09 marzo, 2026

La metafisica di Gesù (5)

 

 

La metafisica di Gesù (5)

 

Presento ai Lettori un brano sul tempo, tratto da un libro che pubblicai nel 2014, dedicato a illustrare una cosa alla quale finora non si era mai pensato e cioè presentare quella che si potrebbe chiamare “la metafisica di Gesù”.

Propongo “Gesù Eterno Signore del tempo”, cap. VI, 5d.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 9 marzo 2026

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La metafisica di Gesù (1) - (2) – (3) – (4):

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2024/10/la-metafisica-di-gesu.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-2.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2025/06/la-metafisica-di-gesu-2.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-prima-parte-12.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-seconda-parte-22.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2026/01/la-metafisica-di-gesu-4.html

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Dal Libro del 2014, pubblicato dalle Edizioni di L’Isola di Patmos, Roma:

GIOVANNI CAVALCOLI: «GESÙ CRISTO FONDAMENTO DEL MONDO: INIZIO, CENTRO E FINE ULTIMO DEL NOSTRO UMANESIMO INTEGRALE»

Il concetto di Cristo fondamento del mondo, racchiude le altezze più sublimi del Santo Padre e Dottore della Chiesa Agostino vescovo d’Ippona: il Christus totus. Come ripeterà infatti il Sommo Pontefice Benedetto XVI nel corso del suo ministero apostolico: Cristo non è una parte dell’esperienza umana, ma la nostra totalità. Egli è l’inizio, il centro e il fine ultimo del nostro umanesimo integrale. E fu proprio su queste premesse teologiche che l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Cardinale Joseph Ratzinger, pubblicando su disposizione del Santo Pontefice Giovanni Paolo II la esortazione Dominus Jesus, ribadì questa totalità, in aperta contrapposizione a un male inteso ecumenismo e a un male inteso dialogo inter-religioso, ma soprattutto in contrapposizione al relativismo.

https://isoladipatmos.com/novita-gesu-cristo-fondamento-del-mondo-inizio-centro-e-fine-ultimo-del-nostro-umanesimo-integrale/

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Cap. VI, 6 d, “Gesù Eterno Signore del tempo”

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-5.html 

 

Non c’è dubbio che esistono interventi di Dio nella storia, che cambiano il corso dei tempi e manifestano la sua onnipotenza e la sua misericordia. Cristo è l’Intervento o, come si ama dire oggi, benchè con una certa improprietà, è l’Evento per eccellenza. Certo è lecito parlare di “ciò che Dio ha fatto” in Cristo. E’ lo stesso linguaggio della Scrittura. Tuttavia sappiamo anche che essa a volte si esprime in un modo metaforico o antropomorfico, che va rettamente interpretato, per non fare di Dio un grossolano deus ex machina delle antiche commedie romane.

Gli interventi di Dio nella storia, i magnalia Dei, propriamente, non sono ciò che Dio ha fatto, ma ciò che Dio fa, perchè la sua Essenza eterna si identifica con la sua azione, ed Egli non conosce molte azioni, ma tutte si risolvono nella sua unica Essenza. I detti interventi invece sono gli effetti temporali del suo agire eterno.

 

Si comprende allora che questi interventi, per quanto siano riferiti a Dio, sono solo fatti storici, come tali oggetto della storia sacra e non della teologia, la quale considera Dio come tale e non gli effetti della sua azione nella storia, siano pure la vita e le opere di Cristo. 

Non si tratta allora di narrare ma di considerare, argomentare sillogisticamente, dedurre, dimostrare speculativamente, tutte le operazioni insomma, che fanno capo all’intelletto speculativo e quindi alla metafisica.

Si tratta certo di narrare ciò che Cristo ha fatto e ciò che Cristo ha detto. Ma l’indagine sui suoi detti e sulla sua dottrina – dovrebbe essere evidente – non è più narrazione ma esercizio dell’intelletto speculativo: ed è questa la vera teologia, detta appunto tradizionalmente “speculativa”.

 
 
Immagini da Internet: Abbazia di Fontenay

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