12 agosto, 2026

Non uccidere - Dio libera Israele dal giogo del Faraone - Terza Parte (3/4)

 

Non uccidere

Dio libera Israele dal giogo del Faraone

Terza Parte (3/4)

 

Per giudicare sulla guerra occorre un sano realismo

Le forze che oggi sono in guerra, e che hanno delle ragioni per usare le armi (s’intende le armi da fuoco) sanno che i discorsi dei buonisti sono inapplicabili, mentre le forze belligeranti che hanno la coscienza sporca se ne fanno beffe e fanno peggio ancora. Così io tutti i giorni ormai da diversi anni sul quotidiano Avvenire, non sapendo se piangere o se ridere, devo leggere la compresenza di vani appelli buonisti con le notizie sulle guerre in corso crudamente presentate come atti disperati e pure azioni di forza.

D’altra parte non bisogna confondere la bontà col buonismo. Occorre accompagnare la mitezza con la giusta ira. Occorre saper alternare l’uso del dialogo col moderato uso della forza. I buonisti dovrebbero comprendere che disapprovando indiscriminatamente l’uso delle forze armate si provoca un senso di colpa nelle forze armate scoraggiandole dal compimento del loro dovere e si dà campo libero all’ingiusto aggressore.  

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/non-uccidere-dio-libera-israele-dal_01736852244.html


In questo intersecarsi di forze mondiali, cattolicesimo, ortodossia, anglicanesimo, protestantesimo, massoneria, islamismo, comunismo, ebraismo e induismo potremmo chiederci che ruolo possono avere l’America Latina, l’Africa e l’Oceania. Esse sono aperte a questi vari influssi e concorrono con le ricchezze delle loro culture all’edificazione della comunità internazionale, nella quale la figura del Papa emerge come centro di unità tra tutte le altre figure mondiali della cultura, della politica e della religione. Questo si nota nei viaggi apostolici degli ultimi Pontefici.

Ciò è evidentemente connesso al ruolo dell’Europa, dove tuttora il cristianesimo costituisce un fattore unificante, una luce irraggiante, e un faro orientativo e un polo di attrazione per l’intera umanità. A Roma l’Oriente s’incontra con l’Occidente nell’universalità dell’umano e del divino. La verità dell’essere, per citare l’importante istanza di Severino, ingrato a quell’Occidente che lo ha formato, brilla in Cristo a Roma al di là dell’Occidente e dell’Oriente. Questo è ancora il messaggio dell’Europa al mondo: «molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli» (Mt 8,11).

Occorre qui ricordare il merito della Roma pagana nell’edificazione dell’Europa grazie all’edificazione dell’Impero Romano, nato dalla consapevolezza che i Romani ebbero dell’universalità del diritto, quello che chiamavano jus gentium, in base al quale concepirono il piano o progetto grandioso, poi realizzato, di assoggettare e governare i popoli consentendo a ciascuno di vivere secondo i princìpi dello jus gentium, cosa che fu magistralmente espressa da Virgilio con le famose parole: Tu regere imperio populos, Romane, memento: parcere subjectis et debellare superbos. Sembra di udire l’eco delle parole del Magnificat: Ha rovesciato i potenti dai troni, ha esaltato gli umili.

 Immagini da Internet:
- Papa Leone XIV in Spagna
- Papa San Leone Magno incontra Attila, Raffaello 

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