11 gennaio, 2022

Ancora sulla questione degli extraterrestri

 Ancora sulla questione degli extraterrestri

Non esiste un vivente corporeo intelligente che non sia l’uomo

Il teologo domenicano Padre Athos Turchi il 21 gennaio nel 2014 nel sito UCCR si espresse circa il problema affrontato dal mio articolo se possono esistere persone umane su altri pianeti sostenendo che «non è contraddittorio né eretico pensare che possano esservi in altri pianeti forme di vita razionale, e perciò assimilabili all’essere umano, che vivano di propria esistenza: c’è spazio per tutti e anche parecchio».

Ora io dimostrerò invece che una simile tesi implica contraddizione ed eresia, perché va contro la ragione e la fede, fede in particolare in alcuni dogmi: il dogma dell’essenza dell’uomo, composto di spirito e corpo definito dal Concilio Lateranense IV; l’anima umana come forma sostanziale del corpo, dogma definito dal Concilio di Viennes e il dogma dell’immortalità dell’anima, definito  dal Lateranense V, nonché il dogma dell’essenza e delle conseguenze del peccato originale, definito dal Concilio di Trento e precisato da Pio XII, con l’esclusione del poligenismo.

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Per quanto riguarda l’essenza della natura umana, essa è definita dalla Chiesa come sostanza vivente e personale, composta di anima e corpo. animata da un’anima spirituale, razionale ed intellettuale e pertanto immortale.

Ciò vuol dire che non possono esistere soggetti razionali che non siano persone umane, perché per definizione l’uomo è un vivente razionale e quindi dovunque c’è un vivente razionale c’è un uomo.

Non può esistere un vivente razionale che non sia un uomo, non può essere un uomo che non sia un vivente razionale, così come, per esempio, se esiste una figura a tre lati, questo è un triangolo e se c’è un triangolo, non può non essere una figura a tre lati, perchè per definizione il triangolo è una figura a tre lati. 

Non può esistere una figura a tre lati che non sia un triangolo.

La creatura puramente spirituale è l’angelo; l’uomo è un composto di spirito e corpo. Dio può creare uomini più nobili ed angeli più nobili. Ma non può esistere una creatura intermedia fra quella materiale e quella spirituale. Non può esistere una creatura intermedia fra l’uomo e l’angelo. E non può esistere una creatura superiore a quella spirituale. Pretendere che Dio crei creature del genere è pretendere l’impossibile.

Non possono esistere non in modo assoluto, considerando la pura onnipotenza divina, ma non possono esistere relativamente a ciò che di fatto Dio ha deciso di creare tenendo conto dell’opera della redenzione.

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10 gennaio, 2022

Dibattito sul Papa Emerito – (2)

  Dibattito sul Papa Emerito – (2)

Mi è gradito pubblicare un articolo del giornalista AMERICO MASCARUCCI, con relativi miei brevi commenti, circa la dibattuta e difficile questione dei fondamenti giuridici, dell’aspetto teologico, della figura morale e spirituale, e dei caratteri istituzionali del Papato Emerito. 

Articolo di Americo Mascarucci

La vicenda della rinuncia di Benedetto XVI è decisamente intrigante e devo dire ha appassionato anche me.

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E' lecito domandarsi perché mai Ratzinger non batta un colpo, proprio lui che oggi rischia di essere nella Chiesa elemento di confusione, discordia, lacerazione. “Il vostro parlare sia si si, no no” dice Gesù. E allora parli Benedetto e metta fine a tutto questo.

Papa Benedetto, a causa della salute indebolita, fatica a parlare. Del resto, coloro che sostengono la tesi che Benedetto è il vero Papa sono così ostinati ed arroganti, che anche rispondendo ai loro attacchi non si ottiene nulla.

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08 gennaio, 2022

Possono esistere persone umane in altri pianeti?

 Possono esistere persone umane in altri pianeti?

Il quotidiano La Stampa del 23 dicembre scorso dà notizia che «ventiquattro teologi delle religioni di tutto il mondo sono stati chiamati dalla NASA a rispondere a una difficile domanda: quali sarebbero le conseguenze per la società umana se venisse a sapere che gli alieni esistono? L’incontro è in programma al Center for Theological Inquiry di Princeton, un organismo finanziato dall’ente spaziale americano».

