Un commento alle parole accorate del Santo Padre
a Don Pagliarani
Il Santo Padre, appena due giorni prima delle progettate ordinazioni episcopali della Fraternità San Pio X, ha avuto il cuore di padre di esortare fermamente i lefevriani[1]:
“vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!”.
A così breve distanza di tempo è possibile sperare un simile gesto di umiltà e di obbedienza? Evidentemente il Papa ha questa speranza. Egli sa che lo Spirito Santo può cambiare i cuori. Ma questi fratelli ascolteranno la voce dello Spirito Santo? Non lo sappiamo. Non sappiamo che cosa succederà domani.
In ogni caso anche domani avremo modo di capire che cosa il Signore vuole dalla sua Chiesa. La cosa che comunque domani apparirà più che mai chiara ed evidente, a prescindere dal fatto che i lefevriani facciano o non facciano queste ordinazioni, è che il Papa dovrà prendere una seria decisione, una decisione storica, nei confronti dei modernisti, decisione simile a quella che prese San Pio X al sorgere del modernismo.
Il fatto che la Fraternità sia intitolata a San Pio X non è privo di significato, perché effettivamente anche oggi esiste il problema del modernismo. Tuttavia ciò che ci addolora è che i lefevriani, se da una parte respingono certi reali errori del modernismo, dall’altra parte sono caduti nel tragico errore di credere che il Concilio Vaticano II sia infetto di modernismo. Essi quindi hanno una idea confusa e contradditoria di modernismo, che guasta la loro azione antimodernistica.
Secondo me il Papa dovrebbe dire queste cose, perché chiarendo queste cose mettiamo i lefevriani davanti alle loro responsabilità e li aiutiamo per una vera battaglia contro il modernismo.
Da sessant'anni nella Chiesa ci sono due movimenti scismatici ed anzi ereticali: quello dei passatisti e quelli dei modernisti e questi sono peggiori dei primi, perchè almeno quelli accettano gli insegnamenti dottrinali fino al 1959, ma quelli li relativizzano tutti, sicchè non se ne salva nessuno.
Bisogna che il Papa riconosca francamente che oggi i cattolici normali in comunione con lui, fedeli alla riforma conciliare, si trovano a dover convivere con fratelli che si dicono o appaiono cattolici, ma non lo sono. La carità in molti si sta raffreddando, si diffondono falsi maestri e falsi profeti, si diffondono la discordia, la vendetta, l'arroganza, il disprezzo, la malvagità, l'ipocrisia, la menzogna e la presunzione.
Occorre che i Vescovi assumano la loro responsabilità come pastori del gregge, pronti a dare la vita per il gregge, senza tirar fuori o la scusa della misericordia o la scusa della Chiesa sinodale. Basta col silenzio, con le tergiversazioni, col defilarsi, col far finta di non vedere, basta col rispetto umano, con i falsi dialogismi ed ecumenismi. Se si vergognano di Cristo, anche Cristo un giorno si vergognerà di loro.
Occorre un richiamo fermo ai lefevriani, ma uno ancor più forte ai modernisti, altrimenti si concedono ragioni ai lefevriani e si rafforzano i modernisti.
Sono belle infine le parole del Santo Padre:
“La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo.”.
In passato è esistita una apposita Commissione di dialogo con i lefevriani. Sarebbe bene ricostituirla, perché sono sicuro che essa potrebbe servire a raggiungere l’accordo.
Se da sessant’anni esistono organismi della Santa Sede per il dialogo con i non cattolici, per i con cristiani e persino per i non credenti. Perché mai non dovrebbe esistere un organismo apposito di dialogo con dei fratelli che in fin dei conti vogliono essere cattolici e si considerano cattolici?
Padre Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 30 giugno 2026
[1] LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV AL SUPERIORE GENERALE DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X
Al Reverendo Don Davide Pagliarani Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X
Dal Vaticano, 29 giugno 2026 - Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

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