16 gennaio, 2021

Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn e Papa Francesco

Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn e Papa Francesco 

Ho pensato di presentare ai lettori questi due brani, tratti uno da un discorso di Papa Francesco e l’altro da una lezione del Servo di Dio P. Tomas Tyn, OP.

Il tema presente in entrambi questi brani è il grande mistero della grazia, che è la causa della nostra salvezza, salvezza, che, come dice il Papa, è gratuita.

Padre Tomas riprende questo discorso della grazia facendo riferimento alla situazione del peccatore, che l’ha perduta. E tuttavia il Servo di Dio, con profonda finezza, ritiene di poter dire che la misericordia di Dio, nel volerci donare la grazia, è tanta che Egli ascolta anche l’appello angosciato del peccatore privo della grazia e, benché questo peccatore si trovi ancora in conflitto con Dio, Dio ascolta il suo appello angosciato e gli viene incontro con la grazia.

E, nel momento in cui il peccatore pentito riceve la grazia, può iniziare a meritare una grazia successiva e così si avvia un processo spirituale per il quale, se il peccatore è perseverante, i meriti si alternano alle grazie in una crescita continua della grazia, fino, se Dio lo concede, alla perseveranza finale.


 PAPA FRANCESCO - ANGELUS

Biblioteca del Palazzo Apostolico
Domenica, 10 gennaio 2021

Da: http://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2021/documents/papa-francesco_angelus_20210110.html 

Dopo questo gesto di compassione di Gesù, accade una cosa straordinaria: i cieli si aprono e si svela finalmente la Trinità. Lo Spirito Santo scende in forma di colomba (cfr Mc 1,10) e il Padre dice a Gesù: «Tu sei il Figlio mio, l’amato» (v. 11). Dio si manifesta quando appare la misericordia. Non dimenticare questo: Dio si manifesta quando appare la misericordia, perché quello è il suo volto. Gesù si fa servo dei peccatori e viene proclamato Figlio; si abbassa su di noi e lo Spirito scende su di Lui. Amore chiama amore. Vale anche per noi: in ogni gesto di servizio, in ogni opera di misericordia che compiamo Dio si manifesta, Dio pone il suo sguardo sul mondo. Questo vale per noi.

 

Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

Lezioni sulla Grazia – Lezione n. 14

Da:

http://www.arpato.org/lezioni_grazia.htm 

 

Si tratta veramente di un appello alla pura misericordia. E però nella preghiera, anche del peccatore che fa del bene, c’è questo appello alla divina misericordia. Quindi un’opera buona, una parola buona, un pensiero buono non sono mai sprecati, anche in stato di peccato, hanno sempre almeno questo valore di impetrazione.

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La Madonna, che ora preghiamo, ci aiuti a custodire la nostra identità, cioè l’identità di essere “misericordiati”, che sta alla base della fede e della vita.

 

 

 

 

 

 

 

Quest’acqua zampillante per la vita eterna è proprio la grazia di Dio, che è quasi, anzi senza quasi, un’anticipazione temporale della eternità. Nella vita del tempo si anticipa già la vita della patria celeste. 

É questa, appunto, l’anticipazione virtuale di ciò di cui i santi godono attualmente per tutta l’eternità.

12 gennaio, 2021

Verginità e unione sessuale (Seconda Parte - 2/2)

 Verginità e unione sessuale

Seconda Parte (2/2) 

Lo sposalizio del Padre

Il Padre genera da solo dall’eternità il Figlio, preesistente alla creazione del mondo. Tuttavia il Padre, ordinando al Figlio di assumere una natura umana, genera anche il Figlio incarnato, fecondando il seno di Maria con lo Spirito Santo, che è il Principio fecondante, ossia il Germe del Padre, per cui Maria concepisce un figlio la cui anima è creata immediatamente da Dio, ma la cui Persona è la Persona del Verbo. Così il figlio che nasce da Maria e che Maria genera è una Persona divina in due nature: Figlio del Padre come Dio e figlio di Maria come uomo.

