01 luglio, 2026

Il mio commento alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Il mio commento

alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Credo di far piacere ai miei lettori presentare un mio commento a questa lettera di Don Pagliarani al Papa, del 30 giugno scorso[1]. Toccherò solamente alcuni punti, riferendomi a singole affermazioni di Don Pagliarani.


Dice Don Pagliarani:

“Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico.” ... 

Se in tutto ciò Pagliarani ha ragione, con ciò non intendo assolutamente giustificare gli argomenti di questa lettera nei confronti del Papa.

Anzi dobbiamo ricordare il severo avvertimento del Santo Padre:

“lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” ...

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mio-commento-alla-risposta-di-don.html




Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/29/pietro-e-paolo.html

L'essere nel pensiero di Giovanni di San Tommaso - P. Tomas Tyn - Quarta Parte (4/4)

 

L'essere nel pensiero

di Giovanni di San Tommaso

Padre Tomas Tyn

Quarta Parte (4/4)

 

 

16.                   Nell'anima umana si trova tutta la sussistenza dell'uomo, ma non totalmente spiegata e sviluppata

Si vero in corpore non admittimus partialem subsistentiam, et tamen anima subsistit separata, necessario dicendum est totam subsistentiam hominis dari in anima: sed non totaliter explicari in anima, sed in communicatione eius ad corpus.

L'anima sussiste separatamente dal corpo e nel corpo non vi è una sussistenza parziale, anzi, se vi fosse una parziale sussistenza nel corpo, non si vede come l'anima potrebbe sussistere separatamente, perché allora non vi sarebbe un granché di differenza tra essa e le forme inerenti alla materia che non sus­sistono in sé, ma solo nel composto ilemorfico, quasi condivi­dendo la sussistenza con la comparte materiale.

Per conseguenza la sussistenza, che è indivisibile, è tutta nell'anima sussistente, ma non è totalmente spiegata in essa, perché l'anima è forma del corpo, sicché il corpo entra assieme ad essa nella costituzione dell'essenza umana completa. L'anima comunica allora la sua sussistenza al corpo così che, nello stato di separazione, essa risulta sussistente, sì, ma non persona perché comunicabile al corpo, comunicabile dunque non come un universale ad un particolare (altrimenti non sarebbe individua) né come natura ad un soggetto di inesione (cosa che ripugna alla sussistenza), ma come parte formale dell'essenza alla sua comparte materiale. Nel contempo la stessa sussistenza ed esistenza che sono nell'uomo sono anche nell'anima umana. Morto l'uomo tutto l'essere di lui rimane nella sola anima, ma in quello stato non è, come gli sarebbe connaturale, comunicato al corpo. 

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