Se si fossero rivolti a un qualunque teologo cattolico avrebbero avuto una risposta sicura senza bisogno di scomodare con relative spese i teologi di altre religioni.  Per questo, io, come teologo cattolico, voglio andare incontro all’interesse della NASA fornendo la risposta cercata. Dico subito, però, che per avere tale risposta, non basta la scienza, ma occorre prendere informazioni dall’insegnamento della rivelazione cristiana nell’interpretazione della Chiesa cattolica.

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Tutta l’umanità si raccoglie nell’umanità che è in questa terra e solo in questa terra. 

Non esistono uomini fuori di quelli che vivono su questa terra. La colpa originale si trasmette a questa umanità. 

E secondo la fede tale umanità è salvata dalla redenzione di Cristo, redentore di questa umanità, non di altre extraterrestri.


Tutta l’umanità esistente, dunque, è su questa terra.

Il divino comando genesiaco «soggiogate, dominate e riempite la terra» (Gen 1,28) vale ancora. Il peccato originale ha indebolito le forze dell’uomo. Ma la grazia di Cristo ridà gradualmente nei secoli e nei millenni le forze perdute. E qui abbiamo la storia del progresso umano nel campo della scienza, della tecnica e delle forze umane. 

Certo l’universo, adesso, nelle sue distanze sconfinate e nelle sue forze gigantesche, ci spaventa e ci fa sentire tanto piccoli e impotenti, nonostante i progressi compiuti. 

Se l’uomo non avesse peccato, a quest’ora avremmo già colonizzato tutti i pianeti abitabili. 

Ma siamo ancora in tempo. Non arrendiamoci alla nostra debolezza, ma, forti della grazia di Cristo, possiamo recuperare quello che abbiamo perduto ed ottenere, con la resurrezione finale, un mondo nuovo ancor più bello di quello delle origini.

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06 gennaio, 2022

La consostanzialità col Padre - Tomas Tyn - Terza Parte (3/3)

  La consostanzialità col Padre

Terza Parte (3/3)

P.Tomas Tyn, OP

Però, mentre in Dio il pensiero e l’amore sono Dio stesso, in noi il pensiero, se ci capita, fortunati noi, e l’amore, se ci capita, fortunati ancora, è qualche cosa di aggiunto alla nostra anima. Quindi in noi il pensare e l’amare è una realtà accidentale. Invece in Dio il pensiero è sussistente e l’amore è sussistente.

Ora vedete, miei cari, l’unica possibilità di concepire la Trinità delle divine Persone è questa, che in Dio il pensiero e l’amore, sempre per analogia con la spiritualità umana, sono costituiti da dei movimenti, ma sono strani movimenti che si chiamano “processioni”. Ecco, quindi è fondamentale questo concetto della teologia trinitaria che è la processione, in greco ekpòreusis

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Notate la problematica della teologia trinitaria: trovare un solo punto su cui si possa fondare una possibile differenza in Dio. 
 
In Lui infatti non c’è alcuna differenza, né di sostanza e accidenti, né di sostanza e essenza, né di essenza e di essere, tutto è unità. Gesù parla con chiarezza in termini trinitari, che comportano distinzione tra il Verbo e il Padre, tra il Verbo e lo Spirito. 
 
Come è possibile pensare in Dio una differenza senza abbassare Dio ad una creatura?
 

C’è una sola possibilità. Nell’ambito creaturale esiste un particolare accidente, l’unico che, non di per sé, ma la cui analogia o somiglianza ci mette in grado di affermare una possibile differenza reale in Dio. È una cosa quasi commovente, perché è l’accidente più piccolino. Dice infatti San Tommaso che esso è ciò che c’è di debolissimo nell’ente. Che cosa è? È l’accidente della relazione. 

 In Dio ci sono delle relazioni reali reciproche di origine, contrapposte l’una all’altra, e quindi relazioni che fondano una reale distinzione. Il Padre è Padre del Verbo, secondo tutto il suo essere; e il Verbo è un procedente dal Padre secondo tutto il suo essere; e lo Spirito Santo è un procedente dal Padre e dal Verbo come da un’unica origine secondo tutto il suo essere Amore di Dio, un’unica origine della processione.

Sant’Agostino, il quale ha scritto sulla Trinità Santissima un bellissimo trattato, narra che, camminando sulla spiaggia del mare vide un bimbo, che costruiva una buca. In essa con una conchiglia, metteva dell’acqua dal mare. Sant’Agostino si ferma e dice: “figliolo, che cosa stai facendo?”.

