De Mattei interviene
sulla questione delle prossime ordinazioni lefevriane
Il Prof. De Mattei ha espresso di recente nel suo sito un parere circa le prossime consacrazioni episcopali programmate dalla Fraternità San Pio X.
Io ho pensato di commentare per punti questo interessante intervento dal titolo “Di fronte alle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026”[1].
Ho diviso il testo per punti, a ciascuno dei quali presento le mie osservazioni.
1)
Che cosa pensare e che cosa fare di fronte alle consacrazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X a Écône per il 1° luglio …
La prima considerazione da fare è che, se ciò avverrà, ci troveremmo di fronte a una prova dolorosa non solo per il mondo della Tradizione cattolica, del quale la Fraternità San Pio X fa parte fin dalla sua fondazione, avvenuta il 1° novembre 1970 per opera di mons. Marcel Lefebvre …
Osservo che purtroppo la Fraternità San Pio X è nata sulla base di una falsa concezione della Tradizione, così come lo stesso San Paolo VI contestò a Mons. Lefebvre. E quindi dobbiamo dire con carità fraterna e con tutta franchezza che questa Fraternità è nata scismatica.
2)
Nel merito della controversia, non si può fare a meno di segnalare quello che appare come un vero e proprio paradosso. Tra le molte ragioni addotte da mons. Lefebvre nel 1988 e oggi riprese dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X per giustificare le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, quella dello stato di necessità dei fedeli di fronte alla gravità della crisi ecclesiale è, nello stesso tempo, l’argomento più debole e il più forte.
Osservo che qualunque osservatore imparziale e pienamente cattolico della situazione attuale della Chiesa non può non rilevare la presenza nella Chiesa di un partito modernista, la cui audacia e potenza sono arrivati al punto da limitare la stessa azione di governo del Sommo Pontefice.
Tuttavia l’invocazione di uno stato di necessità, per giustificare le prossime ordinazioni, non è motivo sufficiente per questa operazione, che invece si configura come un atto scismatico, secondo il dettato dello stesso Diritto Canonico.
Dovrebbe essere evidente che la cura delle anime e il bene della Chiesa sono cose sacrosante, ma vanno attuate nella piena comunione con il Romano Pontefice.
3)
Lo stato di necessità è infatti, per sua natura, una condizione eccezionale che consente di derogare all’applicazione ordinaria di determinate norme in vista di un bene superiore che, nel caso della Chiesa, è la salvezza delle anime. Ma chi ha l’autorità di accertare l’esistenza di tale stato e di determinarne l’inizio e la fine? …
La conseguenza sarebbe una proliferazione di giurisdizioni parallele e di episcopi vagantes dispersi nel mondo, con inevitabili effetti di frammentazione, disordine e confusione per gli stessi fedeli che si vorrebbero proteggere.
Concordo con il Prof. De Mattei nell’asserire che nella Chiesa nessuna autorità al di sotto di quella del Papa può invocare un supposto stato di necessità per contravvenire alla legge canonica, che richiede l’autorizzazione del Papa per la consacrazione di nuovi Vescovi.
4)
L’esistenza di una linea episcopale derivante da mons. Richard Williamson, …
All’opposto, il Dicastero per la Dottrina della Fede si richiama al Vaticano II, ma non riconosce il peso dell’argomento pastorale e utilizza contro la FSSPX termini e concetti della teologia pre-conciliare in nome della cogenza della dottrina e del diritto.
Condivido anche questa argomentazione del Prof. De Mattei. I lefevriani, che si fanno tanto paladini della sana dottrina, in questa loro argomentazione relativa allo stato di necessità, si propongono come un progetto pastorale, che si mette in contrasto con le nuove dottrine del Concilio. Quindi c’è da domandarsi dov’è la coerenza in campo dottrinale e quindi anche pastorale.
5)
Poco più di cento anni fa, l’incendio della Prima guerra mondiale pose fine all’ordine internazionale …
L’ultima parola, in questo orizzonte drammatico, spetta a colui che ha il mandato divino di guidare la Chiesa e che la stessa Fraternità San Pio X riconosce come il legittimo Vicario di Cristo, il Papa, oggi regnante, Leone XIV. Nessuna vera e definitiva soluzione ai gravi problemi che affliggono il Corpo Mistico di Cristo potrà essere trovata al di fuori del Romano Pontefice o contro di lui.