Così Maria è sposa del Padre, Madre del Figlio e feconda di Spirito Santo, che è lo Spirito del Padre. Gesù, dal canto suo, è Figlio del Padre come Dio ed è figlio di Maria come uomo. E Maria, siccome è Madre di un uomo che è Dio, è Madre di Dio. Maria è sposa di Giuseppe, ma il loro è un matrimonio vergine. La verginità di Maria tuttavia non è sterile. Ma feconda per la potenza di Dio. Infatti Maria genera Cristo non perchè si è unita a Giuseppe, ma perchè si è unita al Padre.

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Non solo il figlio di Dio nel piano divino è immortale, ma anche l’uomo nella sua natura umana di animale ragionevole, maschio e femmina, Adamo ed Eva, grazie alla risurrezione.

Affresco bizantino antico di Gesù, di Adamo e di Eva -  COSTANTINOPOLI, TURCHIA

 Immagine da internet

11 gennaio, 2021

Verginità e unione sessuale (Prima parte - 1/2)

Verginità e unione sessuale

Il vero valore della verginità

La morale cattolica apprezza congiuntamente due atti umani che si escludono a vicenda e che sembrano comportare una valutazione incoerente della sessualità: un disprezzo dell’unione sessuale nella verginità e un apprezzamento dell’unione sessuale nel matrimonio. Lutero, come si sa, credette di poter risolvere l’antinomia semplicemente abolendo il voto di castità. Ma chiaramente non è questa la soluzione, perché il vero cristianesimo tiene la verginità nella massima stima. Ma bisogna vedere in che senso, altrimenti l’antinomia non si risolve.

Cominciamo con l’osservare che la potenza sessuale è fatta per essere attuata. Perché dunque nel cristianesimo è lodata la verginità come perfezione morale? Secondo una certa tradizione cattolica, si intende l’atto sessuale come violazione  della verginità. La vergine è apprezzata perché è intatta, è considerata integra e pura, come se il toccare, proprio dell’atto sessuale volesse dire sporcare, corrompere, disintegrare. Ma è giusto? Può un atto naturale come l’atto sessuale, violare, sporcare, disintegrare?

È vero comunque che, essendo l’unione sessuale cosa buona e naturale in genere, può diventare illecita e biasimevole se attuata per lussuria o fuori dell’ordine morale. In tal modo un atto naturalmente buono come attuazione di una potenza naturale diventa moralmente cattivo perché privo del giusto contesto morale dato nella vita presente dalla legittima unione dell’uomo e della donna nel matrimonio.

Perché d’altra parte la verginità è apprezzata nel cristianesimo? Suppone veramente l’idea che l’unione sessuale sia una violazione, una sporcizia, una disintegrazione? Per nulla. Dio ha detto: «non è bene che l’uomo sia solo. Gli ho creato  una compagna simile a lui, ossa delle sue ossa e carne della sua carne». Inoltre Dio ha detto: «l’uomo si unirà alla sua donna e i due saranno una sola carne. Non divida l’uomo ciò che Dio ha unito». Dunque nel Genesi è evidentissimo che l’unione sessuale è cosa buona.

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Il concetto di generazione e quindi del sesso è fondamentale nel cristianesimo, perché esso si applica dovunque esiste la vita, dalle piante fino a Dio. Anche Dio genera. Non genera tuttavia né una creatura né un altro dio, ma genera un’altra Persona a Lui uguale e della stessa natura divina: Dio da Dio. 

 

La Trinità o Ospitalità di Abramo è una celebre Icona di Andrej Rublëv, realizzata negli anni intorno al 1422, conservata presso la Galleria statale di Tret'jakov a Mosca. Il dipinto raffigura la scena della visita fatta dalla Trinità ad Abramo per promettere a lui e alla moglie Sara una discendenza

Immagine da internet


06 gennaio, 2021

Il desiderio di conoscere Dio

 

 Il desiderio di conoscere Dio

A chi interessa conoscere Dio?

Il desiderio di conoscere Dio dovrebbe essere l’aspirazione più profonda di noi tutti, perché Egli ci ha creati affinchè un giorno in paradiso arriviamo a vederlo svelatamente, faccia a faccia, per l’eternità. Ma se ci guardiamo attorno, fra gli stessi cattolici e fra gli stessi religiosi, che pur dovrebbero essere i più interessati alla ricerca di Dio, coloro che maggiormente si preoccupano di acquistare su Dio una scienza da insegnare agli ignoranti, di accumulare tesori e cibi da distribuire agli affamati, coloro che maggiormente dovrebbero saper incentivare questa ricerca e condurre in questa ricerca il prossimo, sono molto rari.