Il bambinetto gli risponde molto saggiamente: “tu cerchi di fare esattamente la stessa cosa che faccio io: io da questo oceano cerco di portare l’acqua in questa piccola buca, così come tu da quell’oceano di essere che è Dio cerchi di trasportare qualche cosa nella ristrettezza della tua intelligenza umana”.

Immagini da internet:
- Episodio evangelico del tributo, del Masaccio
- Trinità, del Masaccio
- Sant'Agostino col bambino, del Botticelli

La consostanzialità col Padre - Tomas Tyn - Seconda Parte (2/3)

 La consostanzialità col Padre

Seconda Parte (2/3)

P.Tomas Tyn, OP

 Adesso abbiamo appena passato questo gioioso tempo natalizio. Nel Bambino nato a Betlemme, nella sua fragilità umana, nella sua piccolezza umana, dobbiamo considerare e contemplare la grandezza del Verbo che eternamente procede dal Padre.

Come il Figlio che è nel seno del Padre dall’eternità ci rivela il volto del Padre, come dice appunto San Giovanni nel suo Prologo, così questa preesistenza del Verbo che è sempre presso il Padre per cui è Lui solo che conosce il Padre, tramite la sua umanità assunta nel grembo della Vergine Madre, è in grado di rivelarci il volto del Padre.

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 Abbiamo appena passato questo gioioso tempo natalizio. Nel Bambino nato a Betlemme, nella sua fragilità umana, nella sua piccolezza umana, dobbiamo considerare e contemplare la grandezza del Verbo che eternamente procede dal Padre.

Come il Figlio che è nel seno del Padre dall’eternità ci rivela il volto del Padre, come dice appunto San Giovanni nel suo Prologo, così questa preesistenza del Verbo che è sempre presso il Padre per cui è Lui solo che conosce il Padre, tramite la sua umanità assunta nel grembo della Vergine Madre, è in grado di rivelarci il volto del Padre.

L’unico modello della Trinità possibile è quello che si può ricavare dalla analogia tra la vita spirituale dell’uomo e la vita spirituale infinitamente più grande di Dio. Solo che è un’analogia, notate bene: analogia vuol dire che c’è una differenza essenziale tra uomo e Dio; solo così relativamente c’è qualche somiglianza lontana.

Allora, in Dio avviene che Dio non solo possiede la vita, ma Dio è Vita, Dio non solo ha pensieri, ma Dio è il suo Pensiero e tutto ciò che pensa; Dio non solo ha l’amore, ma è l’Amore, cioè è la facoltà volitiva e l’atto d’amore. Dio è amore, esclama ancora San Giovanni. Quindi Dio è Spirito, Dio è Pensiero, Dio è Verbo e Dio è Amore.

Vedete la differenza tra la nostra povera spiritualità umana, che è un lumino appena acceso e quel sole divino. Il nostro lumino appena acceso, la nostra spiritualità umana ci rivela già la grandezza della vita spirituale, però nella finitezza dell’essere umano; per cui noi uomini, in quanto spirituali, siamo chiamati a pensare e ad amare l’infinito, l’infinito Vero e l’infinito Bene. E questo ci imparenta con Dio. 

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02 gennaio, 2022

La consostanzialità col Padre - Tomas Tyn - Prima Parte (1/3)

    La consostanzialità col Padre

Prima Parte (1/3)

P.Tomas Tyn, OP

Ecco, miei cari, continuiamo a riflettere sulla Trinità Santissima. E vi dissi già l’altra volta, precisando, cosa importantissima questa, che non c’è una continuità tra il discorso razionale e quello sovrarazionale, tra il naturale e soprannaturale su Dio. Ossia, Dio, essendo la pienezza dell’essere, si presenta sotto un certo aspetto alla nostra intelligenza, ma quel poco che la nostra intelligenza può conoscere di Lui non esaurisce affatto quel mistero che da secoli eterni, come dice San Paolo, è nascosto in Dio.