Concordo con il Prof. De Mattei nel sottolineare che la Pascendi e la vicenda di Fatima sono due forze grandiose che affrontano il grande assalto del modernismo alla Chiesa.
Tuttavia dispiace che egli non citi al riguardo gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, il quale, contrariamente a quanto pensano i modernisti e i lefevriani, non favorisce affatto il modernismo, ma al contrario ne propone il rimedio, più che con rinnovate condanne, proponendo una sana modernità contro quella falsa e corruttrice dei modernisti.
A questo riguardo è importante la catechesi sul Concilio che attualmente sta svolgendo Papa Leone, nella speranza che sia i passatisti che i modernisti vogliano una buona volta accettare la verità del Magistero del Concilio e del Postconcilio, escludendo falsificazioni, fraintendimenti e strumentalizzazioni.
Padre Giovanni Cavalcoli
25 giugno 2026

Buongiorno,
RispondiEliminafronte fraternità' S.Pio X : il Papa, per la Misericordia, dovrebbe confermare i vescovi e contemporaneamente accettare lo status quo relativamente i poteri di ministero gia' rilasciati da Francesco in occasione del Giubileo: una specie di finale alla tarallucci & vino per cosi' dire; cio' non creerebbe alcun pericoloso terremoto doloroso piu' al papato che ad altri, nell'immediato.
Per il futuro ci pensera' Dio.
Fronte liturgia VO e NO: (non riguarda i lefreviani) bensi' TUTTI i fedeli cattolici del globo: il Papa deve , dicasi deve, risolvere la questione.
Deve dare la possibilità di poter scegliere tra l'una o l'altra, a secondo delle singole sensibilta'.
Cosi' facendo Papa Leone dara' un "colpo al cerchio ed uno alla botte" , per la concordia nella Chiesa e la salvezza di tutte le anime degli uomini di buona volonta'.
Caro Franco, possiamo essere sicuri che in Papa Leone XIV c’è tutta la volontà di accontentare le legittime aspirazioni della Fraternità S. Pio X. Ma se la Fraternità insiste nel voler ordinare nuovi Vescovi, i quali non accettano le dottrine nuove del Concilio, come può un Papa concedere l’approvazione delle progettate ordinazioni?
EliminaPer quanto riguarda la scelta tra il Novus Ordo e il Vetus Ordo, qui non si tratta di due cose completamente soggette alla nostra libertà di scelta di comuni fedeli, così come posso scegliere di farmi francescano o farmi domenicano. Ma si tratta di due cose circa le quali il criterio della scelta non lo stabiliamo noi, ma è di spettanza del Romano Pontefice, il quale per mandato di Cristo è il Supremo Custode e Garante della retta pratica della Liturgia.
Stando così le cose, certamente il fedele può scegliere, ma tenendo conto delle disposizioni pontificie, le quali prescrivono la partecipazione da parte di tutti, almeno nella Messa festiva, al rito del Novus Ordo.
Per quanto riguarda il Vetus Ordo il buon cattolico, al quale piace questo rito, si atterrà alle disposizioni del Pontefice regnante.
Caro padre, perche' allora possiamo scegliere di pregare il Padre Nostro, gloria a Dio, ave Maria in latino? Un buon destrutturatore/distruttore della liturgia tridentina oltre a modificare queste tre preghiere, come fatto, dovrebbe averne pure proibito la recitazione nella ex lingua della chiesa...dentro gli edifici chiesa e pure nelle abitazioni private. La giustificazione potrebbe essere: " i popoli di tutto il mondo comprendono
RispondiEliminaunicamente la loro rispettiva lingua nazionale ".
Una ultima domanda: possiamo pensare che Bergoglio sia all'inferno? Gira voce di piu' di un veggente che riporta cio' : che si tratti solo di fantasia dettata da astio/odio avverso egli?
Caro Franco,
Eliminalei non può paragonare l’uso o non uso del latino nelle preghiere con la scelta tra il Novus e Vetus Ordo. La prima cosa evidentemente è totalmente soggetta alle nostre preferenze, invece per quanto riguarda la seconda cosa vale quello che ho già detto precedentemente.
Per quanto riguarda Papa Francesco è vero che anche tra i suoi ammiratori nessuno ha fatto la proposta di farlo santo, come è successo con Papa Giovanni Paolo II. Tuttavia il porsi domande, come fa lei, direi che è una cosa quanto meno irriverente e denota una grave ingratitudine nei confronti del bene che Papa Francesco ha fatto, seppure tra difetti umani.
