14 ottobre, 2026

Bilancio dell’opera di Enzo Bianchi - Ovvero le difficoltà dell’ecumenismo - Terza Parte (3/3)

 

Bilancio dell’opera di Enzo Bianchi

Ovvero le difficoltà dell’ecumenismo

Terza Parte (3/3)

 

Sul peccato originale

«C’è stata un’altra interpretazione tentata all’interno del libro della Genesi soprattutto il capitolo due e tre, certamente una interpretazione molto precisa in Occidente, ma in realtà non contenuta nella Bibbia. Quale è questa spiegazione? La sapete tutti, perché è dentro il nostro immaginario, è un dato culturale: le nostre pitture all’interno di ogni chiesa ce lo testimoniano.

La lettura è questa: Dio ha creato il mondo buono e bello, nel quale c’era una coppia Adamo ed Eva. Ebbene, questi due sono posti di fronte a un limite da parte da Dio. ... Non c’è stata una epoca senza morte. Non c’è mai stata un’evoluzione delle specie: morivano prima di noi, e la sofferenza c’era nel mondo degli animali e delle piante prima che l’uomo che apparisse sulla terra. Leggiamo in modo differente quel brano di Genesi tre. Che cosa vi leggiamo? Per prima cosa, dovete decodificare, altrimenti se quel racconto lo pigliate tale e quale, è una favola dove c’è l’uomo e la donna, che rappresentano tutta l’umanità nella sua polarità. Questa è la verità. Non pensate a una coppia. ... È tutta l’umanità nella polarità uomo e donna, non all’origine dei tempi, ma nella esistenzialità di ciascuno di noi che a un certo punto afferma se stesso senza accettare i limiti, non fossero altro che i limiti posti dall’altro o dagli altri. Questo è quello che c’è».

Osservo che Bianchi considera un «dato culturale» ciò che invece è il dato rivelato, così come risulta dall’interpretazione fatta dal Magistero della Chiesa nel corso dei secoli, dal Concilio Lateranense IV, al Concilio di Trento, a Pio XII, fino agli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 e di San Giovanni Paolo II citati alla nota 4. In queste spiegazioni la Chiesa invece ci insegna che Dio creò effettivamente una prima coppia in una condizione di totale perfezione fisica e morale, dotata di doni preternaturali, come la scienza infusa, l’immortalità, l’impassibilità, e il pieno dominio sulla natura, uno stato, che la Chiesa chiama «stato di innocenza o di giustizia originale», in un mondo ben ordinato e benefico, a totale servizio dell’uomo.  

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«C’è stata un’altra interpretazione tentata all’interno del libro della Genesi soprattutto il capitolo due e tre, certamente una interpretazione molto precisa in Occidente, ma in realtà non contenuta nella Bibbia. Quale è questa spiegazione? La sapete tutti, perché è dentro il nostro immaginario, è un dato culturale: le nostre pitture all’interno di ogni chiesa ce lo testimoniano. … Spero che nessuno di voi continui a maledire quella povera coppia, per colpa della quale ci sono venuti tutti i mali, poverini! Un giorno o l’altro dovremo pentirci e dire: perdonateci, Adamo ed Eva per avervi fatti così cattivi verso di noi e di aver dato tutte le colpe a voi due, poverini! Spero che nessuno di voi lo faccia. È tutta l’umanità nella polarità uomo e donna, non all’origine dei tempi, ma nella esistenzialità di ciascuno di noi che a un certo punto afferma se stesso senza accettare i limiti, non fossero altro che i limiti posti dall’altro o dagli altri. Questo è quello che c’è».

Osservo che Bianchi considera un «dato culturale» ciò che invece è il dato rivelato, così come risulta dall’interpretazione fatta dal Magistero della Chiesa nel corso dei secoli, dal Concilio Lateranense IV, al Concilio di Trento, a Pio XII, fino agli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 e di San Giovanni Paolo II citati alla nota 4. In queste spiegazioni la Chiesa invece ci insegna che Dio creò effettivamente una prima coppia in una condizione di totale perfezione fisica e morale, dotata di doni preternaturali, come la scienza infusa, l’immortalità, l’impassibilità, e il pieno dominio sulla natura, uno stato, che la Chiesa chiama «stato di innocenza o di giustizia originale», in un mondo ben ordinato e benefico, a totale servizio dell’uomo.  

Osservo che il serpente genesiaco, come ho già spiegato, non è affatto il male, ma è il demonio, una creatura malvagia che istiga al male. Il male non è un soggetto, non è una sostanza. Non è neppure semplice assenza di bene, ma è privazione o carenza in un soggetto di un bene a lui dovuto o a cui ha diritto o che deve fare (privatio boni debiti). Il male non è solo distinto dal bene, ma è contro il bene, è nemico del bene. Il bene può essere sostanziale. Il male è accidentale. Sussiste solo nel bene e può esistere come non esistere. Il male può essere tolto; il bene, se è incorruttibile, no.

Immagine da Internet: Enzo Bianchi

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