Infatti il Concilio Vaticano I, nella Costituzione “Dei Filius”, la cui pia lettura sempre raccomando, essendo un gioiello di sacra teologia, distingue questo duplice aspetto della conoscenza di Dio: è sempre lo stesso unico Dio che si conosce, ma, come direbbe San Tommaso, sotto aspetti formali diversi. Con la luce della ragione possiamo conoscere la sua esistenza, possiamo sapere che Dio è buono e perfetto, che è uno solo; possiamo sapere alcune altre sue caratteristiche o proprietà, ma non possiamo affatto conoscere la Trinità delle divine Persone.

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Non c’è la possibilità per l’intelligenza umana, senza l’aiuto della grazia, di accedere al mistero della Trinità.

Solo nella fede si coglie la Trinità delle divine Persone, mentre l’unità divina si coglie anche con la sola ragione.

 
La fede non è credere alle favole. 
 
C’è una grande differenza tra i dogmi di fede e la favola di Cappuccetto Rosso, e tante altre.

Al giorno d’oggi si può vedere come la nostra fede sia fortemente minacciata da una recrudescenza di quella che si può chiamare senza esagerazione una neognosi. In sostanza, c’è una nuova gnosi, che vorrebbe in qualche modo convincerci che ciò che noi crediamo sono dei miti, in sostanza dei simboli psicologici, che hanno un’apparenza simbolica, ma nulla di più.

La contemplazione delle cose di Dio ci renderà beati per tutta l’eternità

Guardate che noi siamo chiamati ad essere veramente felici e beati già quaggiù. 

Il cristianesimo non è pessimismo.

La Costituzione americana dice che ciascuno ha il diritto di essere felice; ebbene, il cristianesimo dice che ciascuno ha il dovere di essere felice: questa è la differenza, vedete, e quindi bisogna già da quaggiù su questa terra cercare di essere felici anticipando quella felicità di cui saremo beati per tutta l’eternità.

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31 dicembre, 2021

Ricordiamo il Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

  Ricordiamo il Servo di Dio

Padre Tomas Tyn, OP

Secondo la grazia di Dio che mi è stata data,

come un sapiente architetto ho posto il fondamento

                                                                                                       I Cor 3,10 

Una speranza per la teologia del nostro tempo 

Il 1°gennaio prossimo 2022 ricorrerà il 32° anniversario della pia morte del Servo di Dio Padre Tomas Tyn. L’inchiesta diocesana relativa alla Causa di Beatificazione iniziò nel 2007 ed io ebbi l’incarico di Vicepostulatore insieme con l’altro Vicepostulatore cechio Padre Efrem Jindracek. 

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Tomas nacque a Brno, in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca, il 3 maggio 1950

Morì a Neckargemünd, in Germania, il 1° gennaio 1990

 

 

 

 

 

Il 1°gennaio prossimo 2022 ricorrerà il 32° anniversario della pia morte del Servo di Dio Padre Tomas Tyn. 

 

 

 

 

 

 

 

Prestò per 16 anni servizio alla parrocchia bolognese di San Giacomo fuori le Mura





27 dicembre, 2021

Dibattito sul Papa Emerito

Dibattito sul Papa Emerito

Mi è gradito pubblicare gli interventi di tre Lettori, con relative mie risposte, circa la dibattuta e difficile questione dei fondamenti giuridici, dell’aspetto teologico, della figura morale e spirituale, e dei caratteri istituzionali del Papato Emerito.

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Papa Francesco si esprime con modestia, come se volesse esprimere una sua opinione personale;

ma la materia della quale tratta, l’essenza del Papato, è di fede.

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24 dicembre, 2021

Messaggio natalizio

 Messaggio natalizio

Cari Amici Lettori,

da 2000 anni noi cristiani commemoriamo la Nascita a Betlemme di Gesù il Nazareno, il Fondatore della Chiesa cattolica, attualmente guidata dal suo Vicario Papa Francesco, coadiuvato dal Papa emerito Benedetto. Questo stato di emeritato, cosa mai finora successa in tutta la storia della Chiesa, sta a significare che la Provvidenza sempre la assiste nelle forme più imprevedibili, soprattutto nei momenti più difficili, applicando il detto popolare «a mali estremi, estremi rimedi».

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BUON

NATALE !

 

 

 

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23 dicembre, 2021

Risposta a Cionci sulla legittimità di Papa Francesco

  Risposta a Cionci sulla legittimità di Papa Francesco

Andrea Cionci nel suo blog di Libero Quotidiano il 21 dicembre scorso ha replicato alle critiche che ho fatto a un suo precedente articolo. Riprendo le sue asserzioni che mi paiono degne di considerazione e rispondo a ciascuna di seguito.

