Santa Caterina da Siena e Meister Eckhart
L’apprezzamento dell’essere divino
Seconda Parte (1/3)
Nel parlare di Dio occorre sapere come esprimerci
L’aiuto che ci dà la Chiesa nella conoscenza di Dio e nella trasmissione di questa conoscenza non riguarda solo i contenuti da trasmettere, ossia le verità di fede, ma anche il linguaggio, ossia il modo di esprimerci. Difatti nella Sacra Scrittura non siamo soltanto istruiti sui misteri divini, ma ci viene insegnato anche come parlarne.
Infatti un linguaggio equivoco, ambiguo, inappropriato, dal doppio senso, anche se nell’intenzione di chi lo usa non c’è malizia nè volontà d’inganno, ed anche se possiede contenuti validi, provoca l’errore e il fraintendimento e indirizza la mente su di una via sbagliata: non la avvicina a Dio, ma la allontana; non promuove la virtù né combatte il vizio, ma lo favorisce. Non occorre che sia sempre un linguaggio preciso ed univoco; può essere anche vago, impreciso o metaforico, dato che, trattandosi di misteri divini, se già non è facile concepirli, parimenti non è facile sapere come dobbiamo parlarne e quali termini usare.
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Una differenza fra la mistica cateriniana e quella eckhartiana è data dal fatto che mentre la mistica cateriniana è pienamente cristiana, in quanto mistica dell’Incarnazione, la mistica eckhartiana è certo fortemente teologica, ma sembra supporre una cristologia non calcedonese delle due nature, ma una cristologia monofisita e docetista dell’umanità apparente, nella quale l’umanità si annulla, sparisce e si dissolve nel divino.
In tal modo la mistica eckhartiana assomiglia più a una mistica buddista che non a quella cristiana, e ciò è stato fatto notare da Raimundo Panikkar nel suo interessante raffronto fra la mistica cristiana e quella buddista, salvo poi che non si verifichi il ribaltamento della situazione. Se infatti l’uomo è l’apparire di Dio, e se è vero che l’apparire è l’apparire di ciò che appare, ne viene allora che l’essere uomo coincide con l’essere stesso di Dio, così come l’apparire di una cosa è la stessa cosa che appare.

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