L’attuale Pontefice, ammiratore di Papa Francesco, sta portando avanti alcuni aspetti del suo pontificato, anche se appare evidente un certo mutamento di linea orientata in un senso più spirituale e meno sul sociale, come era la linea di Papa Francesco. Inoltre l’attuale Papa sembra più preoccupato che non il precedente di risolvere i conflitti interni per assicurare l'unità della Chiesa e la carità vicendevole, così da presentare davanti al mondo una Chiesa più credibile e più capace di diffondere il Vangelo.
😳 ma come si fa a dar credito a uno che cita un non precisato veggente che conosce le sorti delle anime, ….forse avrebbe bisogno almeno di un bel ripassone del Catechismo.
EliminaIl commento è rivolto a Mr. Franco Banchina.
EliminaCaro Anonimo, possiamo osservare inoltre che le rivelazione private autentiche, in linea di principio, non prevedono come loro oggetto la notizia che qualche anima sia all’inferno per il fatto che la Chiesa, benchè ci dica che all’inferno c’è qualcuno, non ci dice chi è.
EliminaOvviamente non si augura l'inferno a nessuno, nemmeno al peggior nemico, pero' questa voce gira, rigiro meglio la domanda, teologica credo e genericamente inteso: e' possibile che anche un papa possa dannarsi in eterno? Vale anche per un cardinale ecc. eh
RispondiEliminaCaro Franco,
Eliminasiamo tutti figli di Adamo, feriti dal peccato originale. Anche se siamo battezzati ed esercitati nella virtù, tutti corriamo il rischio di subire la dannazione eterna,
Infatti il Concilio di Trento dice che nessuno di noi può avere l’assoluta certezza di essere predestinato alla salvezza e per quanto riguarda lo stato di grazia possiamo soltanto avere degli indizi di essere in grazia.
Questa situazione deve comunque lasciarci pienamente sereni considerando che Dio nella sua misericordia ci vuole tutti salvi e dà a tutti i mezzi per salvarsi.
D’altra parte San Paolo ci esorta a curare la nostra salvezza “con timore e tremore”. Questo stato d’animo dev’essere però dettato dall’amore e quando c’è l’amore, come dice San Giovanni, non c’è più il timore del castigo.
Il prof. De Matteis non cita il Vat.Ii perché già ha pubblicato un libro contro questa grande assise conciliare. È veramente doloroso per me il pensare che un grande studioso come lui purtroppo ancora, nonostante si ponga, come si può evincere in questo articolo, in linea con la giusta posizione della Chiesa e non riveda la sua posizione sul Vat. II. Visto la sua preparazione, potrebbe magari rivedere i punti pastorali più controversi dei documenti del Concilio che hanno dato adito a Interpretazioni successive moderniste, che hanno portato a disordini sulla morale, sulla liturgia e anche sulla dottrina di sempre. Credo che sarebbe un’azione che aiuterebbe moltissimo non solo i moltissimi cattolici che restano uniti alla Santa Chiesa, devoti al Magistero e soffrono per derive caotiche e distruttive oggi presenti nel Corpo mistico di Cristo, ma anche al mondo variegato e diverso dei cosiddetti tradizionalisti e passatisti. Credo fermamente che il Concilio Vat. II sia stato una grande grazia del Signore per il nostro tempo, ma credo che oggi ha bisogno, almeno in alcuni punti, di essere ripresentato con note esplicative che impediscano false interpretazioni e applicazioni indebite. Magari qualcuno può dire che c’è l’ottimo - perché tale e’ , Catechismo della Chiesa Cattolica, ma Un aiuto da parte di studiosi seri, liberi e amanti di Cristo e della sua Chiesa potrebbe giovare a un intervento magisteriale che ponga fine ai modernisti con l’ appellarsi a un magistero che non ha mai avallato le loro posizioni e ai “tradizionalisti “ mostrando che riguardo alla fede di sempre, questa è rimasta tale nel Concilio e tale è anche dopo il Concilio. Preghiamo lo Spirito Santo guida infallibile della Chiesa
RispondiEliminaCon il CVII si e' tradito il magistero principalmente con questi tre articoli: liberta' religiosa, ecumenismo, collegialità' episcopale ; il fumo di satana ha influenzato cosi' inesorabilmente in modo negativo gli ultimi decenni di vita del cattolicesimo e gli ultimi frutti avvelenati li stiamo mangiando proprio ora. Si tratto' di una precisa concessione al mondo liberal modernista figlio proprio della rivoluzione illuministico massonica francese di due secoli fa. Un tradimento. A compimento del lavoro sporco fu letteralmente stralciata la liturgia originaria latina tridentina e sostituita con una nuova filo protestante in lingua (babele di lingue) volgare studiata da un nuovo comitato progettato con personaggi ad hoc preposti. Bel disastro per le anime e chi se ne e' approfittato rendera' conto a qualcuno ?