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/risposta-cionci-sulla-legittimita-di.html

 

Fontanellato, 23 dicembre 2021

 

Ora, questa è una novità assoluta introdotta da Benedetto nel concetto di Papato, perché fino a Benedetto un Papa che desse le dimissioni, non era considerato più Papa. 

Per esempio, un Celestino V, una volta lasciato il governo della Chiesa, non avvertì affatto di essere rimasto Papa, ma si considerò un semplice monaco come era prima di esser fatto Papa. Non aveva coscienza della distinzione fra l’esse e l’agere del Papa, fra essenza e operazione come invece ci ha fatto capire Benedetto.

 

Neppure nel progetto di eventuali dimissioni Pio XII lascia trasparire che avesse coscienza della differenza introdotta da Benedetto. Egli parla infatti di un tornare ad essere Cardinale.

Invece Benedetto ci fa capire meglio quella che è la gloria immortale del Papato. In paradiso chi è stato Papa quaggiù resterà Papa in eterno, pur non avendo più evidentemente da governare la Chiesa. Conserverà il munus, pur avendo cessato per sempre dal ministerium.

 Immagini da: https://www.vatican.va/content/vatican/it.html

18 dicembre, 2021

Documento della Santa Sede relativo al Motu Proprio Traditionis Custodes

 Documento della Santa Sede

relativo al Motu Proprio Traditionis Custodes

Ho il piacere di segnalare la pubblicazione da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti della Risposta ad alcuni dubbi sollevati da diverse parti circa l’interpretazione e le facoltà concesse dal recente Motu Proprio Traditionis Custodes.

Si tratta di un Documento significativo, atto a dare tranquillità a quei fedeli, i quali si sono mostrati troppo preoccupati circa le sorti del Rito Romano Vetus Ordo.

Viceversa questo Documento mostra chiaramente l’intenzione del Santo Padre di andare incontro alle giuste richieste di coloro che desiderano dei chiarimenti.

Citiamo un passo particolarmente significativo del Documento:

“È triste vedere come il vincolo più profondo di unità – la partecipazione all’unico Pane spezzato che è il Suo Corpo offerto perché tutti siano uno (cf. Gv 17,21) – diventi motivo di divisione: è compito dei Vescovi, cum Petro et sub Petro, custodire la comunione, condizione necessaria – l’Apostolo Paolo ce lo ricorda (cf. 1Cor 11,17-34) – per poter partecipare alla mensa eucaristica.”

CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

RESPONSA AD DUBIA

su alcune disposizioni della

Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio»

TRADITIONIS CUSTODES

del Sommo Pontefice

FRANCESCO

Il Sommo Pontefice Francesco, nel corso di un’Udienza concessa al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in data 18 novembre 2021, è stato informato e ha dato il suo assenso alla pubblicazione dei presenti RESPONSA AD DUBIA con annesse NOTE ESPLICATIVE.

 

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20211204_responsa-ad-dubia-tradizionis-custodes_it.html

 

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/documento-della-santa-sede-relativo-al.html 


P. Giovanni Cavalcoli, OP

Fontanellato, 18 dicembre 2021

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16 dicembre, 2021

Papa Francesco è un antipapa?

  Papa Francesco è un antipapa?

Una critica infondata

Il giornalista Andrea Cionci nel suo blog del 15 dicembre scorso nel sito liberoquotidiano sostiene, seguendo una certa tendenza di sedicenti cattolici, che Papa Francesco è un antipapa, che occupa la sede di Pietro al posto del Papa legittimo, che sarebbe Benedetto XVI, le cui dimissioni sarebbero invalide.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/papa-francesco-e-un-antipapa.html

 

Quindi Papa Francesco è l’attuale Papa in carica e Papa Benedetto XVI è l’attuale Papa emerito,


così come lo zucchero sta nel barattolo dello zucchero e il sale nel barattolo del sale.

 

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13 dicembre, 2021

Caro Antonio Socci

 Caro Antonio Socci

 Caro Antonio,

          ho letto con commozione le parole che hai espresso di recente sul tuo blog nei confronti di Papa Francesco. Ho notato finalmente un atteggiamento non più di critica dura e martellante, senza respiro, ma di profonda e sincera comprensione umana e cristiana. 