Molto rari sono questi maestri spirituali che hanno dedicato la loro vita a questa ricerca, e rari per non dire rarissimi sono coloro, anche tra i credenti, che si rivolgono a questi maestri per chiedere luce, guida, conforto e consiglio ed essere guidati in questa conoscenza, persone che interpellino o consultino o seguano questi maestri per soddisfare il loro desiderio della conoscenza di Dio e della visione beatifica dell’essenza divina.

Dalla conoscenza sorge l’amore. È evidente che a tanti non interessa conoscere Dio non solo perché non amano la verità, ma anche perchè a loro ripugna, a causa delle loro cattive tendenze, mettere in pratica quella volontà di Dio, che essi verrebbero conoscere conoscendo chi è Dio. Ma anche l’amore spinge a conoscere, sicché amore e conoscenza si causano a vicenda in una stupenda circolarità, che conduce lo spirito alla perfezione e alla santità.

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l’amore spinge a conoscere, sicché amore e conoscenza si causano a vicenda in una stupenda circolarità, che conduce lo spirito alla perfezione e alla santità

L'Adorazione dei Magi - Andrea Mantegna, databile al 1497-1500 circa e conservato nel Getty Museum di Los Angeles 

(immagine da internet)

04 gennaio, 2021

Il Dio cristiano non sacrifica degli uomini, ma sacrifica un Uomo.

 Il Dio cristiano non sacrifica degli uomini, ma sacrifica un Uomo.

Un chiarimento circa le parole del Santo Padre

Il Santo Padre nell’omelia della Santa Messa per la solennità della SS.ma Madre di Dio del 1° gennaio scorso, letta dal Card. Re, ha detto che l’idea di un dio che sacrificasse persone umane sia pure per un nobilissimo progetto, non è il Dio cristiano e sarebbe un dio crudele e privo di misericordia. Ora però dobbiamo tener presente che la misericordia del Padre si è manifestata proprio nella possibilità che Egli ci dà di sacrificarci unendoci nella Messa al sacrificio di Cristo per la salvezza dei fratelli.

 Senonchè però il Papa evidentemente ha voluto riferirsi al dio che chiede sacrifici umani, Dio che, come sappiamo bene, non è il Dio Padre di Gesù Cristo, ma è il dio degli Aztechi. Oppure ha pensato a certi regimi tirannici, i quali basano il loro potere costringendo una categoria di cittadini a sacrificarsi per la classe dominante rappresentata, come direbbe Nietzsche, dalla classe dei «Signori». Sacrificare i deboli per la felicità dei forti è infatti l’etica di Nietzsche.

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Basilica di San Vitale, Ravenna. I Mosaici bizantini, 546-547. Il periodo di Giustiniano. (immagini da internet)

 

Abramo si era convinto che Dio gli avesse richiesto il sacrificio del figlio, finché l’angelo non gli rivelò quella che era veramente la volontà divina

02 gennaio, 2021

Paradiso terrestre e paradiso celeste

 Paradiso terrestre e paradiso celeste

Una tesi estranea alla Rivelazione

Un mio recente articolo su questo blog dedicato alla condizione dei nostri progenitori nel paradiso terrestre ha dato occasione ad alcuni lettori di scrivermi per sostenere che avrei dovuto ricordare la teoria secondo la quale se Adamo ed Eva non avessero peccato, dopo un certo periodo sarebbero saliti al cielo a godere la visione di Dio.  A conforto di questa tesi sono stato rimandato al n.60 del Catechismo Maggiore di San Pio X, che si esprime in questo modo:

Domanda. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, sarebbero stati esenti dalla morte?

Risposta. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, ma si fossero mantenuti fedeli a Dio, dopo una dimora felice e tranquilla su questa terra, senza morire sarebbero stati trasferiti da Dio nel Cielo a godere una vita eterna e gloriosa.