EliminaFedele Prigionieri,
Eliminalei presenta come fatti quelli che sono giudizi personali. Che nel post-Concilio vi siano stati abusi liturgici, interpretazioni arbitrarie e cedimenti allo spirito del mondo è difficile negarlo. Ma una cosa sono gli abusi, un’altra è attribuirli direttamente ai testi del Concilio.
Dire che il Concilio Vaticano II abbia “tradito il Magistero” significa sostenere che la Chiesa, riunita in Concilio ecumenico con il Papa e migliaia di vescovi, abbia ufficialmente insegnato l’errore. È un’affermazione gravissima che mina la credibilità stessa della Chiesa.
La libertà religiosa, l’ecumenismo e la collegialità episcopale non hanno abolito la dottrina precedente, ma l’hanno sviluppata in un contesto storico diverso. Si può discutere sulle interpretazioni e sulle applicazioni, ma non si può trasformare ogni sviluppo dottrinale in un tradimento.
Anche sulla liturgia è bene evitare slogan. Il nuovo Messale non è stato scritto dai protestanti né ha abolito il sacrificio della Messa, la presenza reale o il sacerdozio ministeriale, che restano professati con chiarezza. Che poi, in molti luoghi, la riforma sia stata applicata con superficialità o perfino con abusi è un’altra questione, sulla quale anche numerosi Pontefici sono intervenuti.
Se davvero il Concilio avesse insegnato l’errore, dovremmo concludere che per oltre sessant’anni lo Spirito Santo avrebbe abbandonato la Chiesa universale. È una conclusione incompatibile con la promessa di Cristo: «Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18).
La vera riforma della Chiesa non nasce dal rifiuto di un Concilio ecumenico, ma dalla sua lettura nella continuità della Tradizione, correggendo gli abusi senza demolire la Chiesa stessa. Questa è stata la linea di Benedetto XVI, che distingueva con chiarezza tra il Concilio autentico e il cosiddetto “spirito del Concilio”.
Caro Don Pietro Paolo,
Eliminaè veramente doloroso e quasi incomprensibile anche per me come una mente così elevata e uno storico così preparato com’è il Prof. De Mattei non capisca il valore dottrinale dei famosi tre decreti Nostra Aetate, Dignitatis Humanae e Unitatis Redintegratio. Infatti uno storico, abituato a studiare l’evoluzione delle idee, dovrebbe capire che l’evoluzione della dottrina cattolica non ha nulla a che vedere con l’evoluzionismo modernista, ma è, come diceva Papa Bendetto, un progresso nella continuità.
Inoltre il problema serio non è tanto la contestazione alla pastorale del Concilio. In questo campo, infatti, Papa Benedetto disse ai lefevriani che è lecito discutere. Invece la cosa dolorosa e scandalosa è quella di cattolici o sedicenti cattolici che accusano di modernismo le nuove dottrine del Concilio. E’ vero che abbiamo il Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, ma, come dice lei, bisognerebbe che il Papa o il DDF entrassero nel merito di quelle proposizioni conciliari che sono state fraintese dai modernisti o dai passatisti e ne spiegassero il vero significato.
C’è inoltre da notare che se la Chiesa correggerà gli errori dei modernisti e dei passatisti, ciò sarà a tutto vantaggio di un vero slancio pastorale e missionario e darà luogo ad una Chiesa in uscita, che sa da dove parte e sa dove deve andare e che cosa fare.
Don Pietro e Paolo, anzitutto buon onomastico (e che onomastico!);
Eliminasabato scorso ho avuto una occasione:
di cercare di convertire un ateo incallito nel tempo massimo di un colloquio durato poi solo 15 minuti: non sono riuscito nell'intento; non perche' io presentassi male i fatti riportati nel Vangelo, la dottrina i dogmi ecc. , bensi' perché' questa persona asseriva, come anche ella mi addebita, che io presentassi opinioni come fossero fatti, dogmi, dottrine, comandamenti. Sappiamo tutti bene che la Sposa di Cristo non soccombera' ! Ma che il fumo di satana possa filtrarla e' vero, non e' una opinione avulsa dal fatto, e' il fatto accaduto, reale. Cosi' lo Spirito Santo fa gli straordinari, anche utilizzando mons. Lefebvre ! Non dorme per sei decenni no, solo lavora da un'altra parte.
