciascuno di noi, provenienti non da un’unica coppia ma da più coppie sorte indipendentemente le une dalle altre nel corso dell’evoluzione?

Che rapporto c’è tra la grazia e il libero arbitrio? La coscienza è la regola della verità o è soggetta alla verità? Noi siamo padroni dei nostri atti o è Dio che muove la nostra volontà? Decidiamo noi del nostro destino o lo decide Dio? Che cosa è la predestinazione? La salvezza si ottiene osservando i comandamenti o solo per grazia? Possiamo meritare davanti a Dio? Siamo perdonati dai peccati sempre e comunque o solo se ci pentiamo? Le buone opere possono meritare un aumento della grazia o sono solo l’effetto della grazia? Possiamo meritare la salvezza o essa è solo un dono gratuito di Dio? Entriamo nel regno di Dio gratuitamente o solo pagando un certo prezzo? È con la croce quotidiana che in Cristo ci sdebitiamo davanti al Padre?

Se Cristo è il prezzo del nostro riscatto, che bisogno c’è che noi paghiamo un prezzo? Che cosa possiamo aggiungere a quello che fa fatto Cristo? Se il suo sacrificio è sufficiente, che bisogno c’è di aggiungere il sacrificio della Messa? O forse Cristo non ci ha salvato pagando un prezzo, ma semplicemente come esempio di martire? È vero o non è vero che la morte di Cristo è stata voluta solo dai suoi uccisori e non dal Padre? Il Padre ha esigito sì o no un compenso per l’offesa del peccato? Cristo ha soddisfatto al Padre al nostro posto oppure ognuno di noi deve assumersi la propria responsabilità e deve fare la sua parte?

La Chiesa è un solo ovile sotto un solo pastore o è una federazione di ovili ciascuno col proprio pastore? Il cristianesimo ha il primato di eccellenza sulle altre religioni o le religioni costituiscono semplicemente una collettività di vie diverse che tutte conducono a Dio? Il Dio dei cristiani è lo stesso Dio degli ebrei e dei musulmani?

Che differenza c’è tra l’evangelizzazione e il proselitismo? L’apologetica vale ancora o è un metodo superato? L’ascetica deve preparare la mistica o ci può essere una mistica senza ascetica?

L’ecumenismo consiste solo nella gioia di stare assieme ammirando le diversità reciproche o richiede ai cattolici uno sforzo metodico crocifiggente, un lavoro assiduo e delicato, di immensa carità, pazienza e prudenza per condurre progressivamente i fratelli separati alla piena comunione con la Chiesa Romana? È la Chiesa ad essere divisa o sono i non cattolici ad essersi separati dalla Chiesa?  È possibile correggere gli eretici?

L’omosessuale ha solo un orientamento diverso oppure un orientamento contrario alla natura e ai fini della sessualità? Nei riguardi delle coppie omosessuali è bene limitarsi a riconoscere il positivo e a benedirlo o non bisognerà trovare una pastorale che li aiuti efficacemente a liberarsi dal loro peccato?

Il Papa deve continuare a tacere circa le profanazioni e i sacrilegi commessi dai modernisti nella celebrazione di Messe invalide, occasionate da idee eretiche circa sacrificio di Cristo, l’eucaristia e il sacerdozio, o è meglio che chiarisca e corregga?

La guerra nella vita presente è inevitabile oppure con la buona volontà si può evitare?   Può esistere un motivo ragionevole per muover guerra? Dio può volere che un popolo si difenda od ottenga giustizia da un altro popolo con l’uso delle armi? Che differenza c’è tra la guerra atomica e quella con le armi da fuoco?

Tra gli immigrati islamici non sarà bene distinguere quelli che vengono per una reale necessità di sopravvivenza da quelli che espressamente affermano di voler conquistare con la forza l’Europa all’Islam?

Ci sono infine alcuni temi biblici che oggi i Pastori sistematicamente trascurano per un eccessivo timore di contrariare i protestanti o di favorire i visionari catastrofici: le parabole dei talenti, degli operai a giornata, della perla preziosa e dei vignaioli perfidi, le parole di Cristo relative al castigo infernale, la tematica concernente la fine del mondo e il giudizio universale, la figura dell’anticristo, i flagelli dell’Apocalisse, la battaglia finale di Cristo contro le potenze del male, la condizione dell’uomo e della donna nella futura risurrezione.

 

Conclusione

Mai come oggi la Chiesa ha avuto a disposizione strumenti di comunicazione e di informazione tanto numerosi ed efficaci quanto oggi, tanta quantità di conoscenze in tutte le scienze, compresa la filosofia e la teologia, mai tanto quanto oggi la Chiesa è giunta a conoscere l’indole, i pregi e difetti dei vari popoli, culture e religioni dell’umanità, mai quanto oggi lo Spirito Santo l’ha arricchita di doni di santità e di sapienza.