Confesso che sono rimasto assai sorpreso nel leggere queste parole, che mi sono immediatamente apparse spurie, ovvero come un’infiltrazione gnostica surrettizia in un importante Catechismo approvato da uno zelantissimo custode e difensore della retta fede come San Pio X. Devo pensare che si tratti di un colpo di mano sfuggito al controllo del grande Pastore.

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Infatti Dio ha voluto che fra il terreno e il celeste ci fosse lo stato attuale della natura decaduta e redenta, abitante sulla terra ma con lo sguardo rivolto al cielo, per cui essa in Cristo si muove in due direzioni: una verso il passato, ossia il recupero del paradiso perduto e l’altra, superiore alla prima, proiettata sul futuro: la conquista del paradiso celeste.

Pierluigi da Perugia (1595), Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre - immagine da internet

01 gennaio, 2021

Una preghiera per l’Anno Nuovo - Ascoltaci, o Signore

 Una preghiera per l’Anno Nuovo  

Ascoltaci, o Signore

O Padre, tuo Figlio ci ha insegnato di rivolgerci direttamente a Te, avendoci riconciliati a Te col sangue della sua croce. Egli ci ha altresì assicurato che chiedendo direttamente a Te nel suo nome, Tu ci avresti esaudito prontamente, qualunque cosa Ti avessimo chiesto.

Ebbene, Padre, abbiamo allora pensato di rivolgerTi una preghiera per l’Anno nuovo affinchè esso possa essere migliore del presente, con tanti guai del corpo e dello spirito, personali e sociali, che coinvolgono l’intera umanità in una forma finora mai vista.

Tuttavia vogliamo parlarTi col cuore in mano: tanti di noi da tempo Ti chiedono la cessazione di questa pandemia. Eppure essa continua a causare morti in tutto il mondo. Dove è questo «prontamente»?

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Papa Francesco giustamente ci mette in guardia contro il demonio avendo ripristinato dopo il Santo Rosario la bellissima preghiera di Papa Leone XIII a San Michele Arcangelo. 

Immagine da interner

29 dicembre, 2020

Il Servo di Dio Tomas Tyn e il problema comunista

 Il Servo di Dio Tomas Tyn e il problema comunista

Il prossimo 1° gennaio sarà il 31° anniversario della morte del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, noto ai lettori per essere stato ricordato più volte come modello di vita cristiana e in special modo come modello di teologo domenicano fedele discepolo ad un tempo di San Tommaso d’Aquino e del Magistero della Chiesa, zelante e coraggioso diffusore del Vangelo ed operosissima e sapiente guida di anime alla conversione, alla penitenza e alla santità.

Come sa chi conosce la vita di Padre Tomas, uno dei problemi umanitari più gravi che egli seppe affrontare con eroico coraggio in spirito di offerta di sé al Signore per la libertà civile e religiosa della sua Patria, l’allora Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, fu la liberazione dal giogo comunista, che fra i paesi europei soggetti al regime sovietico, era stato il più duro, benché la sua Patria in precedenza registrasse una tradizione cattolica d’origine medioevale.

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il Signore accettò l’offerta del suo servo fedele proprio il 1° gennaio del 1990, allorché il Servo di Dio rese la sua bella anima a Dio, dopo lo scioglimento del regime sovietico, per cui fu sciolto anche il regime comunista in Cecoslovacchia senza spargimento di sangue, mentre proprio in quel giorno il Presidente Havel inaugurava il ritorno della democrazia

28 dicembre, 2020

Il rapporto della fede con la carità in Don Divo Barsotti

 Il rapporto della fede con la carità

 in Don Divo Barsotti

Don Divo Barsotti è stato un prete toscano del secolo scorso, uomo dotto e di santa vita, religiosissimo, fecondo scrittore e maestro di spiritualità, zelante guida di anime, diffusore del Vangelo ed educatore di costumi cristiani. In una sua opera sulla fede, che qui esamineremo brevemente, egli tuttavia non si è accorto di subire un certo influsso luterano, secondo quanto avremo modo di vedere in questo articolo.

Don Barsotti affronta in questo libro il delicato rapporto fra fede e carità. In esso si nota la tendenza ad esaltare la fede riconducendola alla carità; e questo è giusto; ma lo fa in un modo così forzato, che alla fine non si distingue più la fede dalla carità. Non pare essersi accorto che il vero modo di sottolineare la bellezza e l’importanza della fede è proprio quello di illustrarla nella sua peculiarità o specificità, in quanto distinta dalla carità e fondamento e condizione per l’esercizio della carità o anche effetto della carità.  

