03 agosto, 2026

Non uccidere - Dio libera Israele dal giogo del Faraone - Prima Parte (1/4)

 

Non uccidere

Dio libera Israele dal giogo del Faraone

Prima Parte (1/4)

Dicono: pace! E pace non c’è

Ez 3,10


C’è qualcosa che non funziona

Da diversi anni tutti i giorni i media invocano la pace, si fanno continuamente manifestazioni e fiaccolate per la pace, si prega per la pace, ma non si chiarisce mai che cosa è la pace. Oppure, s’intuisce che cosa i buonisti, i maggiori protagonisti di queste manifestazioni, intendono con questa parola; essi intendono una società dove tutti si vogliono bene e vanno d’accordo.

Certamente la pace è un ideale stupendo. Esso corrisponde alla visione apocalittica della Gerusalemme celeste. Ma il fatto è che per adesso siamo ancora su questa terra, dove permangono le conseguenze del peccato originale, che ci obbligano, per ottenere e mantenere, per quanto è possibile, la pace, a severe misure d’emergenza, tra le quali le operazioni militari. Per questo, quaggiù la pace, sempre imperfetta e in pericolo,  spesso si ottiene solo con la vittoria militare sul nemico, s’intende nemico della pace, anche se a parole parla di pace, come pure facevano Mussolini, Hitler e Stalin.

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Col peccato originale viene in piena luce un concetto che nella Scrittura ha un’enorme importanza; il concetto del «nemico». ... La Bibbia non proibisce di uccidere coloro che ci vogliono uccidere, soprattutto se non ci sono in gioco i nostri interessi personali, ma il bene della nazione e della patria. 

La morte con la quale viene punita la prima Coppia è ad un tempo la morte fisica e spirituale. Per morte spirituale ovviamente non intendo la morte ontologica dell’anima, cosa impossibile, data la sua immortalità essenziale, ma intendo la perdita della grazia e della giustizia originali, con la conseguente insopprimibile tendenza a peccare, chiamata «concupiscenza», che dura per tutta la vita terrena.

Tuttavia la Coppia primitiva, uscita dall’Eden ed entrata in questo mondo, fu perdonata da Dio, come risulta indirettamente da alcuni segni della divina misericordia: l’annuncio al serpente che avrebbe posto inimicizia tra lui e la donna, tra la sua stirpe e la stirpe della donna, che gli avrebbe schiacciato la testa (vedi Gen 3,15) e la premura di Dio di fare per la Coppia «tuniche di pelli» (Gen 3,21) e di vestirla, simboli evidenti di un rivestimento di grazia. 


Si deve aggiungere che Adamo ed Eva furono raggiunti anche dalla grazia di Cristo, salvatrice di tutta l’umanità, grazia che pertanto ha avuto evidentemente un’efficacia retroattiva. In tal modo essi furono illuminati su di un senso nuovo e superiore del Quinto Comandamento, che da ora in poi non ci comanda solo di amare e promuovere la vita naturale, ma anche quella soprannaturale, ossia di procurarci anche la vita della grazia santificante, quella che Cristo chiama «vita eterna». Naturalmente in questo caso l’acquisto di questa vita divina non dipende dalle sole nostre forze, ma da queste forze in quanto mosse dalla stessa grazia, sicchè anche qui meritiamo la vita, ma il nostro stesso meritare è dono della grazia. Il Comandamento “Non uccidere” nella vita di grazia acquista un nuovo e superiore significato: non uccidere la vita di grazia col peccato.


 

immagini da Internet:
- Adamo ed Eva, mosaico, Duomo di Monreale
- Gesù Cristo, mosaicco, Duomo di Monreale