31 maggio, 2026

La dialettica hegeliana come principio della guerra - Seconda Parte (2/3)

 

La dialettica hegeliana come principio della guerra

Seconda Parte (2/3) 

  

Dialettica e dialogo

La dialettica non è solo il dibattito fra due opinioni opposte alla ricerca di quale delle due può essere quella vera, ma è anche dialogo, ossia confronto, dibattito o disputa o discussione fra due interlocutori sostenitori di due opinioni o ipotesi opposte circa un medesimo problema, nella comune ricerca della verità. 

In questo confronto di idee, può darsi che entrambi gli interlocutori siano in ricerca, come può darsi che uno, il maestro, abbia già trovato la verità.  Ma anche in questo caso il possessore della verità, si pone in discussione, problematizza ciò che già sa come se non lo sapesse, ascoltando e facendo propria per ipotesi la posizione contraria dell’avversario. In tal caso il risultato del confronto non è interlocutorio, come quando nessuno dei due conosce la verità, ma è la soluzione delle difficoltà opposte dall’avversario. È il metodo della quaestio disputata, di origine medioevale e dove San Tommaso è grande maestro. L’intera Somma Teologica è costruita secondo questo metodo.

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Per Hegel la pace non è una prospettiva finale definitiva, libera da ogni turbamento, ma è solo un momento del divenire basato sulla contraddizione e quindi sulla guerra. La guerra, per Hegel, è costituiva dell’agire perché in radice è costitutiva dell’essere dialettico, che è lo stesso essere divino. La pace è solo un momento che prepara la guerra. Ma è evidente che nella visione hegeliana dell’essere e dell’agire, la guerra primeggia sulla pace. In tal modo la guerra diventa fine a se stessa. Il cor inquietum hegeliano non è il cor inquietum agostiniano che aspira a riposare in Dio. No; è un cor inquietum e basta perché Dio stesso è inquietudine per eccellenza.

 

Hegel mostra di avere un’altissima stima per la scienza. Ma poi egli la sostituisce con la dialettica, elevando questa indebitamente al livello del sapere assoluto.  … San Tommaso distingue con chiarezza la dialettica dalla scienza: la prima fa sosta su due tesi opposte fra di loro senza poter chiarire o accertare quale delle due è quella vera. La scienza invece giunge ad una data conclusione che risponde con certezza alla verità, per cui non può essere contraddetta.

Tuttavia, dato che Hegel non rinunciò con tutto questo al desiderio della scienza assoluta, non gli rimase che assolutizzare la stessa dialettica delle opinioni. E questo è l’Assoluto di Hegel. Ognuno concepisce Dio secondo quello che appare a lui. Hegel condusse una forte polemica contro l’individualismo e il soggettivismo in teologia, ma non si accorse che con la sua dialettica il primo a caderci era proprio lui.



Immagine da Internet: Giardini Vaticani

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