Le ricordo anche la sofferenza generata da quel papa defunto che ha dichiarato che tutte le religioni portano a Dio in nome dell'ecumenismo inventato dal cv2 e caricata sulla schiena dei fedeli cattolici consci, prigionieri, bollati come "sedicenti cattolici" e bastonati come appena mi e' accaduto qua. Infine ricordo a tutti i lettori che la legge di Dio non è' inclusiva ma esclusiva ed e' per questo che siamo autorizzati (e ci conviene) a seguire Dio piuttosto che taluni lupi piu' o meno di alto grado ecclesiastico, travestiti da pastori.
Fedele Prigionieri.
Caro Fedele,
Eliminami aggiungo all’ottimo intervento di Don Pietro Paolo.
Desidero sottolineare soprattutto il fatto che la Chiesa Cattolica fruisce dell’assistenza dello Spirito Santo, che le consente di non cadere nell’errore, soprattutto nei suoi pronunciamenti ufficiali più importanti, come sono gli insegnamenti pontifici e i Concili Ecumenici. Il problema semmai è quello della retta interpretazione, mentre si potrà discutere sulle direttive pastorali che in linea di principio non godono del pregio dell’infallibilità.
L’accusa fatta alla Chiesa di deviare dal Vangelo è sempre stata l’accusa degli eretici, che hanno preteso di conoscere il Vangelo meglio della Chiesa stessa. Questa empia presunzione si riscontra oggi purtroppo in forma gravissima nei modernisti e meno grave nei passatisti.
Occorre quindi che i cattolici normali, sotto la guida del Papa, si adoperino con ogni mezzo per persuadere questi fratelli deviati ad abbassare la loro presunzione e ad assumere quell’atteggiamento di umiltà e di lealtà, che solo li rende autorevoli e credibili come veri discepoli di Cristo.
Per padre Cavalcoli.
RispondiEliminaCaro padre
Ella continua a ripetere che le devianze moderniste (io aggiungo blasfemie/eresie/apostasie) non sono da imputare alla sostanza del concilio, bensi' alla sua maldestra interpretazione:
ammettiamo, per pochi istanti, che cio' sia possibile; ma, allora, se in nome dell'ecumenismo inventato in ambito conciliare, un papa di Santa Romana Chiesa (o no???) si permette di firmare documenti tipo AbuDhabi e di dichiarare che tutte le religioni portano a Dio, di portare idoli sudamericani in SanPietro, di passare da Lund e far stampare un francobollo vaticano celebrante il 500* di Lutero, omissis restante...allora, perche' niuno rettifica?
Perché tutti i vertici ecclesiastici tacciono ?
Le pare ottima questa gestione pastorale ?
Questi orrori che generano disgrazia non vanno rimediati ?
E' cosi' che si distribuisce la carita' ?
Blaterando solo di misericordia ?
I conti non tornano, c'e' del marcio.
Caro Fedele,
Eliminalei solleva una serie di questioni, che certamente sono da prendere in considerazione e arrivo fino al punto da ritenere che Papa Francesco abbia commesso degli errori pastorali, che qui non sto ad elencare. Tuttavia lei comprenderà che non ho qui lo spazio per rispondere a tutte le sue difficoltà, alle quale ho dato però una risposta sul mio blog durante il pontificato di Papa Francesco.
Alcune delle cose di questo Papa, che lei disapprova, in realtà sono stati gesti molto importanti per costruire la pace nel mondo, come per esempio la convenzione di Abu Dhabi.
Per quanto riguarda l’ecumenismo, si tratta di attuarlo come ordina il Concilio, il quale auspica che i fratelli separati vogliano arrivare alla piena comunione con la Chiesa.
Anche il discorso di Papa Francesco sulla diversità delle religioni può essere interpretato in un senso buono, come io ho spiegato più volte in questo blog.
