Che cosa è
il subconscio nella Pascendi di Pio X?
Terza
L’emozione
al posto del concetto,
il
sentimento al posto della dottrina
1. Una
carenza gravissima della gnoseologia modernista è data dal fatto che a causa
dell’influsso dell’empirismo occamistico, del suo disprezzo per l’astrazione
metafisica e quindi per le nozioni trascendentali, essa non è fondata sulla
nozione dell’essere, ma sulla scelta arbitraria, sulla sensibilità
incontrollata, sulla percezione del momento, sull’emozione, sull’immaginazione,
sulla sensazione suggestiva, sul bisogno di agire e di affermarsi, sull’estetica
sensuale e sulla fantasia creativa.
Essa non è frutto dell’intelligenza
metafisica, e di un rigoroso metodo razionale, ma della volontà, dell’interesse
personale, dell’emozione e dell’istinto, ed è ordinata non al vedere ma al
fare. Il pensiero non si sente dipendente dal reale, ma lo vuol dominare. Non
si tratta di adeguarsi (adaequatio),
ma di decidere. La verità non è ciò che è, ma ciò che io ho deciso che sia.
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È l’idealismo cartesiano che sostituisce
l’ideale al reale e scambia l’idea con la realtà, come se l’oggetto del
conoscere fossero le nostre idee e non le cose extramentali, secondo quanto
opportunamente Papa Francesco ci ha fatto notare nel designare l’errore
dell’idealismo.
Laberthonnière cade nell’assurdo
quando considera lo stesso Aristotele come idealista, solo perchè Aristotele
parla di Dio come Nòesis Noèseos, Pensiero del Pensiero, senza tener conto che
quel «pensare» divino non è una semplice idea, ma coincide con lo stesso Essere
divino.
Per Dio pensare vuol dire essere
ed essere vuol dire pensare. Ma Dio non è un puro pensare senza essere! Come potrebbe
infatti un pensante essere pensante se stesso, se non fosse sussistente, e quindi
non fosse essere sussistente, come è conveniente che Dio e solo Dio sia?

Diamo qualche esempio della sua
mentalità modernista, portata ad accusare il Magistero della Chiesa di essere
attaccato a una vecchia concezione di Dio non più adatta ai tempi moderni. In
queste parole Loisy finge di rivolgersi direttamente alla Chiesa.
Scrive
nel 1883: «Sai tu che la necessità di un Dio autore del mondo ed anche distinto,
così indipendente come tu lo presenti, non è evidente per me e per molti altri?
Nel
1892: «Sembra impossibile che Dio esista. È impossibile che non esista. Il Dio
antropomorfico, proprietario di un mondo che egli governa da gran Signore,
arbitrariamente e con cattiveria, non esiste. Ma Dio esiste: è il lato interiore,
eterno, immutabile, semplice ed uno, del mondo esteriore, temporale, mutevole e
multiplo».
Nel 1903: «L’evoluzione della
filosofia moderna tende sempre di più all’idea di un Dio immanente».
Nel 1904: «Non credo più alla
divinità di Gesù Cristo e considero l’incarnazione personale di Dio come un
mito filosofico».
Nel 1906: «Propendo verso il monismo,
o verso il panteismo? L’ignoro.».
Immagini da Internet:
- Lucien Laberthonnière
- Alfred Firmin Loisy