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Don Divo Barsotti è stato un prete toscano del secolo scorso, uomo dotto e di santa vita, religiosissimo, fecondo scrittore e maestro di spiritualità, zelante guida di anime, diffusore del Vangelo ed educatore di costumi cristiani. In una sua opera sulla fede, che qui esamineremo brevemente, egli tuttavia non si è accorto di subire un certo influsso luterano


22 dicembre, 2020

Il Dio che si fa uomo e l’uomo che si fa Dio - Meditazione sul Natale

  Il Dio che si fa uomo e l’uomo che si fa Dio

Meditazione sul Natale

Siamo giunti oggi ad un punto della storia nel quale siamo tutti chiamati a prender posizione in un’alternativa alla quale non possiamo sfuggire, siamo tutti chiamati ad affrontare una sfida che coinvolge il nostro destino, è giunta l’ora della verità. Ormai sono chiari i termini del conflitto, i termini della sfida: la battaglia decisiva oggi è attorno all’uomo.

Il confronto è su che cosa è l’uomo, qual è il valore, il bene e il potere dell’uomo. Ma ciò implica necessariamente anche altre sfide connesse con il quesito sull’uomo. La sfida è anche su cosa è la verità: essa è ciò che è in sé o ciò che appare a me? La sfida è anche sulla morale: cosa è bene e cosa è male? Quello che voglio io o quello che vuole Dio? Che cosa è la libertà? Obbedire agli uomini od obbedire a Dio od obbedire a me stesso? Con la morte tutto è finito o c’è una sopravvivenza in un al di là?

È l’uomo stesso ad essere Dio o Dio trascende l’uomo? L’uomo è il sommo bene o trova la felicità in un sommo bene che lo supera? L’uomo trova la sua felicità da sé o la ottiene da Dio? Occorre andare oltre l’uomo o l’uomo basta a sé stesso? Questa è la sfida. Chi ha ragione? 

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Lo gnostico si considera Dio, per cui il suo esser uomo è il passare dal suo Io assoluto al suo io empirico, una storpiatura mostruosa del mistero dell’Incarnazione.

 

 

Quanto al pelagiano, egli si considera un superuomo, un Prometeo capace di strappare il fuoco agli dèi, in linguaggio cristiano, di elevarsi da sé alla grazia e addirittura di conquistare la natura divina.

 

 

 

 

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19 dicembre, 2020

La Causa Prima (Del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP)

  La Causa Prima

Del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

Se uno mi chiedesse: chi è Dio? Io rispondo: Dio è il semplice essere[1]. Nulla di più, ma anche nulla di meno. E nell’essere c’è tutto ovviamente, perchè voi capite che tutto ciò che è, è in virtù dell’essere. Tanto è vero che l’essere è proprio ciò in virtù di cui semplicemente si è, si emerge dal nulla. Vedete l’aspetto esistenziale?

Notate, l’essenza è ciò per cui una cosa è sé stessa. L’essere è ciò per cui la cosa semplicemente è, esiste. L’essere, il semplice esistere, coincide con l’essenza solo in Dio. E così si costituisce l’ente infinito. In tutte le realtà distinte da Dio, l’essenza si distingue dall’essere.

Cioè quelle realtà, proprio in quanto non sono Dio, per quel non essere Dio, possiedono un limite che stacca la loro essenza da quella essenza, che è la pienezza dell’essere. Quindi, c’è l’essere ma diminuito, decaduto dalla ampiezza infinita dell’essere stesso. 

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Il fatto che io non sia il tavolino, quel mio non essere il tavolino è un qualcosa che realmente c’è nella natura delle cose. Quindi tutti i rapporti tra le cose, tutte le relazioni, tutte le distinzioni tra cosa e cosa, tutte le sfumature, tutti i modi di essere, sono a loro volta degli esseri. 

Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1890-1898

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14 dicembre, 2020

Il peccato originale e l’universo sconfinato

  Il peccato originale e l’universo sconfinato

 Proviamo ad immaginare che cosa sarebbe stata l’umanità se non ci fosse stato il peccato originale. I soggetti umani immortali si sarebbero moltiplicati indefinitamente, senza che quindi i nuovi generati dovessero sostituire i morti. L’universo sconfinato che esiste adesso è lo stesso che esisteva allora. Adesso, all’infuori della nostra terra, ci appare disabitato; ma Dio lo aveva creato come immensa abitazione che doveva ospitare quella numerosissima e fecondissima umanità indefinitivamente in aumento per tutta l’eternità.

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12 dicembre, 2020

Il mistero del Peccato originale (San Paolo VI e Papa Francesco I)

 Il mistero del Peccato originale

San Paolo VI e Papa Francesco I

DISCORSO DI PAOLO VI AI PARTECIPANTI
AL SIMPOSIO SUL MISTERO DEL PECCATO ORIGINALE

Lunedì, 11 luglio 1966

http://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1966/documents/hf_p-vi_spe_19660711_peccato-originale.html 

Il mistero del peccato originale ha nessi strettissimi col mistero del Verbo Incarnato, salvatore del genere umano, con la sua passione, morte e gloriosa resurrezione, e quindi anche col messaggio di salvezza affidato alla Chiesa Cattolica. In realtà, a che altro mira l’azione pastorale della Chiesa se non alla redenzione dell’umana natura, che, mirabilmente creata da Dio onnipotente in Adamo e in lui miseramente caduta, è stata dal misericordioso Iddio, per la grazia dell’unico Mediatore Gesù Cristo, ancor più mirabilmente ricreata e rigenerata alla vita divina? 

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Beato Angelico

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10 dicembre, 2020

Conservazione e creazione (Del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP)

 Conservazione e creazione

Del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

Ho notato[1] accuratamente alcuni quesiti non risolti. Il primo era il perchè della creazione. Il perchè, vedete, mi dispiace di dover rispondere in modo così agnostico, ma il perchè bisogna chiederlo al Creatore stesso. Però questa è già una risposta. Non so se rendo l’idea.

Il fatto è questo, che non c’è un perchè né umano, né angelico, né creaturale in genere. Cioè, quello che mi preme dire è che non c’è un perchè, un motivo della creazione nelle creature stesse. Non c’è un motivo della creazione nelle creature stesse. Il motivo per cui le creature ci sono piuttosto che non esserci è in Dio e in Dio solo.

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 Creazione del mondo, di Giusto de Menabuoi - 

Battistero Padova - sec. XIV

 

 

 



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07 dicembre, 2020

La metafisica dell’amore di Dio

 La metafisica dell’amore di Dio

del Servo di Dio P.Tomas Tyn, OP

Ora, il secondo articolo si pone la domanda che concerne appunto l’infusione della grazia. E cioè se per la remissione del peccato, cioè per la giustificazione - abbiamo visto che effettivamente si compie nella remissione del peccato -, è necessaria l’infusione della grazia da parte di Dio.

         Se volete, possiamo porre la domanda anche in questi termini: è possibile che Dio perdoni un peccatore, senza dargli la sua grazia? Ecco la domanda. I nominalisti e Lutero, per motivi diversi, dicono di sì. I cattolici dicono di no. Non è possibile che Dio rimetta o perdoni il peccato senza infondere la grazia. Sapete perché il nominalismo nega questa tesi? Semplicemente perché insiste esageratamente sulla libertà divina. Dice praticamente che insomma Dio può fare anche l’impossibile. Il nominalismo non rispetta più le essenze. Non le rispetta poi, perché le essenze per il nominalismo non esistono. 

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Dio crea con amore. Vedete la fecondità dell’amore di Dio. Tutto ciò che Dio ama, lo produce. L’amore di Dio è sempre efficace. 
 
 
 
 

Pietro da Cortona, sec. XVIII

IMMACOLATA CONCEZIONE

 

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Cfr.    il libro del teologo domenicano Giovanni  Cavalcoli, che tratta la cristologia da un’angolatura sin oggi non molto approfondita: la metafisica di Gesù Cristo

 https://isoladipatmos.com/novita-gesu-cristo-fondamento-del-mondo-inizio-centro-e-fine-ultimo-del-nostro-umanesimo-integrale/