Cristo e lo Spirito la conservano e la difendono nella sua missione essenziale e nei mezzi essenziali dei quali la hanno dotata per il compimento della sua missione, mezzi, modalità e metodi che ho brevemente esposto in questo articolo alla luce del Vangelo e dei suoi insegnamenti, dai quali oggi la Chiesa ha ricavato quelli del Concilio Vaticano II. Ciò che ho voluto dire in questo articolo è sostanzialmente ciò che segue.

Bisogna che il Papa riprenda il suo ruolo insostituibile di guida suprema della Chiesa nel campo della dottrina della fede, indicandoci quando siamo nel vero e quando sbagliamo, come dobbiamo migliorare e come ci dobbiamo correggere.

Se questa suprema guida scende troppo al livello magisteriale del comune fedele, del catechista o del parroco, non fa apparire la specificità insostituibile ed unica nel suo servizio apostolico e non pratica quel magistero unico, supremo ed infallibile che Cristo ha conferito solo a lui come guida della Chiesa e maestro universale della fede per diffondere il Vangelo nel mondo vincendo ovunque e sempre il potere delle tenebre.

Il Papa in quanto tale per volontà di Cristo deve indicare le mete più importanti della Chiesa del proprio tempo, deve far sentire la sua voce nelle questioni più gravi, più difficili da risolvere, deve svelare e correggere gli errori più gravi, diffusi  e insidiosi  e lasciare ai Vescovi, ai parroci, agli educatori, ai missionari  e ai comuni fedeli l’esposizione della dottrina comune catechistica già nota e la trattazione delle questioni dottrinali e morali di minore importanza, di facile soluzione  e di limitata diffusione.

Non è necessario che parli tutti giorni. I viaggi apostolici vanno bene, ma è meglio limitarli. Gli attuali mezzi di comunicazione permettono al Papa di parlare a tutto il mondo restando a Roma. L’uso delle encicliche va mantenuto, ma occorre che siano più brevi ed incisive.

Riprenda l’uso dei Papi del preconcilio: documenti brevi, che toccano temi e problemi della massima importanza, che nessun altro nella Chiesa è qualificato a trattare e capace di risolvere. Deve raccomandare i più grandi maestri della fede e mettere in guardia nei confronti degli eretici. Questo vuol dire svolgere il ruolo di Pietro secondo quanto Cristo gli ha comandato: «confirma fratres tuos».

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 6 ottobre 2026

Mai come oggi la Chiesa ha avuto a disposizione strumenti di comunicazione e di informazione tanto numerosi ed efficaci quanto oggi, tanta quantità di conoscenze in tutte le scienze, compresa la filosofia e la teologia, mai tanto quanto oggi la Chiesa è giunta a conoscere l’indole, i pregi e difetti dei vari popoli, culture e religioni dell’umanità, mai quanto oggi lo Spirito Santo l’ha arricchita di doni di santità e di sapienza. 

Cristo e lo Spirito la conservano e la difendono nella sua missione essenziale e nei mezzi essenziali dei quali la hanno dotata per il compimento della sua missione, mezzi, modalità e metodi che ho brevemente esposto in questo articolo alla luce del Vangelo e dei suoi insegnamenti, dai quali oggi la Chiesa ha ricavato quelli del Concilio Vaticano II. Ciò che ho voluto dire in questo articolo è sostanzialmente ciò che segue.

Bisogna che il Papa riprenda il suo ruolo insostituibile di guida suprema della Chiesa nel campo della dottrina della fede, indicandoci quando siamo nel vero e quando sbagliamo, come dobbiamo migliorare e come ci dobbiamo correggere.

Il Papa in quanto tale per volontà di Cristo deve indicare le mete più importanti della Chiesa del proprio tempo, deve far sentire la sua voce nelle questioni più gravi, più difficili da risolvere, deve svelare e correggere gli errori più gravi, diffusi  e insidiosi  e lasciare ai Vescovi, ai parroci, agli educatori, ai missionari  e ai comuni fedeli l’esposizione della dottrina comune catechistica già nota e la trattazione delle questioni dottrinali e morali di minore importanza, di facile soluzione  e di limitata diffusione.

Immagine da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/10/11/angelus.html - 

1 commento:

  1. Caro Padre Giovanni,
    breve ma chiarissima, rispettosa e coraggiosa invito al Papa a riprendere la sua insostituibile missione nella Chiesa: "conferma i tuoi fratelli".
    Si spera che questo "seme" possa cadere su un buon terreno.

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