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/caro-antonio-socci.html

Cf. https://www.antoniosocci.com/gli-85-anni-di-papa-bergoglio-primo-bilancio-di-un-pontificato-dopo-tante-critiche-e-giusto-riconoscergli-che/

Cf. https://www.lospecialegiornale.it/2021/12/17/la-lezione-di-antonio-socci-su-papa-francesco/

Sono pienamente d'accordo con te quando lo riassumi rintracciando in questo Papa, come vocazione che Dio gli ha dato, la volontà ferma ed inflessibile di far sentire a tutti gli uomini la misericordia di Dio.

 

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Distinzione delle Persone divine - Tomas Tyn - Terza Parte (3/3)

Distinzione delle Persone divine

Tomas Tyn - Terza Parte (3/3)

Ora nella vita spirituale questa forma che determina, l’entità dell’uomo per esempio, dell’angelo, degli angeli non è il caso che ne parliamo, perchè appunto sono abbastanza sconosciuti, ma rispetto a noi possiamo dire che nella nostra forma umana, nell’anima umana, che ci dà vita, che ci fa diventare uomini, la nostra anima spirituale, c’è questa dualità pure in essa.

 Ovviamente la cosa non ci sorprende perché se c’è in tutte le cose, ci sarà pure anche in noi. Dunque c’è questa dualità di forma e di tendenza. Solo che la forma dell’anima è una meraviglia. Sapete che il Signore Dio onnipotente ce l’ha data perchè Egli si rivela nella nostra anima. San Tommaso commenta Aristotele, il quale dice che anima est quodammodo omnia. Sono proprio parole d’oro, e cioè che l’anima è in qualche modo tutte le cose. Pensate: l’anima, oltre ad essere quella cosa particolare, è anche tutte le cose secondo la possibilità di conoscere. Pensate: non c’è essere, al quale essa non sia aperta. Provo a spiegarvelo, vedo che avete qualche titubanza, quindi cercherò di spiegarvelo. Bene! Non è facile. Sapete che anch’io non l’ho capito subito questo. Con pazienza, vedremo. Guardate, il fatto è questo, che nell’anima voi avete una duplice funzione. 

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/distinzione-delle-persone-divine-tomas_54.html

San Tommaso commenta Aristotele, il quale dice che anima est quodammodo omnia. Sono proprio parole d’oro, e cioè che l’anima è in qualche modo tutte le cose. Non c’è essere, al quale essa non sia aperta.

Da un lato la nostra anima ci dà la vita. Dall’altro l’anima ha anche la funzione cognitiva, di conoscere.

Quindi, nella nostra anima non c’è solo la funzione vitale come nelle piante. 

Nelle piante ci può essere una somiglianza partecipata di quello che poi succede a livello degli animali, per esempio la conoscenza. Comunque non è ancora conoscenza vera e propria. Vedete perciò che c’è l’anima che dà vita, ma non conosce.

Negli animali invece c’è l’anima che dà vita e che conosce, perché il cagnolino e il gatto conoscono, e come no! Hanno degli occhi, hanno l’udito, reagiscono, quindi conoscono. Però che cosa conoscono? I puri sensibili materiali. Quindi anche la loro anima è già aperta ad altro rispetto a loro.

Invece nell’uomo c’è la possibilità di conoscere gli universali, di spingersi alla conoscenza dell’ente in quanto ente, di tutto quello che spetta all’ente, di tutto quello che spetta alla realtà.

L’anima umana è non solo se stessa, ma è anche tutto l’essere, perché potenzialmente può ricevere ogni essere come conoscibile da sé.

Nella nostra anima ci siamo noi, ma ci sono anche le altre cose conosciute da noi. L’anima quindi non è solo se stessa come forma, ma, dice San Tommaso commentando Aristotele, che è la forma formarum quanto al conoscere; non quanto all’essere, quanto all’essere è solo se stessa, nient’altro.

Precisiamo che a seguito del peccato delle origini siamo vittime di una seduzione spirituale, che consiste nel fare un dio di noi stesso. Effettivamente siamo portatori di un’impronta divina, perchè come Dio è infinito in quanto all’essere, noi lo siamo quanto al conoscere. E la tentazione sta nel fatto di togliere praticamente di mezzo la separazione tra pensiero e essere e dire che come siamo infiniti quanto al pensare così lo siamo anche in quanto all’essere e siamo nel peccato delle origini.

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