03 novembre, 2026

Perché Aristotele dava tanto fastidio a Lutero? - Parte Prima (1/5)

 

Perché Aristotele dava tanto fastidio a Lutero?

Parte Prima (1/5)

 

Introduzione

Sappiamo tutti che uno dei motivi per i quali Lutero rifiutò la dottrina della Chiesa fu il fatto che essa nell’interpretazione della Sacra Scrittura utilizza le nozioni della filosofia di Aristotele. Lutero, infatti, come è noto, si era fatto la convinzione che le nozioni della filosofia, della teologia, della metafisica, dell’antropologia, dell’etica e della logica di Aristotele non si conciliassero con gli insegnamenti della Scrittura, in particolare con quelli di San Paolo. Secondo Lutero, come è noto, la filosofia di Aristotele è falsa, sofistica, empia, blasfema, carnale, irreligiosa, irriverente, antropocentrica.

Ma la verità è ben diversa. I teologi cattolici che come me studiano da cinquant’anni la Bibbia, la Dottrina della Chiesa, Aristotele, San Tommaso e Lutero si sono accorti – contro le diffuse tesi dei luterani e dei modernisti - che in realtà le eresie di Lutero dipendono dal fatto che non aveva capito Aristotele e hanno compreso che Aristotele è migliore interprete della Bibbia che non Lutero. 

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La Chiesa, a iniziare dal Medioevo e fino ad oggi, come sappiamo bene, ha utilizzato nella sua dogmatica, un insieme di nozioni aristoteliche precedentemente purificate da San Tommaso d’Aquino, come quella di ente, essere, essenza, natura, atto, potenza, possibile, impossibile, necessario, contingente, trascendentale, categoriale, sostanza, accidente, abito, relazione, forma, materia, logica, astrazione, individuo, specie, genere, differenza, universale. 

Qual è il motivo di fondo della opposizione di Lutero ad Aristotele? Fu il fatto che Lutero confuse l’opinione (doxa) col sapere (episteme), mentre Aristotele li distingue chiaramente. … È istintivamente un esistenzialista. Confonde il dato di fatto con l’essenza universale. Confonde la natura umana come tale con la sua situazione storica. Ma se non abbiamo presente la natura umana come tale, come facciamo a giudicare delle sue situazioni storiche? A guidarla nel concreto? … Lutero non ha capito l’importanza della metafisica di Aristotele ai fini di comprendere la nozione biblica dell’ente e della realtà. In particolare non ha capito la nozione analogica dell’ente, sostituendovi una nozione equivoca, individualista, di origine pagana, protagorea o eraclitea, che ha la sua eco in Guglielmo di Ockham.

Per evitare l’equivoco Lutero cade nell’eccesso opposto del monismo univocista ignorando l’imitazione, la partecipazione, i gradi dell’essere e le distinzioni fra le differenti essenze o nature. Non c’è più un ente supremo, ma ogni ente è supremo. Come disse esplicitamente: «Non c’è il fedele e il Papa, ma ogni fedele è Papa».

Il Dio di Aristotele, in quanto Dio della semplice ragione, è il Dio della religione naturale, comune a tutti gli uomini, che fonda quel dialogo interreligioso del quale parla il Decreto Nostra aetate del Concilio Vaticano II. È sulla base di questa comune conoscenza di Dio che noi cristiani possiamo guidare i fedeli delle altre religioni alla conoscenza del Dio cristiano. … L’etica aristotelica non conosce il determinismo universale, perché per lui l’agire umano è liberamente orientato dalla volontà al fine, così come analogamente lo è l’agire divino. E quindi ancora una volta Aristotele è conforme alla Bibbia, laddove Lutero se ne discosta. 

 Immagini da Internet:

 - Frammento di pagina corale con iniziale N istoriata con l'Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea, Maestro del Libro d'Ore di Modena
- Miniatura dal Libro d’Ore con San Luca evangelista, Maestro dell'Échevinage di Rouen, 1503
 

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