Veda, caro padre ,
RispondiEliminaho il sospetto che, dopo la parificazione delle "religioni" , azione tuttora in corso, il progetto (indovini chi lo guida) preveda un passo clamoroso: un po' come fanno le multinazionali del capitale: acquisto e raggruppamento delle diverse (aziende) credenze, sotto una unica bandiera e sotto un dio uno; mi capisce? Uno, non uno e trino. Ovviamente ci vorra' del tempo a smontare l'Eucarestia, ma siamo sulla buona (si fa per dire) strada: Infatti le Particole vengono date anche ai cani (per ora) e ai porci (da domani) senza nessuno scandalo o condanna ; e siccome vige la misericordia virtualmente distribuita un tanto a tonnellata ...
Ma non capisce che lefebvre sta con Dio ?
Caro Fedele,
Eliminail Patto tra le religioni promosso dalla CEI, come ho già detto nell’articolo che ho pubblicato ieri sul mio blog, non intende assolutamente parificare tra di loro tutte le religioni, perché la Chiesa Cattolica mantiene chiara, come ha ribadito il Concilio, la coscienza di possedere la pienezza della verità, mentre le altre religioni partecipano soltanto a questa pienezza e contengono degli errori.
L’intento di questo Patto è invece quello di avere promossa la convergenza delle comunità delle diverse religioni presenti in Italia su alcuni punti e doveri fondamentali della convivenza civile.
Questo Patto ricava la sua validità dal fatto che esso fa riferimento alla religione naturale, che comporta il riconoscimento dell’esistenza di Dio in base alla semplice ragione, che tutti gli uomini possiedono.
Il dogma del Dio Uno e Trino non è oggetto della religione naturale, ma, come lei sa bene, è oggetto della fede cristiana, che non tutti condividono. Non è il caso qui di decidere chi è in buona fede e chi non lo è. Questo vuol dire che, come insegna il Concilio nel decreto Nostra Aetate, è possibile una convergenza da parte dei fedeli delle religioni monoteistiche senza che occorra che noi cristiani chiediamo a questi fedeli di accettare la nostra fede cristiana come condizione per pattuire un accordo relativo alla comune fede naturale in Dio.
Come ho già detto nel mio blog, è chiaro che questo tipo di convenzioni tra fedeli di diverse religioni non esclude in noi cattolici il dovere assoluto dell’opera evangelizzatrice, che però, per essere efficace, quest’opera deve essere compiuta soltanto nelle circostanze adatte, cioè quando l’interlocutore ci appare disposto a credere al Vangelo e quando noi siamo credibili.
Ma quando siamo davanti a persone, come in questi incontri interreligiosi, circa le quali non sappiamo se sono o non sono disposte ad accettare il Vangelo, Cristo stesso ci ordina di avere una certa reticenza, come quando per esempio dice di non dare le nostre perle ai porci.
Se invece esiste un clima di libertà e di rispetto e fiducia reciproci e noi cattolici riusciamo a renderci credibili con una testimonianza di carità reciproca, allora certamente possiamo annunciare la Parola con la certezza che essa verrà accolta.
Nelle intenzioni, sara' anche veritiero che il patto cei da Ella citato (in ottemperanza all'art. in questione " ecumenismo " di cui al cv2) non intenda parificare le religioni, ma, nel'inconscio e nel conscio collettivo, ovvero tra i credenti cristiani, ma anche tra gli atei che se la ridono, si diffonde l'dea che una vake l'altra ! Dipende da dove sei nato o da fattori comunque esterni dicono i giovani disinteressati: ecco il frutto avvelenato. Leggendola mi son venuti in mente due personaggi storici : Bragadin e Giuda: vuoi vedere che stanno in paradiso,
RispondiEliminaassieme a al mao ?
Vuoi vedere che una valanga di misericordia ci salvera' tutti senza conversione ? Se salvera' anche mons. Lefebvre e quei quattro di domani io ci starei, che ne dice ? Nell'attesa della venuta di Cristo , mi vedro' la diretta da Econe tra la liturgia originaria non ogm e le preghiere corrette che reciterò' in comunanza da casa nella lingua della Chiesa Cattolica Romana. O con me o contro di me, dixit.
Caro Franco,
Eliminaè possibile che il Patto voluto dalla CEI sia frainteso nel senso di favorire un certo indifferentismo religioso. Inoltre sappiamo quanto si è diffusa la tesi secondo la quale tutti si salvano, tesi che fa comodo a chi vuol godere del mondo e andare in paradiso con poca spesa. Ma dovrebbe essere ancor più chiaro che questa tesi contrasta con l’insegnamento di Gesù Cristo e della Chiesa.