L'essere nel pensiero
di Giovanni di San Tommaso
Padre Tomas Tyn
Terza Parte (3/4)
12. Modo sostanziale della natura: distinzione modale
Dupliciter aliquid potest accidere alicui praeter rationem eius. Uno modo, quia non cadit in definitione rei, sed tamen determinat et contrahit illam essentialiter: et ita, licet non constituat ipsam in se, tamen cum ipsa constituit aliquam essentiam. Alia modo … quia nec constituit ipsam essentialiter, nec cum ipsa aliquod tertium per essentialem determinationem.
Le differenze sono indifferenti ed esterne ai generi e alle specie, nel contempo però, una volta aggiunte a tali rationes, esse costituiscono una terza essenza determinando l'essenza di partenza. Questo è possibile in quanto si aggiungono all'essenza con un compito simile a quello dell'essenza stessa che è quello di determinare e di costituire.
Al contrario né la sussistenza né l'essere costituiscono con l'essenza un tertium quid essenziale, ma, oltre che aggiungersi ad essa, si aggiungono come un qualcosa che non determina né costituisce nei limiti dell'essenza stessa, bensì al di là di essi.
Continua a leggere:
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lessere-nel-pensiero-di-giovanni-di-san_0443657589.html
Non l'essenza che fa parte della sostanza, né gli accidenti, ma solo tutto il supposito ha l'essere, sicché l'essere conviene all'essenza solo tramite la sussistenza che la rende sostanza completa. Nell'analogia dell'essere l'essere di ragione conviene alle proposizioni, l'essere reale, ma potenziale, conviene alle essenze o nature, l'essere attuale, l'esistere, compete solo ai suppositi delle nature.

Nessun commento:
Posta un commento
I commenti che mancano del dovuto rispetto verso la Chiesa e le persone, saranno rimossi.